La Sanità è anche una questione di comunicazione

A cura di Cittadinanzattiva Asti.

Sabato 17 febbraio ad Asti, attraverso oltre 4 ore di dibattito pubblico sul tema della trasformazione della Sanità da "visibile" a "invisibile", abbiamo provato tutti a metterci in gioco ed affrontare un argomento difficile, non tanto e non solo quello del Sistema Sanità, ma specialmente quello della sua comunicazione. Come definire quel Sistema? Come dialogare fra le parti? Come utilizzare gli aiuti quando occorre? ...

Come s'è detto, conoscere aumenta la consapevolezza, definisce la responsabilità di ognuno in quanto parte di una comunità, fa crescere la collettività nel suo insieme; insomma, le cose dovrebbero per tutti funzionare meglio e, conoscendo diritti e doveri, in modo egualitario.

La tavola rotonda è stata ricca di spunti che suggeriscono ulteriori approfondimenti e riflessioni; ha visto confrontarsi cittadini e professionisti sul tema per tutti scottante, ma difficilmente inquadrabile, della Sanità oggi, del suo trasformarsi da servizi visibili e quindi monitorabili (quella dei letti d'ospedale per esempio), a Sanità invisibile, quella delle procedure, dei Percorsi diagnostici terapeutici, del territorio, delle convenzioni,...
Una Sanità per certi versi auspicabile perché potenzialmente più vicina alle persone; ma sfuggente, non misurabile sugli obiettivi e, di fatto, a rischio di non essere più esigibile.

Sappiamo che la Sanità si trova a rispondere, spesso da sola e con una trasformazione in atto della propria struttura, alle esigenze di una società che cambia, sempre più anziana e disorientata nella organizzazione degli aiuti, sempre più in balia dell'alto tasso di malattie croniche, con individui che si trovano ad affrontare quotidianamente le conseguenze di quelle cronicità e delle disabilità.

Un argomento di portata enorme, che coinvolge tutti, dagli operatori agli utenti, alle comunità locali, dalle scelte politiche al ruolo della società civile che sempre più spesso si organizza finanche per sopperire alle carenze del sistema, agli individui singoli e alla capacità di ognuno di cercare e trovare le informazioni per accedere con facilità a quel sistema.

Si rende perciò necessario fare rete fra istituzioni e con le organizzazioni civiche, portando ognuno le proprie competenze ed il proprio punto di vista, per conoscere meglio, per aumentare la propria consapevolezza e autorevolezza, creare davvero una Comunità di Pratica, coinvolgendo quello che è presente nei territori.

Un pubblico attento, sabato, pronto ad intervenire nel dibattito che non si è potuto esaurire in una mattinata e che perciò continuerà.

Ci auspichiamo perciò di tenerci in contatto come abbiamo iniziato a fare, mettendo in comune le conoscenze. Ma: come fare?
Ecco, ora lanciamo questa domanda.
Ricordiamo che nella nostra società esistono già tante comunità di pratica e che ogni associazione di auto aiuto, ad esempio, lo è; e ci sono luoghi, ad esempio gli Uffici di Relazione con il Pubblico (URP) ma anche i MMG (Medici di Medicina Generale), le farmacie dei piccoli Comuni, i CSV che sono potenzialmente finestre attraverso cui poter veicolare le informazioni; ma se il fluire di informazioni è già di per se una ricchezza, forse non basta perché per crescere veramente occorre che si attivi un dialogo, ci sia un feedback, uno scambio, una relazione.

"Le comunità di pratica e di apprendimento sono gruppi sociali aventi l'obiettivo di produrre conoscenza organizzata e di qualità, alla quale ogni membro ha libero accesso. In queste comunità, gli individui mirano a un apprendimento continuo attraverso la consapevolezza delle proprie conoscenze e di quelle degli altri". (Fonte, Wikipedia).

Ci proviamo? Nella nostra Asl potrebbe svolgere questa funzione di nodo-snodo l'URP?
Ora abbiamo la mailng list di chi ha partecipato all'incontro di sabato: possiamo iniziare a lanciare proposte?

Intanto possiamo fare una prova subito. L'associazione Auser, che fa un lavoro encomiabile ed utilissimo di trasporto presso l'ospedale Cardinal Massaia, ci dice che non ha un posteggio riservato. Possiamo qui fare presente questo strana incongruenza e provvedere a dedicare un posteggio per l'auto dell'Auser?

Ricordo che a livello regionale Cittadinanzattiva Piemonte organizza, a maggio a Torino, come tutti gli anni, un importante momento di riflessione con le istituzioni politiche, aperto a tutti, "Sanità e Comunità locali", in cui verranno portate le istanze emerse dai territori durante le tavole rotonde "Dalla sanità visibile alla sanità invisibile" che si sono svolte in Piemonte (Asti, Acqui, Alessandria, Verbania ...).

E che per ogni approfondimento, chiarimento, etc lo sportello di ascolto Cittadinanzattiva/Tribunale per i Diritti del Malato (TDM) è aperto presso l'ospedale Cardinal Massaia il giovedì dalle 15 alle 17.

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