Le osservazioni della Rete Asti Cambia al Piano del Traffico

Sessanta giorni dalla presentazione del nuovo P.G.T.U. (Piano Generale del Traffico Urbano) da parte dell'amministrazione comunale di Asti sono trascorsi e sessanta erano i giorni a disposizione di cittadini e associazioni/movimenti per presentare le proprie critiche e proposte alternative al progetto. In attesa di conoscere quanti "portatori d'interesse" hanno inteso esprimere il proprio punto di vista e di poter analizzare i contenuti delle loro rilevazioni, vi proponiamo il puntuale documento della vivacissima Rete Asti Cambia, che negli ultimi anni molto ha fatto per stimolare le Istituzioni a preoccuparsi dell'inquinamento atmosferico cittadino e che, anche in questa occasione, ha indicato quella che ci pare la strada maestra da seguire: definire una visione strategica e non limitarsi alla sola modifica di sensi di marcia, rotonde, parcheggi...


Spett.le Comune di Asti
All’attenzione del Sindaco
dr. Maurizio Rasero

Oggetto: Osservazioni al progetto di Piano Generale del Traffico Urbano-P.G.T.U. della città di Asti.
      
Provvediamo a sottoporre alla Vostra attenzione un nostro documento di “osservazioni” al progetto del nuovo Piano del Traffico individuato dall'amministrazione comunale e posto alla discussione della cittadinanza.

Premessa:

1) Secondo le stime OMS, il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi dove la qualità dell’aria è oltre i limiti di sicurezza per la salute. Per quanto riguarda l’Italia, le aree con media annua delle polveri sottili Pm2,5 con una media annua tra 26 e 35 microgrammi si concentrano nelle aree cittadine, in particolare in Pianura Padana. Tre le sostanze ‘killer’ sotto accusa: le polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono, quello nei bassi strati dell’atmosfera (O3), a cui l’OMS attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia.

2) Nella città di Asti i livelli di inquinanti presenti in atmosfera - in particolare dal mese di ottobre a marzo – comportano un concreto rischio per la salute. Le condizioni monitorate dalle centraline del ARPA dimostrano che tutte le zone della città sono gravemente impattate, anche le periferie e i quartieri residenziali. Non solo vengono spesso superati i limiti di legge ma praticamente tutti i giorni superiamo i limiti considerati salubri dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dagli organi competenti europei nazionali e dall’ARPA regionale. Si torna alla normalità solo nei giorni con precipitazioni e quelli immediatamente successivi.

3) Secondo i dati ufficiali della Provincia, gli impianti di riscaldamento nella zona urbana sono per il 98% a metano o gpl, e quindi contribuiscono in piccola parte alla diffusione dei principali inquinati considerati gravemente dannosi alla salute: particolato, benzene, biossido di azoto e altri. Inoltre, a causa della deindustrializzazione degli ultimi 30 anni, non sono presenti in città o nelle immediate vicinanze impianti industriali gravemente inquinanti. L’ovvia conclusione è che la diffusione di inquinanti – in primis benzene, biossido di azoto e PM2,5 - PM10 - è imputabile prevalentemente al traffico.

4) Non dobbiamo dimenticare che l’emissione di inquinanti in atmosfera è contemporanea alle emissioni di gas clima alteranti, con livelli e misure non compatibili con le leggi vigenti ma soprattutto con i noti effetti sul cambiamento climatico.

5) La Commissione Europea, nel ricordare che il settore dei trasporti consuma un quinto dell’energia primaria prodotta nel mondo e che il 40% di questa viene usata dal traffico urbano, chiede di investire in iniziative mirate alla mobilità sostenibile. Un percorso in cui tutti, cittadini, case automobilistiche, amministrazioni pubbliche e politica scelgono di condividere un nuovo modo di muoversi. Ampie zone pedonali, e a traffico limitato, piste ciclabili efficienti per le necessità quotidiane degli spostamenti dei residenti. Con l’obbiettivo di eliminare il traffico parassita, ampiamente presente in Asti.
Il nostro Ministero dell’Ambiente rinforza l’attualità e l’importanza del tema, sottolineando i vantaggi per la qualità della vita delle città che si sforzano di adottare idee, tecnologie e pratiche verso la mobilità sostenibile:
Numerose ricerche hanno dimostrato che un maggiore impiego di risorse pubbliche per migliorare il sistema dei trasporti, puntando sui servizi pubblici, condivisi e più eco sostenibili, è in grado, oltre che di rendere più sicure e vivibili le nostre città, anche di supportare e far crescere l’occupazione e il complessivo sistema economico locale.
Sono numerosi i finanziamenti della comunità Europea e del governo Italiano per la realizzazione della mobilità sostenibile, con l’obbiettivo di ridurre gli inquinati e le emissioni di gas clima alteranti. Sono in progetto altresì sanzioni per le regioni e comuni che non provvedono a realizzare progetti per la mobilità sostenibile.

