Crescono i NO dei Comuni al 5G

L'elenco dei 120 piccoli Comuni italiani scelti dall'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per la sperimentazione della tecnologia 5G che Altritasti ha pubblicato nelle scorse settimane, contemporaneamente alla divulgazione a livello nazionale effettuata dai componenti dell'Alleanza italiana STOP 5G, ha finalmente aperto uno squarcio nell'ovattato silenzio istituzionale. Merito di decine di cittadini dei Comuni di questo elenco che, preoccupati, si sono rivolti alle loro amministrazioni per chiedere il motivo di questa "candidatura" e si sono sentiti rispondere dai Sindaci un imbarazzato «non ne sappiamo nulla, nessuno ci ha informati». Ben venga allora il ruolo dell'informazione alternativa...

Già, perchè i Sindaci davvero non ne sapevano nulla. E diversi tra loro non si sono lasciati condurre da un pilatesco «attendiamo che ci avvisino» (come, purtroppo, hanno scelto di fare alcuni Comuni astigiani e cuneesi...) ma hanno immediatamente vergato mail, pec, raccomandate R/R e chiesto al Ministero e ad AGCOM di chiarire la situazione.

AGCOM si è, quindi, finalmente sentita in dovere di emanare un comunicato stampa che tradisce fastidio e dispensa regole "tranchant", specificando di avere posto nella sua delibera "incriminata" «specifici obblighi di copertura 5G con frequenze in banda 700 MHz a favore dei 120 comuni della lista che, pertanto, a partire dall’effettiva disponibilità delle frequenze che dovrà avvenire entro il 1° luglio 2022, potranno beneficiare della copertura 5G realizzata da Telecom Italia Mobile, Vodafone e Iliad, in quanto soggetti aggiudicatari. L’onere di realizzare la copertura sarà a totale carico degli operatori e dovrà avvenire nel pieno rispetto della normativa in materia di edilizia e urbanistica e delle altre leggi in materia, inclusa la normativa in materia di limiti elettromagnetici sul cui rispetto vigilano le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente. Si precisa che non si tratterà di una sperimentazione 5G, bensì dell’offerta di servizi commerciali. Alla luce di quanto sopra, è convincimento dell’Autorità che le misure introdotte, che non modificano le norme esistenti per la realizzazione delle reti ma ampliano le potenzialità di copertura, non potranno che apportare sviluppi positivi per i territori interessati, che potranno beneficiare dei numerosi vantaggi per cittadini, imprese e pubblica amministrazione derivanti dalla disponibilità diffusa di servizi di connettività wireless a banda larga e ultra-larga. Si sottolinea infine che tali misure sono complementari e distinte rispetto ai progetti riguardanti il Piano strategico nazionale per la banda ultra-larga, relativi ai bandi di gara pubblici gestiti da Infratel e attualmente in corso di realizzazione da parte del concessionario vincitore delle gare».

In parole povere: l'elenco è questo e da qui non si scampa!

Ma al XII Municipio di Roma (quartiere Monteverde) il Movimento 5 Stelle, che qui è il partito di maggioranza, ha votato una mozione che impegna la presidente di quel territorio (della stessa forza politica), a non consentire l’installazione delle antenne del 5G. Così come a Trento, dove alcuni consiglieri comunali a 5 Stelle hanno presentato due mozioni in cui chiedono al sindaco di bloccare l’installazione di ripetitori per il 5G.
Due situazioni che stridono fortemente con la posizione dei 5 Stelle a livello nazionale: Luigi Di Maio (che risulta tra i principali sostenitori del dialogo con Huawei sulle nuove tecnologie) a Bari ha infatti personalmente acceso la prima antenna di questo fondamentale «volano di un nuovo miracolo economico».
E stridono parecchio anche a Roma, dove la mozione dei 5 Stelle del XII Municipio risulta all'opposto della posizione della sindaca Virginia Raggi che, alle Terme di Diocleziano, ha presentato l’applicazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nel turismo, ribadendo che «a soli 10 mesi dal lancio ufficiale del progetto #Roma5G nella Capitale, è già stata realizzata, assieme ai nostri partner, il primo use case della sperimentazione». 

In molti Comuni, inoltre, consiglieri hanno protocollato mozioni di opposizione al 5G in nome della difesa della salute pubblica, che presto verranno dibattuti nelle aule consigliari; l'ultimo esempio, in ordine di tempo, viene da Ladispoli (Roma).
Il Sindaco di Cinto Euganeo (Padova), invece, ha già avviato l'iter per emanare un'Ordinanza «contingibile e urgente» per fermare il 5G sul suo territorio comunale. Il testo, già pronto, si conclude con questa importante affermazione: «è fuor di dubbio che ogni decisione per quanto di spettanza del Comune verrà presa solo di concerto con i cittadini previamente informati».

Fonti confidenziali interne alle Agenzie regionali di protezione dell’ambiente (ARPA) ci trasmettono le preoccupazioni dei loro tecnici che, secondo l'AGCOM, dovranno vigilare sui limiti elettromagnetici ma a fronte di protocolli che al momento risultano piuttosto complessi e di difficile applicazione/interpretazione.

Insomma, situazione incandescente che va sostenuta con un lavoro attento di tutta la società civile: il principio di precauzione deve essere rispettato...

Commenti  

0 #1 Davide 2019-04-09 17:56
se vuoi fare il giornalista almeno impara a leggere le fonti. Mi sono letto la delibera AGCOM, e a pag. 127 c'è la spiegazione dei 120 Comuni, che non sono in sperimentazione, ma che devono essere raggiunti dal servizio, quale onere aggiuntivo degli aggiudicatari delle frequenze. Solo per chiarezza di informazione. Saluti.
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0 #2 A.M. 2019-04-09 19:23
Forse potevi evitarti la lettura della delibera fino a pagina 127 e leggere meglio l'articolo in cui è citato ciò che dice AGCOM. E che non cambia la questione di fondo...
A.M.
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