È ora della Fase (a) 2 (ruote)

di Maurizio Bongioanni.

Il 3 giugno è stata la Giornata Mondiale della bicicletta, dichiarata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 2018 «per la consapevolezza dei benefici sociali derivanti dall'uso della bicicletta come mezzo di trasporto e per il tempo libero». Nella risoluzione dell’Onu, tra le virtù riconosciute alla bici, salta all'occhio come questa venga definita «un simbolo di trasporto sostenibile che trasmette un messaggio positivo per incoraggiare il consumo e la produzione sostenibile, ripercuotendosi beneficiosamente sul clima». Mezzo di trasporto sostenibile, rispettoso dell’ambiente e, non ultimo, benefico per la salute. Insomma, pare proprio quello che ci vuole per un mondo cambiato dalla pandemia, un mondo che necessita di nuove scelte tra cui quelle relative alla mobilità sostenibile...

A metà aprile, una serie di associazioni ambientaliste e per la mobilità dolce, hanno scritto al governo una serie di proposte per rilanciare l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all'auto privata (e ai bus sottoposti a forti restrizioni a causa del coronavirus). Di queste proposte solamente quella relativa agli sconti economici pare essere stata presa in considerazione.

Ma qui vogliamo ribadire tutte le altre proposte, perché solo un'adozione contestuale dei principi di cui sotto possono far sì che davvero la bicicletta diventi un "mezzo di trasporto" collettivo (nel senso, usato collettivamente). Lasciamo comunque il punto 2, quello relativo agli incentivi economici, perché in realtà solo attuato in parte dalle attuali proposte di governo.

Misure Proposte
Noi Associazioni promotrici suggeriamo il seguente pacchetto di misure per la gestione sostenibile della mobilità nella fase emergenziale e in quella immediatamente successiva:

  1. Realizzazione di nuove regolamentazioni e/o infrastrutture “soft”, a basso costo e rapida attuazione, per la mobilità attiva (pedonale e ciclabile) e la micromobilità, estese a tutta l’utenza fragile, anche non convenzionali e in deroga al Codice della Strada. Ad esempio: percorsi pedonali e corsie ciclabili in sola segnaletica, doppio senso bici, strade residenziali a 10 km/h aperte ai pedoni, strade scolastiche, intermodalità bici-TPL (Rete di Mobilità di Emergenza/Transizione);
  2. Introduzione, già dal prossimo “decreto aprile”, di forti incentivi economici e finanziamenti per il potenziamento della mobilità attiva come alternativa all'uso dell'auto privata e complementare al trasporto pubblico. Ad esempio: Fondo interventi urgenti mobilità sostenibile dei Comuni (per realizzare quanto previsto al punto 1), bonus-mobilità per i cittadini (acquisto bici elettriche, servizi di bike sharing e micromobilità), premialità e rimborsi chilometrici;
  3. Pieno mantenimento delle misure di equilibrio del sistema della mobilità, come le ZTL, la sosta regolamentata, le corsie preferenziali, indispensabili ancor più ora per gestire il traffico, rendere appetibili ed efficienti le modalità alternative all’auto ed evitare la completa paralisi circolatoria derivante da un “liberi tutti” di spostarsi comunque e ovunque in macchina;
  4. Contenimento della domanda e dei picchi di mobilità lavorativa e commerciale, promuovendo in modo diffuso lo smart working come modalità facoltativa di lavoro con priorità per i pendolari extraurbani, la differenziazione degli orari di attività economiche e uffici, e i sistemi di consegna a domicilio, privilegiando ed incentivando quelli su bicicletta e cargo-bike;
  5. Riconoscimento, promozione e finanziamento della mobilità attiva (pedonalità e ciclabilità) come modo di trasporto urbano resiliente, in quanto capace di garantire il diritto alla mobilità in sicurezza per tutti e di assorbire una quota rilevante della mobilità nel rispetto della distanza di sicurezza e con la minore occupazione di spazio, evitando di aumentare in modo insostenibile il traffico privato e congestionare i mezzi pubblici;
  6. Istituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico che coordini e armonizzi le misure di cui ai punti precedenti su tutto il territorio nazionale all’interno di un Piano di Mobilità di Emergenza/Transizione Covid-19.
  7. Realizzazione di campagne informative nazionali per stimolare stili di vita basati su forme di mobilità attiva, indispensabili per tenersi in salute e recuperare la forma fisica.

Qui il testo completo della petizione e l'elenco dei firmatari.

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