Il caporalato a processo, a Cuneo come nel sud Italia

A cura della APS MiCò.

Il processo che si sta svolgendo in questi giorni presso il tribunale di Cuneo e che riguarda presunti episodi di sfruttamento e di caporalato avvenuti nel saluzzese, è estremamente importante. Qualunque sia il verdetto che verrà emesso, questo processo apre uno squarcio su una realtà inquietante che riguarda tutto il nostro paese e anche la provincia di Cuneo...

In questo procedimento si parla del ruolo degli imprenditori ed anche di caporalato. Da troppo tempo una narrazione interessata aveva collegato questo termine all’estremo sud dell’Italia, non senza una sfumatura razzista. La cronaca ed anche la storia passata del nostro paese ci dicono che lo sfruttamento in agricoltura è un fenomeno antico, che muta nel tempo, conservando tutta la sua carica di violenza e che riguarda tutta l’Italia.

Occorre essere consapevoli che il caporalato è funzionale ad un sistema perverso ed illegale, praticato da imprenditori disonesti, che è fatto di lavoro nero, di lavoro grigio, di sfruttamento, di orari pesantissimi, di evasione fiscale, di evasione contributiva e di vero e proprio lavoro schiavile cui si aggiunge, troppo spesso, un feroce razzismo contro i lavoratori e lavoratrici migranti.

Questi problemi ci interpellano come cittadini perchè il lavoro di queste persone è quello che porta ogni giorno il cibo sulle nostre tavole.

Proprio come cittadini e consumatori chiediamo:

- Che anche gli enti locali siano garanti della libertà e della dignità dei lavoratori.

- Che il nostro cibo non sia più inquinato dallo sfruttamento

- Che ci sia un impegno più serio per garantire condizioni di vita dignitose a questi lavoratori che producono ricchezza per noi.   

- Che sia garantita e difesa la legalità anche attraverso controlli efficaci.

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