Cala ancora il valore aggiunto del settore agricolo piemontese

di Stefano Cavaletto, IRES Piemonte.

Il valore aggiunto del settore primario in Piemonte nel 2017 è calato dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Questo dato, calcolato dall’Istat con il metodo dei prezzi correnti, registra un segno negativo per il quarto anno consecutivo passando dai 2,09 miliardi di euro del 2014 agli 1,95 del 2017. Considerando anche i consumi intermedi, il valore totale della produzione è stato di 3,82 miliardi di euro, in discesa dell’1% rispetto al 2016 e dell’8,2% rispetto al 2013 ...

Osservando i valori calcolati a prezzi concatenati (al 2010) la situazione risulta ancora più negativa con un calo, nell’ultimo anno, del valore della produzione del 3,8% e del valore aggiunto del 6,1%. La differenza tra i due indicatori riflette l’andamento dell’annata agraria scorsa, condizionata dalla forte contrazione delle rese di molte coltivazioni, solo in parte compensata da una dinamica dei prezzi generalmente positiva.
Questa tendenza ha interessato in misura analoga anche le regioni limitrofe seppur con incidenze di diversa natura. Il Nord-Ovest nel suo complesso ha osservato una riduzione del valore aggiunto del 3,8% a prezzi concatenati. Tra le regioni del Nord sono risultate in maggiore difficoltà Trentino Alto Adige (-8,2%) e Veneto (-5,4%) mentre è di minore entità il calo della Lombardia (-2,8%). Si trovano nel Centro-Sud le uniche due regioni con segno positivo, la Calabria (+6,5%) e l’Abruzzo (+0,3%), mentre la regione con la maggior perdita è stata la Toscana con una diminuzione dell’11,1%. La media nazionale ha registrato un calo del 4,4%.

I dati diffusi dall’Istat permettono, inoltre, un approfondimento sui settori produttivi tra cui emerge una sostanziale differenza tra le coltivazioni, maggiormente danneggiate dal clima anomalo del 2017, e la zootecnia che, invece, ha vissuto un’annata relativamente stabile. Per le produzioni vegetali le difficoltà sono state causate da una stagione estiva fortemente siccitosa e da alcune gelate tardive a primavera inoltrata.
Per quanto riguarda la cerealicoltura italiana, la perdita di valore risulta del 13,5% rispetto al 2016 con andamenti simili tra le diverse aree di coltivazione. In Piemonte il valore della produzione ammonta a 516 milioni di euro, in diminuzione del 14,8% rispetto all’anno precedente. Di particolare gravità la situazione della Puglia che in un solo anno ha perso il 30% del valore.

Di entità analoga è la contrazione osservata nella vitivinicoltura, il cui valore in Italia scende dell’8,8%. Il Piemonte risulta la quarta regione per valore prodotto dopo Veneto, Puglia e Toscana con un totale di circa 360 milioni di euro, il 15,2% in meno rispetto al 2016 (nell’analisi sono considerate solo le aziende agricole che producono vino da uve proprie). Nel comparto della frutta fresca sono state molte le produzioni a subire perdite causate da eventi meteorologici avversi, su tutte pesche e nettarine che in Piemonte perdono il 9,6% in volume. In controtendenza il comparto delle mele che su scala regionale aumenta il suo valore del 19,3%.

Numeri positivi arrivano dalla zootecnia, settore meno influenzato dagli eventi climatici e sorretto da una relativa stabilità dei prezzi all’origine in quasi tutti i suoi comparti. In Piemonte la produzione di carne è cresciuta del 5,5% su base annua seguendo il trend positivo della media nazionale (+6,3%) e delle principali regioni del nord (Lombardia +8,4%, Veneto +5,4%, Emilia Romagna +7,2%). Nel settore lattiero caseario, inoltre, il 2017 è stato l’anno della ripresa dei listini dopo una forte crisi durata circa un triennio. In questo comparto il Piemonte risulta la quarta regione per valore della produzione con 341 milioni di euro, in crescita del 10,5% rispetto al 2016.

Tratto da: http://www.regione.piemonte.it/agri/quaderni/cms/articoli/notizie/52-cala-ancora-il-valore-aggiunto-del-settore-agricolo-piemontese.html

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