Asti: la commissione urbanistica si apre alla partecipazione dei cittadini


di Alessandro Mortarino.


Non chiamatelo "modello Porto Alegre", per un paragone così ambizioso c'è ancora tempo. E' però indubbio che l'entrata in vigore dell' "albo dei cittadini di Asti per la partecipazione democratica" segni un interessante percorso sperimentale che il tempo saprà dirci se potrà rappresentare un efficace metodo per rendere più ravvicinato il dialogo tra amministrazioni e "semplici" cittadini. Vi raccontiamo la prima seduta della commissione urbanistica ...

La data è quella di martedì 18 dicembre 2012; in piazza Catena (sede dell'assessorato) alle 18,30 si riuniscono i membri della commissione urbanistica, alcuni degli attuali 16 iscritti all'albo dei cittadini della commissione e alcune persone e professionisti in veste di semplici "uditori".
La differenza tra queste due ultime tipologie di cittadini è registrata dal regolamento varato definitivamente appena il giorno prima: gli iscritti all'albo hanno facoltà di intervento, gli "uditori" no (nella prima seduta il presidente della Commissione, Filippo Cornero, opportunamente non si dimostrerà fiscale dando a tutti, anche agli "uditori", la possibilità di intervenire).

Ricordo che l'istituzione dell'albo nasce da una proposta del consigliere di minoranza Giovanni Pensabene, che ottenne a Luglio l'approvazione del consiglio comunale. Solo a Novembre il sito web del Comune di Asti segnalò l'introduzione dell'albo e la possibilità di iscriversi alle singole commissioni attraverso un modulo di richiesta e solo nei giorni scorsi si giunse a definire le "regole" operative, purtroppo - per il momento - ancora con deboli azioni di promozione dell'opportunità da parte dell'amministrazione e qualche lieve polemica in merito alle modalità di segnalazione agli iscritti delle convocazioni. In un primo tempo limitate alla semplice indicazione sul sito web e ora, opportunamente, emanate tramite posta elettronica.

La prima seduta si è sviluppata in un clima che definirei estremamente utile: il fatto che voci di cittadini si esprimano in questi consessi mi pare possa portare ad una più rigorosa valutazione da parte dei commissari in particolare per quanto concerne gli aspetti collettivi (il "Bene Comune") dei temi trattati.

All'inizio della seduta il presidente della commissione Cornero ha invitato gli iscritti all'albo a presentarsi e a indicare se intendevano intervenire (gli interventi sono stati quantificati in 5 minuti massimo). Ho avuto "l'onore" di essere il primo ad intervenire e ho fatto notare che per poter prevedere ad inizio seduta la volontà di esprimersi occorrerebbe essere stati preventivamente informati - via mail - dei contenuti legati ai punti dell'ordine del giorno e non del solo "titolo" e ho quindi chiesto che, per rendere più spediti i lavori, in futuro vengano inviati agli iscritti all'albo tutti le documentazioni trasmesse ai membri della commissione. Proposta accolta e comunque già prevista dal regolamento approvato dalla conferenza dei capigruppo il giorno prima.
Il dirigente De Marchis ha sottolineato che spesso le documentazioni vengono completate all'ultimo, pochi minuti prima della seduta della commissione e che pertanto non ci si dovrà stupire se dovessero essere inviate poche ore a ridosso dell'incontro o addirittura dopo.
Questa tempistica, certamente comprensibile, un po' mi stupisce: nella mia ottica immaginaria ho idea che un commissario debba entrare in seduta con tutte le informazioni necessarie per espletare al meglio la sua funzione. Dunque le sedute dovrebbero essere preparate con tempi meno ravvicinati.

L'ordine del giorno prevedeva due punti: l'esame dei criteri per le controdeduzioni alle osservazioni pervenute alla Variante di Previsione di insediamento nei nuclei frazionali e il classico "varie ed eventuali".
Si è ragionato esclusivamente del primo punto; l'assessore Davide Arri ha riepilogato la "storia" di questa Variante, ovvero le tappe che vedono l'avvio formale con l’approvazione del “Documento programmatico” nel marzo 2007 e a cui seguirono 53 "osservazioni".
In seguito furono convocate tre  sedute della conferenza di pianificazione nel 2007, a conclusione delle quali si acquisirono i pareri della Regione Piemonte  e della Provincia di Asti.

