I candidati Sindaci di Asti rispondono/2

ImageAnche la risposta di Massimo Campaner è giunta e AltritAsti provvede a pubblicarla all'interno del quadro di risposte di tutti e sette gli attuali candidati Sindaci di Asti. Ora abbiamo tutti un sintetico abbozzo di quanto appare all'orizzonte del futuro urbanistico (dunque sociale) della città. Dall'11 Gennaio invitiamo i nostri lettori a commentare, analizzare, proporre ...

Nelle ultime settimane abbiamo formulato agli attuali sette candidati al ruolo di prossimo Primo Cittadino di Asti alcuni precisi ed inequivocabili quesiti sul tema del Piano Regolatore Comunale. Lo abbiamo fatto attraverso tre differenti articoli pubblicati da AltritAsti, Culture e Quaderni Pastorali. Lo abbiamo fatto attraverso la riproposizione delle stesse domande al microfono (con la voce del nostro Alessandro Mortarino) all'incontro pubblico con i candidati, organizzato da Laurana Lajolo lo scorso 5 Dicembre. Al termine di quell'incontro, copia scritta delle domande (e formale richiesta) è stata consegnata a ciascuno. Ed ecco ora le loro risposte.

Domanda numero 1.

Ella concorda sulla necessità di progettare un nuovo Piano Regolatore ?

Anna Bosia (Uniti per le Frazioni): Concordo sulla necessità di progettare un nuovo Piano Regolatore con la precisa volontà di restituire all’amministrazione comunale la prerogativa di “pianificare l’uso del territorio” attraverso scelte che, per la loro natura, devono essere trasparenti, partecipate e soprattutto giustificabili.

Di seguito elenco le motivazioni a supporto di quanto sopra detto:

• Asti ha un Piano regolatore ormai datato che prevedeva una città di 127.503 abitanti potenziali (a fronte dei 76.641 attuali) e, dunque, con una potenzialità espansiva molto elevata e con conseguenti dotazioni di aree a servizi e standard.

• Negli ultimi anni le principali trasformazioni urbanistiche cittadine sono avvenute utilizzando lo strumento della Variante parziale (ben 14 varianti approvate dal 2001 al 2007, e quasi altrettante in itinere). Lo strumento della variante parziale ha però modificato il quadro urbanistico generale; il sovradimensionamento dovuto al numero di abitanti potenziali ha, in qualche modo, permesso di giustificare le scelte compiute poiché la vigente normativa è più attenta agli aspetti quantitativi delle dotazioni urbanistiche che a quelli qualitativi (dove e come vengono gestiti gli Standard ad esempio).

• Alcune normative diverse rispetto alla L.R. Urbanistica consentono, oggi, ulteriori trasformazioni (i “piani casa” ad esempio) in deroga alle norme ed a scapito di una necessaria dotazione di aree a servizi.

• L’introduzione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) applicata alle varianti di PRGC consente di affiancare agli aspetti urbanistici l’analisi delle possibili alternative, la coerenza con la pianificazione sovra ordinata e la valutazione delle ricadute ambientali delle scelte operate e monitorate nel tempo.

• L’attuale legge urbanistica prevede che il Piano Regolatore Generale venga sottoposto a revisione periodica ogni 10 anni.

Fabrizio Brignolo (Partito Democratico): L’idea di progettare da zero un nuovo piano regolatore va senz’altro intrapresa da subito. Tale attività è importante al fine di dotare la Città della necessaria massa di studi e contributi (frutto di partecipazione democratica), necessaria al fine di adottare le opportune scelte di governo del territorio. Occorre tuttavia realisticamente considerare che l’approvazione di un nuovo piano regolatore avrà tempi molto lunghi: la media della gestazione dei (due) piani regolatori della Città di Asti è stata di 25 anni. L’obbiettivo perseguito dal sottoscritto e dal Pd (orientare l’edilizia verso la riconversione del patrimonio esistente al fine di adeguarlo a criteri di bioedilizia, eliminazione delle barriere architettoniche, permeabilità dei suoli, contenimento della mobilità privata) dovrà invece essere conseguito in tempi rapidi; per cui occorrerà ricorrere anche a provvedimenti più snelli, idonei ad agire sul piano regolatore vigente, sulla leva fiscale, sul regime degli oneri di urbanizzazione, etc.

