Il pianeta è progettato per soli tre miliardi di persone?

di Piero Angelo Tartaglino.

Eccoci qua, dopo un anno e mezzo di ossessiva narrativa pandemico-farmaceutico-televisiva, si iniziano a intravvedere ipotesi deliranti come la famigerata depopolazione come panacea ai problemi mondiali.
Quando ero più piccolo, ricordo i discorsi da bar sul fatto che i popoli poveri si riproducevano troppo e inevitabilmente avrebbero intaccato il nostro stile di vita, basato su morale e lavoro...

Oggi che di morale e lavoro non ne sono rimasti, se i popoli che erano poveri lasciano che diventiamo troppo vecchi senza lavorare, possiamo intaccare le loro aspirazioni di crescita.

Che guaio, c’è sempre da lamentarsi e temere di qualcuno, benestante o povero, giovane o vecchio.

A giugno leggo un articolo illuminante su Imola Oggi: secondo il ministro della transizione ecologica il pianeta è progettato per tre miliardi di persone e non otto miliardi come sembrerebbe essere attualmente.

Sembra un articolo fatto apposta per innescare uno scandalo ma pensandoci bene non è niente di nuovo o di diverso da ciò che sempre affermano i più grossi filantropi e benefattori conosciuti, non parlo di dittatori e despoti spietati, ma di persone colte e raffinate che sostengono la tesi del depopolamento mondiale sotto la voce del controllo sanitario e demografico.

A questo punto, senza entrare nel sottile confine tra morale ed immorale, come molti mi chiedo se sarò tra i sfortunati depopolati, o tra i fortunati sopravvissuti per un mondo migliore.

Non è nemmeno detto che il futuro sia migliore del passato, si parla su riviste specializzate di interfacce uomo macchina, gravidanze surrogate, genetica modificata, automazione industriale totale ed un sacco di altre trovate di cui molti centri di ricerca già fantasticano.

Poi c’è lei, la regina di tutto, l’Intelligenza Artificiale... e speriamo non sia come quella di chi l’ha inventata.

Difficile fare previsioni, i progetti sono come gli uomini che li hanno pensati, vivono poco, non sempre riescono e quando riescono sono molto diversi dall’idea iniziale.

Certo sarebbe bello che otto miliardi di persone partecipassero allo spopolamento dicendo la loro, non solo come vittime ma anche come progettisti, sarebbe il risultato più ambizioso e serio che mi viene in mente.

Chissà? 

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