Azioni, significati, legami ...

di Daniela Grassi.
ImageBuongiorno a tutti: vi disturbo per raccontarvi una storia di “vita vissuta”, vera e che per fortuna continua, anche se tra mille difficoltà.
So che il tempo è prezioso, ma qualche volta credo valga la pena di fermarsi per un attimo ad ascoltare e che questa sia una di quelle occasioni.
Elisabeth Grubl è una donna tedesca che vive in Italia dal 1980. Abita vicino a noi, ad Exilles, in Val di Susa, o meglio abitava, fino a pochi giorni fa, quando la recente alluvione ha portato via la sua modesta casa, dove viveva con 20 cani e 5 gatti di cui si è presa cura dopo che altri li hanno vigliaccamente abbandonati.

Elisabeth è una di quelle creature che sana, con la sua opera e la sua stessa esistenza, le piaghe di un mondo che è come non lo vorremmo.

Là dove gli altri lacerano con la crudeltà, l’ignoranza, la cieca indifferenza, lei cura, con la dedizione, il sacrificio personale, la dolcezza e la riconciliazione.

Là dove gli altri distruggono con un gesto, lei ricrea la fiducia con il tempo, la pazienza e con quella ostinazione nella speranza che è il significato vero d’una parola sperperata: amore.

Elisabeth ha lottato a lungo per dare una vita dignitosa e serena ai suoi amici: è andata contro le convenzioni sociali e con la sua azione e il suo comportamento ha disturbato quella società consumistica e superficiale che preferisce non prendere atto della crudeltà che si genera al suo interno, sia verso le persone più fragili che verso le forme di vita più indifese, gli animali e l’ambiente.

Lei non ha bisogno, come tutti noi, di esercitarsi alla sobrietà: fino a quattro anni fa viveva in una casetta fatiscente, senza luce né acqua corrente e quando ha subito lo sfratto, non ha esitato a dichiarare che se le avessero tolto i suoi cani e gatti per deportarli in un canile, l’avrebbe fatta finita. Non era una minaccia buttata al vento, ma la disperata resistenza d’una creatura d’eccezione.

Allora l’ha spuntata, ma oggi deve ricominciare da capo un’altra volta.

Ieri sera le ho parlato al telefono: era appena tornata dal canile della Croce Blu di Piossasco dove, dopo essere stati prelevati in maniera per loro traumatica da quello che era il loro territorio naturale, i cani sono stati momentaneamente ricoverati.

Mi ha detto di sentirsi sollevata, perché dopo parecchi giorni è riuscita finalmente a tranquillizzarli con la sua presenza. Passa lì otto ore al giorno, ogni giorno, perché solo la sua vicinanza è la cura che lenisce il loro terrore di essere nuovamente abbandonati. Infatti, tra Elisabeth e i suoi amici esiste un rapporto simbiotico, uno di quei rapporti magici e profondi tra creature che per i più è difficile comprendere, che spesso si vuole confinare nel novero della patologia e che invece sconfina in quella zona misteriosa dove si intuisce la parte divina del creato, e si spinge in quella sfera luminosa dove hanno casa la poesia e la salvezza.

Elisabeth abita attualmente in un mini appartamento che la proprietaria della casa in cui viveva le ha lasciato occupare in attesa di trovare una nuova sistemazione e dove ha ricoverato anche i suoi 5 gatti.

Per la pensione dei cani paga 80 euro al giorno (5 euro a cane), che deve versare ogni 15 giorni per un totale di 1200 euro: non ha alternativa e non sa che fine farà fra 15 giorni, ma spera ancora una volta di trovare una soluzione.

Quando le ho chiesto che cosa l’abbia spinta a dedicarsi in maniera così assoluta a questa causa,  Elisabeth mi ha risposto: “Semplicemente non posso farne a meno: è questo che devo fare. E’ sempre stato così.”

Mi è parso molto bello, che in un mondo dominato dal dubbio e dall’incertezza,dove si stenta a dare significato a quasi tutto e a riconoscere la chiamata interiore, ci sia qualcuno che affronta con tanta serenità e sicurezza il  compito per cui sente di essere approdato alla vita.

Chi volesse dare una mano a Elisabeth, può versare una qualsiasi cifra, anche piccolissima, sulla poste pay n. 4023600432942110 intestata a Elisabeth Grubl, recandosi presso un qualsiasi ufficio  postale, oppure rivolgersi a me, Daniela Grassi, presso il Centro culturale san Secondo di Asti, v. Carducci 22/24, tel. 0141354030 in mattinata, oppure 3357816723. Vi verrà rilasciata una ricevuta.

Elisabeth chiede di caricare la poste pay perché in questo modo riceve immediatamente quanto versato, soluzione per lei ottimale data la situazione a cui deve fare fronte di giorno in giorno e senza certezza alcuna sul suo futuro e su quello dei suoi animali.

Vi ringrazio dell’attenzione e vi saluto cordialmente,

Daniela Grassi

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