Massimo Campaner (Sinistra Ecologia e Libertà): In riferimento alle richieste inerenti lo sviluppo urbanistico della nostra città per i prossimi anni, mi sento di dire che il programma che ho sottoscritto prevede che la futura amministrazione non potrà esimersi da una diagnosi delle problematiche legate alla crisi di risorse, ad una eccessiva espansione delle aree edificabili, alla crisi energetica, alla qualità della vita in generale.

E' necessario una inversione di tendenza rispetto alle politiche territoriali degli ultimi anni.

Quindi sarebbe auspicabile limitare il più possibile il consumo del territorio libero e di quello coltivato, migliorare la qualità di vita di quelle parti di città dimenticate e dei nuclei frazionali, cercare la qualità urbanistica ed edilizia.

Pertanto è importante che si avvi il recupero dei grandi contenitori urbani da utilizzare sia per spazi pubblici che per le emergenze abitative ed un'opera di riqualificazione di zone già urbanizzate della città , riprogettandole per renderle più vivibili.

Sarebbe quindi un buon esempio di vita democratica riuscire ad attuare un lavoro di analisi della situazione aperta ai cittadini.

Nella speranza di aver risposto in maniera soddisfacente alle tue domande, saluto cordialmente e mi rendo comunque disponibile ad ulteriori chiarimenti. Massimo Campaner

Mariangela Cotto (Noi per Asti): Ringrazio per l'allegato perchè non ricordo di aver ricevuto le richieste durante l'incontro organizzato da Laurana. Non risponderò comunque subito, in quanto stiamo lavorando al programma con gli amici che sostengono la mia candidatura. Pensiamo di ultimare i lavori verso il 15 di febbraio. Da quella data tutti conosceranno bene perchè ci candidiamo alla guida della città e cosa ci impegniamo a fare. Cordialità, a presto, Mariangela Cotto.

Alberto Pasta (Italia dei Valori): Sì, adattandolo alle nuove esigenze del territorio e dimensionandolo al numero effettivo degli abitanti.

Giovanni Pensabene (Federazione della Sinistra): Concordo. L’attuale Piano Regolatore prevede cifre “drogate” rispetto alle reali potenzialità demografiche del Comune di Asti, una città di 76.000 abitanti che neanche se fossimo in presenza di un nuovo boom industriale potrebbe mai avvicinarsi ai 120.000 abitanti che prevede il PRG in vigore. L’agricoltura ha già pagato un pesante tributo alla cementificazione selvaggia della nostra città, migliaia di ettari di Superficie Agricola Utilizzata sono stati sacrificati all’urbanizzazione negli ultimi 30 anni. Come se ciò non bastasse, invece di pensare alla realizzazione delle infrastrutture di cui ancora una parte della città è carente (fognature e collegamento all’impianto di depurazione o forme di depurazione “naturale” nelle aree periurbane) si pensa a sottrarre, direttamente o indirettamente, ancora suolo agricolo con la realizzazione di infrastrutture inutili, dannose per l’ambiente e per l’erario pubblico come la tangenziale sud ovest.

Gabriele Zangirolami (Movimento 5 Stelle): Dopo il necessario censimento degli edifici vuoti/inutilizzati bisognerà progettare un nuovo PRG che definisca innanzitutto quale idea di Asti vogliamo per il prossimo futuro. A parer nostro si dovrà andare verso uno stop a nuove costruzioni sui terreni vergini, alla riqualificazione delle aree dismesse puntando all'aumento delle zone verdi e a un ripensamento in merito alle nuove edificazioni (ambiti di "completamento") sui terreni alluvionati o soggetti a vincoli (idrogeologico, paesistico, ecc...).

Domanda numero 2.

Ella concorda sulla necessità di una moratoria che sospenda qualunque nuova edificazione prevista dall’attuale PRGC o da sue varianti fino a che non sia completato un censimento capillare di tutte le strutture edilizie esistenti in città che metta in luce il numero e le metrature degli edifici sfitti, vuoti, non utilizzati ?

Anna Bosia (Uniti per le Frazioni): Ho qualche dubbio. Se fosse promulgata una legge che desse ai sindaci l'opportunità di scegliere l'applicazione di una moratoria che sospenda qualunque nuova edificazione prevista dal PRGC, senza aver prima compiuto il censimento del tessuto esistente, non avrei indugi nell'applicarla.

Se però questa scelta non fosse supportata da una specifica normativa, allora un sindaco dovrà fare attenzione a gestire in modo corretto i diritti acquisiti, evitando qualunque azione che possa mettere l'amministrazione dalla parte del torto: le delibere sbagliate possono essere impugnate con conseguente danno erariale.

Credo, invece, che sia possibile dare un tempo congruo (ad esempio un anno) per realizzare, o almeno iniziare, le opere secondo gli indici vigenti di costruibilità. Nel frattempo si adotterà il PRGC preliminare, andrà in salvaguardia, e da quel momento si dovranno rispettare le scelte per il territorio che caratterizzeranno il nuovo PRGC.

Concordo sulla necessità, in ogni caso, di attivare il censimento di tutti i fabbricati presenti sul territorio comunale. Sarebbe questo uno strumento chiaro e trasparente per prendere grandi decisioni e fare progetti importanti quali:

• la progettazione di un nuovo piano regolatore che tenga conto dell'effettiva disponibilità di cubatura esistente e delle esigenze della città, numero di abitanti, ecc.

• l'individuazione dei fabbricati su cui siano indispensabili interventi di riqualificazione urbanistica, ma anche energetica. Questo dato dovrebbe essere lo stimolo per applicare incentivi al recupero, con conseguente avvio di cantieri di piccola e media grandezza in grado di dare lavoro a piccole e medie imprese artigiane.

• Un attento censimento dei fabbricati sarebbe inoltre il primo passo utile per avviare un progetto serio di lotta all'evasione fiscale: in centro città sono molti i fabbricati che pagano ICI (oggi I.M.U.) come abitazione (ovvero fino ad oggi esentati: basta che un membro della famiglia ne abbia la residenza), quando invece la loro destinazione è direzionale/uffici.

Fabrizio Brignolo (Partito Democratico): L’ipotesi oltre a non essere concretamente percorribile perché contrasta con la legislazione vigente ed esporrebbe l’amministrazione a contenziosi non sopportabili, mi pare anche discutibile sotto il profilo dell’opportunità. Ritengo invece che debbano con urgenza essere affrontati alcuni nodi prioritari (previsioni contenute nell’attuale PRGC che se attuate comporterebbero un rilevante danno paesaggistico ed ambientale) con strumenti snelli ed efficaci, che si possono reperire nell’ambito della disciplina vigente.

Massimo Campaner (Sinistra Ecologia e Libertà): In riferimento alle richieste inerenti lo sviluppo urbanistico della nostra città per i prossimi anni, mi sento di dire che il programma che ho sottoscritto prevede che la futura amministrazione non potrà esimersi da una diagnosi delle problematiche legate alla crisi di risorse, ad una eccessiva espansione delle aree edificabili, alla crisi energetica, alla qualità della vita in generale.

E' necessario una inversione di tendenza rispetto alle politiche territoriali degli ultimi anni.

Quindi sarebbe auspicabile limitare il più possibile il consumo del territorio libero e di quello coltivato, migliorare la qualità di vita di quelle parti di città dimenticate e dei nuclei frazionali, cercare la qualità urbanistica ed edilizia.

