I costi della non programmazione



di Guido Bonino.


Leggo le dichiarazioni del sindaco Brignolo (La Stampa di venerdì 13 giugno) circa il percorso ed i tempi che comporterebbe la redazione di un nuovo Piano Regolatore della Città di Asti. Di fronte a tali affermazioni, cerco di valutare i pro e i contro di un nuovo strumento urbanistico che regoli – nel medio e lungo periodo – gli insediamenti sia abitativi che produttivi, sia in area urbana che nelle zone agricole, rapportando il quadro alle volumetrie esistenti, agli immobili sfitti o comunque inutilizzati, alle infrastrutture inerenti  la viabilità ed i trasporti, i servizi ed i costi relativi a carico del cittadino ...

Ma è proprio partendo dal cittadino, che leggo come sia stato proprio il singolo individuo a dover porre mano e rivedere le proprie programmazioni non solo di spesa, ma anche di vita. Il dover restringere o frazionare la propria abitazione, i cui costi di gestione hanno segnato solo incrementi a fronte di risorse economiche sempre più scarse, ha comportato un aumento delle unità abitative nei volumi da sempre esistenti. Sottotetti sono stati recuperati ai fini abitativi, fabbricati padronali sono stati lottizzati in più residenze, negli alloggi di plurivano costruiti a cavallo degli anni '60/'70 sono state ricavate due o più unità abitative, ed ancora con gli incrementi concessi dalle normative molti fabbricati unifamiliari sono stati ampliati e resi adatti alle esigenze di più nuclei. Il tutto nel segno dell'economia.

I fabbricati esistenti sono stati quindi utilizzati in maniera più razionale, creando economia non solo nei bilanci famigliari dovuta alla diversa gestione delle attività connesse quali spostamenti dei vari componenti i nuclei, reciproca assistenza, condivisione di preesistenze ed impianti (primo fra tutti
quello di riscaldamento) prima sottoutilizzati se  rapportati gli abitanti alle superfici ed ai volumi a disposizione.
Ora, a fronte di tale incremento di insediamenti abitativi nelle cubature preesistenti, con maggiore utilizzo non solo delle strutture del singolo manufatto, ma anche delle reti tecnologiche urbane quali elettrificazione, acquedotto e fognature,  oltre che della illuminazione pubblica, della raccolta rifiuti e dei sistemi di trasporto collettivo, leggo che la Città preferisce adottare semplici “correttivi ... laddove il Piano risulti dannoso”.  
Se un Piano Regolatore costituisce la “programmazione”, ovvero il disegno della Città futura, la proiezione di ciò che sarà Asti nei decenni a venire, dell'utilizzo ed impegno delle risorse (sempre più contenute) per la gestione del patrimonio comune, sia esso quello economico che quello rappresentato dal “Territorio”, apprendo che onde evitare un percorso nell'immediato  “lungo e costoso” ma che nel tempo potrebbe significare economie e nuove risorse, si preferisce adottare la “navigazione a vista”. A motivazione anche la salomonica premessa per cui non si vuole “affidare a professionalità esterne” quanto risulta evidentemente non gestibile dall'interno (e/o dalla politica attuale).

“Risponderemo alle esigenze ed alle richieste di volta in volta – pare rispondere il primo cittadino – per cui quando ci chiederanno di insediare l'“Agrivillage” esamineremo i pro e contro di un'offerta (nota: senz'altro vantaggiosa per i proponenti) ed altrettanto faremo per la “Porta del  Monferrato, Langhe e Roero”, essendo pervenute allo stato attuale unicamente 1900 firme di cittadini che come unica risorsa hanno a cuore il futuro della nostra città!”.
Non pare pertanto sufficiente il non voler più colate di cemento ed il semplice intento di mantenere in vita gli esercizi commerciali di quel bellissimo centro commerciale naturale che è il centro storico di Asti, sperando in tal modo di contribuire ad ampliarne non solo l'offerta turistica, commerciale ed enogastronomica, ma anche e soprattutto l'occupazione dell'intero territorio e non solamente quella effimera collegata ai nuovi insediamenti commerciali proposti.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino