Fabbricando case



di Mario Malandrone.


Nelle scorse settimane AltritAsti ha sottolineato le parole di Papa Francesco, l' "ambientalista", legate al rapporto tra uomo e creato (o ambiente). Questa settimana, all'opposto, siamo costretti ad occuparci di un progetto di modifica concertata di destinazione urbanistica del vigente Piano Regolatore di Asti, che vede protagonista l'Istituto della Consolata, ente morale rappresentato da Monsignor Francesco Ravinale. Una "Variante" urbanistica, insomma, che riguarda terreni seminativi e nuove costruzioni ...

Sul sito web del Comune appare una proposta di operazione immobiliare che insiste su 6,1 ettari. Dove ? Sui terreni di proprietà della Consolata a Tanaro vicino al Parco (zona via Torchio), tra orti e campo da rugby. Pare che gli attori siano le Cooperative Edili e la Consolata.
Perchè ? Si vuole fare social housing e con gli oneri dare un piccolo regalino al verde.

Se così fosse la favola è completa: un po' di parco in più, case calmierate (affitti normali, non esosi come sul mercato, ma non con canoni popolari). La Diocesi o la Consolata (le confondo ...) fanno del bene, le Cooperative svolgono il loro ruolo sociale, il Comune incassa oneri e piccole infrastrutture e - ci racconterà - ci sarà un po' più di verde nel Parco (in realtà i prati finirebbero cementificati, un consumo di 60 % di suolo).

Però il proponente per questo gesto di solidarietà non interessata e amore per il verde e il futuro del pianeta, chiede di poter realizzare una parte di edilizia privata, perchè certo la solidarietà va ripagata !

Quindi, come direbbe Rino Gaetano in una sua nota canzone, FABBRICANDO CASE POPOLARI SECONDO IL PIANO REGOLATORE, CI SI SENTE PIENI DENTRO IL CUORE ...

Ma veniamo alllo strumento che potrebbe portare questa pratica in Consiglio Comunale, la Variante, pratica che si usa quando un Piano Regolatore non basta ed è esaurito; beh, quella deve avere una volontà politica, una scelta, non pioverà dal cielo ma sarà volontà umana.

Una variante modifica la destinazione e quindi il prezzo di un terreno al metro quadro e diventa un'occasione per il proprietario, per avere su quell'area un plusvalore, quello che gergalmente alcuni chiamano "speculazione".

Peccato che il nostro Piano Regolatore sia già sovrastimato: piu' di 120.000 abitanti teorici (127.000) contro i 77.000 e oltre abitanti reali, quasi 1.800 abitazioni inutilizzate, più di 6.600 seconde case. E ancora - tra edifici da commerciali a servizio (alcuni di proprietà eclesiastica) - oltre 1.400 strutture vuote.

Per cui le domande sono:

1. Perchè il mondo delle cooperative edili non si indirizza a quegli stabili ?

2. Perchè, da anni, cementifica a dismisura il territorio ?

3. Perchè gli ordini religiosi che posseggono strutture vuote non pensano con le Cooperative a un utilizzo ?

Anche il recupero, offre oneri di urbanizzazione e può far realizzare guadagni (meno esorbitanti del cambio di valore di un terreno da vendere). Perchè non si pensa a un polmone verde per la citttà in quell'area ?Perchè non si lascia all'agricoltura, se proprio non pensiamo a un parco, l'uso di quel terreno ? Nell'Antico Testamento Dio parla a Mosè: "Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini" (Levitico 25:23-24).

Occorrerebbe, in base ai dati in possesso sulla nostra città sugli edifici vuoti e il suo suolo consumato, iniziare a pensare che il sempre si è già superato.

Il progetto e la proposta di modificazione concertata di destinazione urbanistica è visibile qui: http://www.comune.asti.it/pagina923_istituto-delle-consolata.html

Commenti  

0 #1 Gianfranco Monaca 2014-07-16 16:27
Concordo con lo scritto di Mario Malandrone. Aggiungo una riflessione: le proprietà degli enti morali e opere pie che sono state accumulate nei secoli come donazioni di privati, facoltosi o meno (il Vangelo parla dell'obolo della vedova) hanno cominciato come dono ai poveri, poi sono diventati gradualmente dono al Tempio, e nei secoli hanno costituito un cumulo enorme di ricchezze giustificato come patrimonio da spendere per assistere i poveri. Ora bisognerebbe smetterla di giustificare le ricchezze della Chiesa con la scusa delle opere caritatevoli. La Chiesa dve essere povera, solo allora sarà la Chiesa dei poveri. E' questa la sfida del Vangelo. Solo quando la Chiesa sarà povera sarà credibile. Per ora non lo è.
Applaudire il Papa non è la stessa cosa che convertirsi al Vangelo. E la solidarietà non sostituisce la giustizia.
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