Pertanto è importante che si avvi il recupero dei grandi contenitori urbani da utilizzare sia per spazi pubblici che per le emergenze abitative ed un'opera di riqualificazione di zone già urbanizzate della città , riprogettandole per renderle più vivibili.

Sarebbe quindi un buon esempio di vita democratica riuscire ad attuare un lavoro di analisi della situazione aperta ai cittadini.

Nella speranza di aver risposto in maniera soddisfacente alle tue domande, saluto cordialmente e mi rendo comunque disponibile ad ulteriori chiarimenti. Massimo Campaner

Mariangela Cotto (Noi per Asti): Ringrazio per l'allegato perchè non ricordo di aver ricevuto le richieste durante l'incontro organizzato da Laurana. Non risponderò comunque subito in quanto stiamo lavorando al programma con gli amici che sostengono la mia candidatura. Pensiamo di ultimare i lavori verso il 15 di febbraio. Da quella data tutti conosceranno bene perchè ci candidiamo alla guida della città e cosa ci impegnamo a fare. Cordialità, a presto, Mariangela Cotto.

Alberto Pasta (Italia dei Valori): Sì, sarebbe opportuna una pausa di riflessione al riguardo.

Giovanni Pensabene (Federazione della Sinistra): Concordo. Credo che la moratoria sia una condizione di “igiene amministrativa”, negli ultimi anni c’è stata un‘inspiegabile esplosione di nuove costruzioni che recano i cartelli “vendonsi gli ultimi alloggi” ancora a distanza di anni dalla loro ultimazione. E’ evidente che queste costruzioni non rispondono ad una domanda impellente di nuove abitazioni ma ad altre logiche. E’ opinione diffusa che nel nostro Comune ci siano diverse centinaia di alloggi sfitti e moltissimi contenitori, pubblici e privati, dimessi. Nello stesso tempo centinaia di famiglie vivono il disagio dell’emergenza abitativa. C’è qualcosa di patologico in tutto questo. Un censimento delle strutture edilizie esistenti in città costituirebbe un punto fermo per avviare un sano raffronto tra offerta edilizia e domanda abitativa insoddisfatta.

Gabriele Zangirolami (Movimento 5 Stelle): Nel nostro programma prevediamo da subito una moratoria generale al Piano regolatore al fine di effettuare il “censimento” degli edifici disabitati, vuoti o non utilizzati. Fino al termine del censimento non dovrà essere rilasciato nessun permesso di costruire nuovi edifici.

Domanda numero 3.

Ella concorda sulla necessità che una volta in possesso di questi importanti dati sia necessario istituire un tavolo di analisi partecipata aperto a tutti i cittadini e che dal responso di questa democratica assemblea (e non da altro) debba essere tratto il progetto del nuovo PRGC ?

Anna Bosia (Uniti per le Frazioni): Concordo. Nel mio programma, infatti, una parte importante è dedicata alla trasparenza e alla partecipazione attiva dei cittadini. Sono convinta che occorra dare a queste parole un significato nuovo, profondo e ricco di contenuti. Solo ricostruendo un rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino, fatto di fiducia e rispetto reciproco, si possono mettere le basi per l'attuazione di una democrazia diretta. Promuovere nuove forme di partecipazione attiva, civica e politica, vuol dire permettere agli astigiani di prendere parte reaponsabilmente alle decisioni che cambieranno il volto della città. Intendo dare il via a riunioni periodiche su temi specifici, all’adozione di strumenti quali i referendum (non solo consultivo ma anche propositivo e abrogativo) per le grandi scelte della città, ai Consigli Comunali aperti, all'elezione da parte dei cittadini del difensore civico, alla pubblicazione su internet di tutti i documenti comunali e alla diretta in streaming delle sedute consiliari.

Per venire allo specifico della vostra domanda, intendo istituire un processo allargato nella definizione del PRGC tramite la costituzione di un tavolo in cui potranno portare le proprie istanze tutti coloro che hanno punti di vista da esporre. Solo così sarà possibile la redazione ed approvazione di un piano regolatore partecipato e non da altro.

