Lettera di un Docente di ruolo



di Piera Medico, Docente.

Non dare la disponibilità a far parte delle commissioni di esame. Credo sia una richiesta da accettare!.
L’insegnamento è fatto di tanti aspetti. La conoscenza della materia, la passione, l’esperienza e la consapevolezza di essere un tassello importante nella crescita culturale e civile delle persone. Uno degli aspetti più delicati del lavoro del Docente è quello di insegnare agli allievi il rispetto delle regole. Con quale spirito possiamo affrontare questo delicato compito di educatori se il nostro collega o la nostra collega, a cui era stato imposto di seguire onerosi corsi abilitanti per poter diventare insegnante di ruolo dopo anni e anni di lavoro precario, si sente dire dal Ministro di turno che le regole sono cambiate e tutto il tempo, la fatica e i soldi spesi non servono a nulla? ...

Che esempio diamo ai ragazzi? Siate ossequiosi della Legge, rispettatela con rigore e poi sperate che non cambi?

I Precari della scuola in questi giorni hanno chiesto a noi docenti di ruolo di non dare la disponibilità a far parte delle commissioni di esame in solidarietà alle loro rivendicazioni. Credo sia una richiesta da accettare. Lo dobbiamo alla nostra dignità di educatori che amano il loro lavoro e di cittadini che vorrebbero un Paese in cui la scuola torni ad essere considerata il vero grande motore della crescita culturale, civile e economica.

Commenti  

0 #1 Nicola De Lorenzo 2016-04-20 10:27
Senza delle regole, neanche una banda di ladri, osservava Platone, potrebbe stare assieme. E tuttavia che anche una banda di ladri abbia delle regole suggerisce che da una “condotta regolata” nulla può dedursi circa il valore della regola. Insomma, le regole vanno sempre rispettate? L’obbedienza è sempre una virtù? E’ questa la domanda che gli educatori devono porsi. Per esemplificare: come la mettiamo col pescatore che, contravvenendo a un barbaro divieto, soccorre in mare una carretta di disperati? Gli contestiamo di aver calpestato la legge o lo lodiamo per aver salvato delle vite umane? Beninteso, so bene che la scuola è innanzitutto ed essenzialmente un’istituzione disciplinare (Foucault), la cui funzione primaria è la riproduzione dei rapporti sociali e dei loro presupposti ideologici (Althusser), e tuttavia, nella misura in cui lo può, non dovrebbe chiedersi e invitare gli allievi a chiedersi se, piuttosto che rispettare le regole, non sia talvolta più giusto ribellarvisi?
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