Per una Rete Astigiana di Economia Solidale

ImageQuesta prima sintesi di proposte dedicate alla possibile ed auspicata costituzione di un progetto di Rete di Economia Solidale all’interno del territorio astigiano, muove le proprie forze non da semplici “utopie” ma dall’analisi di molteplici esperienze e Reti già esistenti in svariate parti del mondo e dell’Italia e su di esse prova a fondare le sue iniziali radici.

Si tratta di una prima "traccia" su cui iniziare a raccogliere opinioni e delineare un primo abbozzo di "cose da fare" da trasformare in una autentica Rete omogenea.

INTRODUZIONE

I soggetti della Rete
Sono singoli cittadini e organizzazioni astigiane che vogliano tentare di integrare le loro specifiche attese ed esperienze in materia di “economia alternativa”, per perseguire obiettivi comuni basati su un nuovo rapporto di “filiera corta” che coinvolga ed accomuni Produttori e Consumatori Consapevoli e favorisca, così, lo sviluppo di un circuito economico, sociale e culturale tra le realtà locali dell'economia solidale. In modo da poter rafforzare queste stesse realtà e, al contempo, fornire risposte concrete ai Consumatori Consapevoli che domandano prodotti e servizi rispettosi delle persone e dell'ambiente.
Il progetto si sviluppa, quindi, con la prospettiva di valorizzare le risorse del luogo, creare occupazione e difendere le fasce deboli della popolazione.
In primo luogo, l’ossatura della Rete è composta dalle rappresentanze locali delle Botteghe del Mondo (Cooperativa della Rava e della Fava), dai GAS - Gruppi di Acquisto Solidali, dalle associazioni della Rete dell’Asti Social Forum, dalle organizzazioni della finanza etica (MAG, Banca Etica), dai produttori locali che si ispirino ai criteri delle pratiche biologiche/biodinamiche, da piccoli operatori dell’artigianato manuale, dalle proposte di turismo responsabile, dalle cooperative sociali.
Tale progetto è da considerarsi aperto indistintamente a tutte le realtà che già operano o che si "sentono" parte o che, comunque, intendono agire ispirandosi ai valori e ai principi dell'economia solidale.

Il contesto
In Europa (in Spagna e Francia in particolare) e nel mondo (principalmente nel Sud America), esistono da parecchi anni Reti di realtà economiche che si definiscono di Economia Solidale, emerse soprattutto grazie agli eventi aggreganti dei Forum Sociali Mondiali ed Europei. Anche sul territorio astigiano esistono molteplici realtà che, pur definendosi in modo vario, svolgono quotidianamente attività di produzione, distribuzione o consumo di beni/servizi secondo principi e modalità caratteristiche dell'economia solidale (vedi "Caratteristiche dell'economia solidale").

Le motivazioni
Si ritiene importante cominciare a sviluppare le condizioni affinché iniziative economiche diverse (democratiche, motivate socialmente, radicate nel territorio …) , trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere, aiutare e farsi aiutare, innescare processi economici nuovi, coordinati e partecipati e diffonderli, nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti ed al contesto sociale ed ecologico in cui essi operano.

CARATTERISTICHE DELL’ECONOMIA SOLIDALE
Le pratiche di economia solidale sono essenzialmente caratterizzate da:

• nuove relazioni tra i soggetti economici, basate sui principi di reciprocità e cooperazione;

• giustizia e rispetto delle persone (condizioni di lavoro, salute, formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali);

• rispetto dell’ambiente (sostenibilità ecologica, attraverso concreti esempi/utilizzi di risparmio energetico, riduzione degli imballi, buone pratiche di riciclo ecc.);

• partecipazione democratica (autogestione, partecipazione nelle decisioni);

• impegno nell'economia locale e rapporto attivo con il territorio (partecipazione al "progetto locale");

• disponibilità a entrare in relazione con le altre realtà dell'economia solidale condividendo un percorso comune;

• impiego degli utili di bilancio per scopi di utilità sociale.

Il rapporto di conoscenza diretta tra Consumatori Consapevoli e Produttori, preferibilmente del medesimo territorio, apre nuove dinamiche relazionali, sociali e politiche che vanno ben al di là degli angusti spazi e regole che definiscono la tradizionale economia di mercato. In generale, nell’esperienza delle Reti di Economia Solidale, i rapporti economici vengono ad essere incorporati profondamente nelle relazioni sociali e politiche.
Il rapporto stretto tra Consumatori e Produttori rende anche possibile il mutuo rispetto e l'aiuto reciproco nei momenti di difficoltà. E' necessario un patto di fiducia e solidarietà tra questi contraenti, che renda possibile definire quello che si riconosce come il “giusto prezzo”, che tiene conto (per il Produttore) del lavoro profuso, della presenza di soggetti svantaggiati nei cicli produttivi e delle calamità naturali, familiari o aziendali ma, anche (per i Consumatori), delle difficoltà congiunturali legate alla ripartizione delle ricchezze ed all'andamento del costo della vita.
Questo “patto di fiducia” tra Produttori e Consumatori Consapevoli induce anche alla messa in evidenza del “prezzo trasparente” di ciascuna merce offerta, attraverso l’indicazione in etichetta del prezzo sorgente e di tutte le voci che ne compongono il valore complessivo.

