Avviso agli Amministratori: la terra è di tutti

di Edoardo Salzano.
ImageUrbanista, Docente universitario, “inventore” ed animatore del sito
http://www.eddyburg.it (uno degli strumenti più preziosi in Italia per leggere le criticità dello sviluppo a tutti i costi rispetto alle possibilità fisiche dei nostri territori), Edoardo Salzano è senza dubbio uno dei personaggi più titolati per aggiungere qualche stimolo all'appena avviata campagna nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”, di cui è uno dei promotori.
Sul numero 1/2009 del settimanale “Carta”, Salzano ha accompagnato in questo modo, con un autentico prezioso “cammeo”, l'annuncio del percorso del nostro lavoro ...

In molti comuni è cominciato il lavoro di preparazione delle liste e dei programmi per le elezioni di giugno. Non abbandoniamo i municipi ai vecchi modi di gestirne il futuro. La capacità dei cittadini di governare deve esprimersi prima che le liste siano fatte, i candidati proposti, i programmi definiti. 

Questo è certamente possibile là dove esiste un movimento, un comitato, un’associazione che hanno come obiettivo la difesa della città e del territorio, la tutela dei beni comuni, una maggiore vivibilità per tutti. Le scelte della politica urbanistica devono essere al primo posto, perchè è con esse che si decide il futuro della società, della sua “nicchia ecologica”.
La manifestazione che il 24 Gennaio si svolgerà a Cassinetta di Lugagnano, il comune che ha scelto il piano urbanistico a crescita zero, suggerisce un tema centrale: “Stop al consumo di territorio” (è il titolo della manifestazione e di un appello che sta girando in tutt’Italia).

La prima cosa che bisogna chiedere a chi amministrerà è di avere consapevolezza del valore della terra non urbanizzata, non coperta da cemento e asfalto, lasciata libera allo svolgimento del ciclo naturale.
La terra, come componente naturale del pianeta, è un bene. La sua struttura fisica è una risorsa essenziale. L’azione che compiono le forme elementari della fauna e della flora è decisiva. Occorre conoscere, amare, rispettare la terra in quanto tale: a partire dall’oscuro lavorìo che fanno gli organismi primordiali che la lavorano, digeriscono, rendono porosa, permeabile, suscettibile di ospitare i germi della vita vegetale.
Le esigenze della società possono richiedere che qualche ulteriore pezzo di terra venga occupato dalla città: ma occorre dimostrare inoppugnabilmente che quella esigenza non può essere soddisfatta altrimenti.

Io voterei solo per chi si impegnasse a dimostrare con i fatti la condivisione di questo principio.

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