Fabrizio Brignolo (Partito Democratico): Il principio della compartecipazione dei cittadini nelle scelte (non solo di governo del territorio) è non solo auspicato, ma praticato dal sottoscritto, sin da ora, nella fase di costruzione del programma in vista delle prossime elezioni amministrative (sto dando corso a plurimi incontri settimanali in tutti i quartieri e in tutte le frazioni di Asti) e vi è l’impegno di continuare con il metodo della partecipazione, non solo per il governo del territorio ma anche per tutte le scelte amministrative della Città.

Massimo Campaner (Sinistra Ecologia e Libertà): In riferimento alle richieste inerenti lo sviluppo urbanistico della nostra città per i prossimi anni, mi sento di dire che il programma che ho sottoscritto prevede che la futura amministrazione non potrà esimersi da una diagnosi delle problematiche legate alla crisi di risorse, ad una eccessiva espansione delle aree edificabili, alla crisi energetica, alla qualità della vita in generale.

E' necessario una inversione di tendenza rispetto alle politiche territoriali degli ultimi anni.

Quindi sarebbe auspicabile limitare il più possibile il consumo del territorio libero e di quello coltivato, migliorare la qualità di vita di quelle parti di città dimenticate e dei nuclei frazionali, cercare la qualità urbanistica ed edilizia.

Pertanto è importante che si avvi il recupero dei grandi contenitori urbani da utilizzare sia per spazi pubblici che per le emergenze abitative ed un'opera di riqualificazione di zone già urbanizzate della città , riprogettandole per renderle più vivibili.

Sarebbe quindi un buon esempio di vita democratica riuscire ad attuare un lavoro di analisi della situazione aperta ai cittadini.

Nella speranza di aver risposto in maniera soddisfacente alle tue domande, saluto cordialmente e mi rendo comunque disponibile ad ulteriori chiarimenti. Massimo Campaner

Mariangela Cotto (Noi per Asti): Ringrazio per l'allegato perchè non ricordo di aver ricevuto le richieste durante l'incontro organizzato da Laurana. Non risponderò comunque subito in quanto stiamo lavorando al programma con gli amici che sostengono la mia candidatura. Pensiamo di ultimare i lavori verso il 15 di febbraio. Da quella data tutti conosceranno bene perchè ci candidiamo alla guida della città e cosa ci impegnamo a fare. Cordialità, a presto, Mariangela Cotto.

Alberto Pasta (Italia dei Valori): Sì, un nuovo modo di amministrare la città e il suo territorio deve necessariamente passare attraverso la partecipazione diretta dei cittadini sulle scelte da farsi.

Giovanni Pensabene (Federazione della Sinistra): Concordo. Credo che le modalità amministrative della democrazia partecipata debbano essere estese ad ogni ambito dell’amministrazione, anche perché solo attraverso una trasparente dialettica degli interessi contrapposti sia possibile far valere in modo altrettanto trasparente l’interesse generale. Soprattutto oggi, che centinaia di migliaia di giovani in tutto il mondo si assumono l’onere di manifestare contro la prevaricazione dell’1% della popolazione mondiale sul restante 99%, è impensabile che il futuro delle generazioni che verranno sia delegato a pochissimi eletti.

Gabriele Zangirolami (Movimento 5 Stelle): Il nuovo PRGC dovrà essere costruito insieme a tutti i cittadini e tutti i portatori d'interesse in cui il metodo decisionale sia quello democratico: ogni cittadino (e ogni portatore d'interesse) avrà il potere di "un solo voto". Per i grandi progetti urbanistici dovranno essere indetti dei referendum comunali (e/o di quartiere/frazione).

Questo è il quadro (iniziale) della situazione; commenti, analisi, proposte le lasciamo per ora a voi. Noi insisteremo con chi ha risposto che ci risponderà più avanti (Cotto), con chi da qui in avanti avanzerà la propria candidatura (Galvagno ? Verrua ? Chi altri ?).

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