Assemblee: la rivoluzione della decisione

di Adelaide, alunna di “Lune Storte”, scuolina parentale senza voti, senza interrogazioni e senza compiti, in cui si impara per il piacere di imparare. A Corneliano d’Alba.

Nella nostra scuolina nessuno prende mai una decisione senza che tutti siano d’accordo. Ma come è possibile che siano tutti d’accordo?
Le assemblee, da noi chiamate anche “cerchi”, sono un nuovo metodo per arrivare a una decisione che condividano tutti. Sono pensate per non lasciare dei “vinti”, come succede in alcuni casi nelle decisioni prese in base alla maggioranza o addirittura imposte...

Ma non è solo il nostro piccolo gruppo a usare questo criterio di decisione; lo utilizzano anche grandi aziende o fondazioni come Wikipedia, che si basano sul nostro stesso principio, e cioè di far sì che tutti condividano la decisione proposta.

Ma come si fanno le assemblee?

Da come si può intuire, questo metodo decisionale richiede più tempo e pazienza, ma il risultato non lascerà nessuno infelice o insoddisfatto.

Per prima cosa si fa un ordine del giorno, e quindi una lista di cose da mettere in discussione, che si può stabilire alcuni giorni prima. In caso vengano fuori nuovi argomenti durante l’assemblea, vengono messi al fondo della lista, così da discuterne più tardi.

Mentre si discute, però, è importante che ci sia un moderatore, ovvero una persona che alla fine di ogni argomento faccia il punto della situazione; operazione utile per il segretario che deve prendere appunti e segnarsi tutte le decisioni prese, per poi produrre un verbale su cui è riportato quanto è discusso nell’assemblea.

Fin qui tutto bene, ma come si prende una decisione collettiva?

Se anche solo una persona non è d’accordo con la scelta in questione, ha la possibilità di mettere un veto, e quindi di bloccare una decisione. Nel caso questo avvenga, è necessario discutere ulteriormente o modificare la scelta presa affinché tutti la condividano.

Dopo l’adattamento della decisione, la persona in disaccordo può togliere il veto, e quindi far proseguire la scelta, nonostante non la condivida completamente.

Riguardo alla mia esperienza personale sulle assemblee con il metodo del consenso, all’inizio ero sconcertata del fatto che nessuno si alzasse e prendesse una decisione per tutti, come è abitudine fare nelle scuole statali.

Ma dopo un po’ di tempo, non solo ci ho fatto l’abitudine, ma continuo a portare questo metodo democratico anche fuori dalla scuolina, sfruttandolo in ogni momento della giornata.

Tratto da: http://www.lunestorte.it/2019/01/08/assemblee-la-rivoluzione-della-decisione/?fbclid=IwAR1ukEUkyAlsK2110uJw0VnT_gnlVe8qt7PmeDXe-nWgHWeiiOMioRhv9P8

 

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