La RES Asti si configura quale "laboratorio" di sperimentazione civica, economica, culturale e sociale; in altre parole, come esperienza pilota in vista di future più vaste applicazioni dei principi e delle pratiche caratteristiche dell'economia solidale.
A titolo esemplificativo, i "soggetti" dell'economia solidale comprendono:

• le imprese dell'economia solidale e le loro associazioni;
• i singoli consumatori e le loro associazioni;
• i risparmiatori-finanziatori delle imprese e delle iniziative dell'economia solidale e le loro associazioni o imprese;
• i lavoratori dell'economia solidale;
• le istituzioni (in particolare gli Enti Locali) che intendano favorire sul proprio territorio la nascita e lo sviluppo di esperienze di economia solidale.

I processi di globalizzazione accelerano le dinamiche dell'economia di mercato provocando, nei diversi territori locali, uniformazione e sradicamento, oltre a variegate forme di degrado ecologico e sociale. Le esperienze solidali locali possono rappresentare una risposta propositiva a tali processi disgregativi. Esse mirano a valorizzare le risorse locali e a produrre ricchezza in condizioni di sostenibilità ecologica e sociale.

DA DOVE INIZIARE
Alcuni possibili passi operativi “cadenzati”:

1. Riunire in una concreta discussione plenaria i primi soggetti ritenuti “determinanti” per l’avvio dell’iniziativa (vedere prima: “i soggetti della Rete”);

2. Avviare la creazione di un Data Base (strutturato attraverso programmi software “copyleft”) di tutte le risorse dell’Economia Solidale del territorio attraverso la seguente necessaria raccolta di specifiche informazioni:
- Denominazione e indirizzi (anche mail e web);
- Persone di riferimento e loro mansioni;
- Descrizione dell’Offerta (per i Produttori), ovvero: Tipologie di prodotti / Quantità e periodi / Note tecniche su produzione e/o conservazione / Prezzi
- Descrizione della Domanda (per i Consumatori), ovvero: Tipologia di prodotto ricercati / Quantità e periodi / Note ulteriori / Prezzi attesi;

3. Definire una possibile data (orientativamente una intera Domenica in primavera inoltrata) per organizzare in Asti una prima manifestazione di piazza sul tipo di “Fa la cosa giusta” (una mescolanza di Astigiò e Global Week of Action con maggiori riferimenti pratici e “commerciali”, insomma …), che metta assieme diverse proposte:
• Mercatino di prodotti/produttori bio (certificati e non), piccolo artigianato, soluzioni per la “decrescita felice” (dai pannelli solari ai riduttori di flusso, dai detersivi alla “spina” ai forni solari, dai programmi di software libero alle Telestreet ecc. ecc.);
• Banchetti di proposte/progetti delle associazioni di volontariato locali;
• Laboratori di auto-produzione (“come fare da sé pane, yogurt, pannelli solari, PC riciclati” ecc. ecc.);
• Laboratori di cura della persona (ludoteca per bambini, massaggi dolci ecc. ecc.);
• Momenti di Formazione in stile seminari pratici;
• Eventuali dibattiti/convegni su temi di particolare proposta “politico-sociale”

4. Strutturare un programma di comunicazione dell’iniziativa, utilizzando inizialmente strumenti messi a disposizione dai componenti della stessa RES (e contemporaneo alla divulgazione pubblica del costituendo Date Base di cui al punto 2).

5. Valutare il coinvolgimento di Enti Locali e definire il progetto anche sotto il profilo finanziario;

6. Attivare uno “Sportello Informativo” della RES Asti (inizialmente volontaristico ed autogestito) a disposizione di Produttori e Consumatori Consapevoli, per raccontare il formarsi del progetto stesso e mettere a disposizione di tutti i personali “saperi” costituiti dalle buone pratiche di ciascuno …;

7. Iniziare a lavorare assieme e, “facendo”, sperimentare le concrete potenzialità del progetto (la proposta di un “evento” così ravvicinato intende rappresentare un autentico “obbligo” a non limitarsi alle analisi ideologiche e puramente teoriche, ma ad applicare un concreto modello di relazioni).

Attendiamo considerazioni e proposte da parte di tutte le realtà astigiane.

Commenti  

0 #1 Fabio 2008-02-13 07:54
Ottima iniziativa!
Le varie piccole esperienze italiane (tipo il DESTO di Torino) potrebbero darci i primi consigli su come cominciare, attivarci, proporci.
Citazione
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