Lo scorrere della vita di ogni giorno

di Emilia De Rienzo.

Viviamo in un mondo frenetico, che ci domina, che ci incalza, che ci sollecita a fare, comprare, organizzare, giudicare… Ci svegliamo e ci ritroviamo la sera con la sensazione di non avere davvero vissuto. Ci siamo dimenticati che il mondo va almeno qualche volta contemplato, guardato nel suo scorrere senza cercare causa ed effetto, guardato così com’è nel suo apparire ai nostri occhi, osservato senza pensiero, senza domande, senza perché e senza ma...

Guardare il bambino che gioca, quello che piange, quello che guarda lontano senza fissare nulla, osservare le nuvole che rincorrono il cielo, i colori che cambiano, la luce che batte sul marciapiede e quella che radente si insinua tra i rami di un albero che si sta preparando all’autunno. E quel vecchio che attraversa la strada bloccando le macchine con il suo bastone, quella donna che corre a casa con il suo carico di spesa e quell’uomo seduto per terra che chiede una moneta per mangiare.

Contemplare e lasciare che tutto scorra lentamente. La mente non si muove, lascia che tutto accada, manifesta un profondo rispetto nel guardare ciò che si manifesta.

Quell’uomo passa veloce con la sua cartella di pelle importante, in mano il cellulare, e la sua voce concitata che discute forse un affare: “Ci perdo un sacco di soldi”, dice. E l’altro che passa parlando con un amico: “Io non mi lascio mettere i piedi sul collo. Non mi conosce…”. volano via le sue parole arrabbiate.

Bisogna avere il coraggio di viverla così, con coraggio e imparare a vedere ciò che rompe un susseguirsi di eventi che ci sembrano senza speranza. La parola gentile, lo sguardo attento, il gesto di solidarietà, la tenerezza, la gioia di un attimo e quel sole, quella pioggia, quell’albero, quel fiore, quel mare, quel filo d’erba….

Molto ci ha insegnato in questo senso Etty Hillesum:

“Io sono quotidianamente in Polonia, su quelli che si possono ben chiamare dei campi di battaglia, talvolta mi opprime una visione di questi campi diventati verdi di veleno; sono accanto agli affamati e ai moribondi ogni giorno – ma sono anche vicina al gelsomino e a quel pezzo di cielo, in una vita c’è posto per tutto”.

C’è posto per tutto. A noi spetta imparare a contemplare “quel pezzo di cielo e quel gelsomino” per trovare la forza per continuare il nostro cammino personale, ma anche quello che ci unisce agli altri, prendendoci cura di noi e di loro.

Tratto da: https://comune-info.net/lo-scorrere-della-vita-di-ogni-giorno

 

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