Coerentemente anche con quanto espresso nel parere della Regione fu poi approvata nel 2012 la “variante di adeguamento al  PAI” che costituisce quindi  il quadro di riferimento delle condizioni geologiche, geomorfologiche ed idrauliche che la presente Variante non intende mutare.  
Il progetto preliminare è stato adottato nel 2011 e pubblicato per le osservazioni, ne sono giunte ben 129.
Compito odierno della commissione definire i criteri di ammissibilità di queste osservazioni pervenute, che l'assessore Arri ha inteso indicare secondo questi aspetti:

a)  Fattibilità tecnico-economica e sostenibilità ambientale delle trasformazioni urbanistiche e delle connesse dotazioni infrastrutturali in relazione alle attuali prospettive di sviluppo e alle esigenze di contenimento dei costi nella realizzazione degli interventi e per la loro gestione e manutenzione;

b)  Priorità per le esigenze di contenimento dell’uso del suolo agrario e fertile, di recupero e riqualificazione di ambiti urbanistici ed edilizi esistenti, di miglioramento funzionale diffuso per le unità edilizie nei nuclei e nei loro bordi e di agevolazione degli interventi di più ridotte dimensioni e di tipo prevalentemente monofamigliare;

c)  Necessità di considerare anche le più recenti segnalazioni pervenute che si rivolgono a riduzione degli impatti sull’uso del suolo e della previsione di nuovi insediamenti, anche in conseguenza di verifiche sulla reale fattibilità degli interventi;

d)  Opportunità di verifica e aggiornamento della coerenza tra l’impostazione del “documento programmatico” e l’assetto delle previsioni determinate dal  “progetto preliminare” oltre che dall’eventuale accoglimento delle osservazioni pervenute, evidenziando i maggiori elementi di criticità anche in relazione ai criteri predeterminati e ai nuovi indirizzi emergenti dalle verifiche connesse alla situazione attuale.

e)  Necessità di approfondimento relativamente ai criteri specifici di valutazione così come emersi da pareri di Regione e Provincia, formati a seguito della  “conferenza  di pianificazione” sul “documento programmatico”, così sintetizzati:
1) divieto di sviluppo “lineare nastriforme” lungo gli assi stradali;
2) divieto di “ricucitura urbanistica” di ambiti territorialmente differenti;
3) divieto di prevedere nuove aree di espansione urbana o frazionale in ambiti agricoli isolati.

f)  Necessità  di  approfondimento  relativamente  anche  ad  aspetti  di  carattere  fondativo  e generale della variante relativi al contenimento degli impatti sul consumo del suolo agricolo, maggiore garanzia della sostenibilità ambientale in riferimento ai criteri di coerenza con gli indirizzi del Piano Territoriale Regionale vigente e del Piano Paesaggistico Regionale adottato.

In considerazione di una prima verifica applicativa dei criteri individuati rispetto agli ambiti frazionali specifici interessati dalla  Variante, l'assessore ha evidenziato alcuni contenuti che possono indirizzare le definizioni puntuali delle controdeduzioni in modo coerente con gli obiettivi di carattere complessivo.

1.  Dovranno essere mantenute le previsioni generali vincolistiche per gli aspetti paesaggistici ed ambientali di livello comunale definite dal P.R.G.C. vigente.


2.  Dovranno essere limitati gli impatti delle nuove previsioni sul sistema viario esistente e/o in progetto prevedendo viabilità e arterie di collegamento conformi sotto l’aspetto dimensionale delle carreggiate stradali alla   classificazione e ai limiti dimensionali previsti dal Decreto del Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti del 5 novembre 2001, curando anche l’assenza di interferenze critiche con la viabilità pubblica esistente per quanto riguarda in particolare gli innesti.

3.  Le nuove aree non dovranno interferire con lo stato vincolistico (definite “non aedificandi” ai sensi del 19° c. dell’art. 25 della L.R. 56/77 s.m.i., aree  boscate, fasce di rispetto, ecc.) e con gli usi in atto con particolare attenzione alla tutela delle colture agricole di pregio tipiche della zona (vigneti doc, ecc.).

