Asti: città delle cento torri o dei cento supermercati ?

Imagedi Silvana Bellone.

Forse in questo ultimo mese sono stata un po' disattenta, presa da mille cose da chiudere ed ultimare: la chiusura delle scuole, la chiusura della campagna raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua (un successo, anche di partecipazione), problemi personali ... ; quando ho rivolto nuovamente la mia attenzione alla città, mi sono resa conto che Asti ormai non è più la dolce città delle cento torri ma è la città dei cento supermercati: già esistenti o in programmazione. Uno al Torrazzo, uno in Val Rilate, uno in corso Alessandria e, forse, altri. Ma non stiamo forse esagerando ? A che cosa servono ? Non ne abbiamo già abbastanza ? ...

E il piccolo commercio, le botteghe della qualità, il centro di una bella cittadina che sta morendo ? ... Non parlatemi di occupazione, di progresso (tutti contratti a termine: contratti -capestro che non offrono avvenire).

E poi cementificazione ad oltranza, abbattimento di alberi, distruzione di campi, di cultura: che desolazione ! Vogliamo lasciare queste eredità alle nuove generazioni ?

Io non concordo con queste scelte, non sono scelte di buon senso; privilegiano l'affare immediato, ma distruggono il futuro di persone che dovrebbero ritornare ad essere più umane, più vicine alla natura, più responsabili nei confronti dei bambini, insegnando loro che la vera vita non è andare al supermercato, ma girare nella nostra bella città, sulle  nostre stupende colline(cemento a parte) per conoscerle, saperne la storia di uomini, lotte, fatiche, vittorie e sconfitte e così progettare un futuro ...

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