AstiTeatro finisce in carcere...

Il 28 e 29 giugno nel teatro della Casa di Reclusione di Quarto d'Asti (ore 18:00) andrà in scena "Lisistrata nei quartieri spagnoli" un nuovo progetto che vede la firma per la drammaturgia e la regia di Mimmo Sorrentino, con Assistente alla regia la prof.ssa Raffaella Cordara del Centro Provinciale Istruzione Adulti CPIA di Asti. Uno spettacolo avvincente interpretato da 13 detenuti del reparto di alta sicurezza della Casa di Reclusione di Asti...


Lo racconta così Mimmo Sorrentino: Lisistrata, come nella commedia di Aristofane, organizza uno sciopero del sesso per convincere gli uomini a sospendere la guerra e firmare la pace. La nostra Lisistrata però non agisce nell’antica Grecia, ma nei quartieri di Napoli. E i belligeranti non sono Ateniesi e Spartani, ma clan rivali che si contendono le piazze per lo spaccio della droga.
Il clima ironico e scurrile della commedia di Aristofane resta intatto. Come resta intatta la sua visione emancipata della sessualità. La sua dissacrante e naturale forza. Il suo adolescenziale e incandescente pacifismo. L’attualizzarla però la getta nel reale, nel luogo dell’incubo, del dolore, che l’accompagna come un basso continuo, come un irreparabile accaduto.

Il dolore per le donne abbandonate e per quelle che hanno abbandonato, il dolore per il desiderio castigato e soprattutto il dolore per non essere riusciti ad onorare la bellezza, la sacralità, la vivacità e l’intelligenza dei luoghi dove si è nati e cresciuti, rendono questo spettacolo unico, generatore di trasformazioni. Apre insomma le porte alla “crisi”, da intendere nella sua accezione etimologica, ossia “crescita”. Crescita umana e teatrale, perché recitare questo testo è molto complesso. Per cui non posso che ringraziare di cuore gli attori/detenuti che hanno avuto il coraggio di cimentarsi in questo tremendo esilarante spettacolo. La direzione del carcere, gli agenti di polizia penitenziaria e gli educatori che lo hanno reso possibile. Il CPIA di Asti per aver collaborato alla realizzazione del progetto.

Commenti  

0 #1 Ettore Moscatelli 2019-06-30 06:33
Ho visto la Commedia citata una quindicina di giorni fa nel teatro della Casa di Reclusione di Quarto d'Asti . Spettacolo veramente deprimente per tre motivi. Il primo è quello che i classici vanno rispettati, a meno di una attualizzazione compiuta da registi di provata maturità classico letteraria, onde evitare cadute terribili di stile per compiacere la "pancia" del pubblico. Il secondo motivo è la recitazione che una "scuola" che apprenda agli aspiranti attori i rudimenti dell'arte prima di buttarli in un testo non agevole. Come insegnare il gioco del calcio a persone che non l'hanno praticato e mandarle al macello giocando contro la Juventus.... ne esce uno spettacolo comico. ma non per il testo, ma per la grottesca interpretazione. Ultimo motivo, forse il più grave è la scelta di un testo che non certamente aiuta il carcerato a risolvere i suoi problemi affettivi, ma rinfocola i suoi ultralegittimi problemi di oppressione dell'istinto sessuale. Spettacolo osceno e impresentabile
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