4.  Dovranno essere verificate e risolte le eventuali problematiche connesse alla classificazione acustica e alla relativa verifica di compatibilità specifica per le aree;

5.  Relativamente alla classificazione geologica definita dalla Variante di adeguamento del P.R.G.C. al P.A.I., dovranno essere verificate e risolte le  eventuali interferenze per le condizioni idrogeologiche delle aree oggetto di modifica, evitando, nella individuazione delle aree edificabili, di coinvolgere aree con rilevata criticità e in classe geologicamente non idonea (Classe III), oltre che aree con medio-alta acclività;

6.  Dovrà essere verificata la garanzia della presenza e della dotazione delle necessarie reti di servizi e il loro collegamento funzionale, così come definite dall’art. 91 quinquies della L.R. 56/77 s.m.i.;

7.  Dovranno essere valutati gli aspetti tecnici sia generali che specifici contenuti nei criteri di cui  all’allegato  alla  D.G.R.  19/03/2007,  n.  13-5509,  gli  indirizzi di pianificazione contenuti nel documento programmatico “Per un nuovo Piano Territoriale Regionale” approvato con deliberazione n. 30-1375 del 14/11/2005, nonché le prescrizioni contenute nelle N.t.A. del vigente  Piano  Territoriale  Regionale  approvato  con  deliberazione  n.  388-9126  del
19/06/1997.  

8.  Dovranno essere verificati gli elementi sostanziali delle “linee guida” programmatiche,  dei criteri e degli indirizzi generali del “catalogo” di semplificazione grafica sugli “indirizzi per le trasformazioni” con riferimento anche alle possibilità di mitigazione per le nuove volumetrie oggetto di proposta  che dovranno essere frutto di mirati e adeguati inserimenti paesaggistici che tengano conto delle caratteristiche morfologiche del territorio e della tradizione costruttiva locale;

In  relazione ai requisiti progettuali e qualitativi espressi nel “documento programmatico” e nel progetto preliminare, per l’accoglimento delle osservazioni  dovranno essere inoltre garantite le verifiche positive in relazione a:

-  la salvaguardia/valorizzazione dei segni residui dei nuclei (che garantisca adeguate aree di rispetto, possibilità di normative specifiche, ecc.);
-  la qualità dei nuovi interventi (per tipologia edilizia, per morfologie insediative, ecc.);
-  la valorizzazione dei punti di riferimento di interesse collettivo dei nuclei, con individuazione di tipologie specifiche e qualificate di servizi (piazza, giardino, viale, ecc.).
-  l’incentivazione per le trasformazioni dei punti critici che presentano elementi di degrado e/o di incoerenza nei confronti  del  contesto  (ambiti incompiuti, caratteri di debolezza, con mancanza di interesse, con presenza di attività incoerenti, criticità viabilistiche, geomorfologiche, ecc.);
-  l’impatto sullo stato dei luoghi esteso ad un intorno significativo per quanto riguarda la viabilità, le preesistenze di  interesse  documentario,  gli  elementi  paesaggistici e ambientali, gli usi in atto dei suoli, i caratteri vegetazionali, il sistema idrografico minore.
-  l’assenza di criticità in confronto ad elementi esistenti del verde pubblico e privato, della vegetazione e delle tracce anche potenziali di corridoi ecologici.
-  la garanzia del rispetto delle visuali panoramiche e specifiche confronto ai caratteri tipici del territorio collinare e degli insediamenti edilizi di interesse storico.
-  la garanzia del corretto rapporto tra gli interventi previsti e la situazione morfologica e plano altimetrica dei luoghi con limitazione di scavi e riporti.
-  la coerenza con i contenuti della verifica di applicazione della V.A.S.


L'iter procedurale auspicato dall'assessore prevede di giungere all'approvazione della Variante entro la conclusione dei 5 anni di attività della nuova amministrazione, ma con l'auspicio di riuscirvi entro 18/24 mesi.

Seguiremo gli sviluppi, anche per meglio comprendere se la Variante vorrà consentire puri adeguamenti al patrimonio edilizio esistente o se nuove edificazioni verranno ammesse ...

La nostra sensazione personale è che si tratta in ogni caso di uno "sforzo" notevole e ci domandiamo: sforzo per sforzo, non sarebbe stato meglio concentrarsi sulla definizione di un nuovo Piano Regolatore Generale anzichè della solo Variante legata ai nuclei frazionali ?
Ricordiamoci che il Piano Regolatore di Asti è ormai obsoleto: pensato nei primi anni '90, sospeso per le conseguenze dell'alluvione del '94, approvato - già "vecchio" - nel 2000 e tarato su una Capacità Insediativa residenziale di oltre 127 mila abitanti a fronte degli attuali 76 mila abitanti e di un andamento demografico sostanzialmente stabile negli ultimi 30 anni ...

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