6) Notiamo con piacere che nella nuova stesura del PUT sono state introdotte modifiche che vanno nella direzione auspicata dalla rete Asti Cambia, in particolare l’allargamento della Zona Pedonale che dai 40.372 m2 del progetto 2019 arriva ai 231.315 m2 del progetto 2020, la ZTL che da 445.044 m2 del progetto 2019 arriva a 541.149 m2, il blocco del previsto parcheggio sotterraneo in Piazza Alfieri con l’eliminazione dei tigli storici, l’inserimento della descrizione della proposta nuova strada di collegamento sud-ovest, il miglioramento nella previsione di piste ciclabili con il nuovo tratto in corso Gramsci. A fronte di questi elementi positivi, permangono molte criticità in gran parte già evidenziate sul primo progetto del 2019.

OSSERVAZIONI DI CARATTERE GENERALE

a. Preliminarmente alla predisposizione del nuovo Piano del Traffico, riteniamo sarebbe stato necessario convocare un Tavolo dei principali “attori sociali” della città (organizzazioni civiche ed economiche, istituzione scolastica ecc.) per individuare gli elementi caratterizzanti la visione di una futura mobilità urbana, da considerare alla base di qualunque più specifica elaborazione strategica e tecnica.

b. Non si può fare a meno di evidenziare che le proposte contenute in questo Piano del Traffico risultano come sospese, slegate da una pianificazione più globale riferita ad interventi sulla mobilità e sui trasporti pubblici, a cui il piano frequentemente fa riferimento e alla cui attuazione rimanda per dare concretezza e significato alle proposte avanzate. Come ben espresso nel documento dei progettisti (punto 1.5, pagina 12), la città di Asti manca, infatti, di un Piano Urbano della Mobilità: a nostro avviso questo strumento rappresenta il primo indispensabile elemento per orientare la mobilità in senso sostenibile con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo e successive verifiche e monitoraggi a intervalli di tempo predefiniti, in grado di sviluppare una visione di sistema della mobilità, strettamente correlato e coordinato con i piani settoriali e urbanistici a scala sovraordinata e comunale (ad esempio il Piano Provinciale dei Trasporti e il possibile ripristino delle linee ferroviarie locali).
Avviare, viceversa, un percorso di revisione così rilevante limitandosi alla sola ridefinizione di un Piano del traffico, ci pare riduttivo e foriero di possibili gravi errori strategici. Questo Piano del Traffico, così come concepito, pare infatti rispondere alla mera necessità di assolvere a una scadenza tecnica, mentre andrebbe considerato come uno dei preziosi elementi che compongono un analitico Piano della Mobilità urbana. Quest'ultimo, a sua volta, è strettamente collegato al Piano Provinciale dei Trasporti e al vigente Piano Regolatore Generale, che da anni è da tutti indicato come sovradimensionato e le cui previsioni risultano profondamente inattuate e, dunque, necessita di una profonda e urgente revisione. Manca, in estrema sintesi, una visione complessiva della città che si vuole definire per il prossimo futuro.
Per tale motivo ribadiamo il nostro suggerimento all'Amministrazione comunale di voler provvedere a convocare un Tavolo tecnico - composto anche dagli “attori” summenzionati – a cui affidare il compito di avviare il processo di elaborazione di un Piano Strategico della/per la città.
Chiediamo inoltre di avviare iniziative di sensibilizzazione e comunicazione che abbiano come obiettivo quello di educare la cittadinanza ad abbandonare l'auto a beneficio di una mobilità maggiormente sostenibile.



OSSERVAZIONI DI CARATTERE SPECIFICO

Osservazione n° 1
Nel documento presentato risultano di particolare rilevanza i rilievi sui flussi di traffico (punto 1.8.1., pagina 15) effettuati, poiché consentono di valutare lo stato attuale del traffico veicolare urbano. Notiamo che il campionamento non è stato eseguito nei giorni di mercato, impedendo così una valutazione attenta dei flussi in ingresso nelle due giornate   più critiche per la circolazione nel centro urbano: mercoledì e sabato.

Osservazione n° 2
Per esplicita ammissione dei progettisti (pagina 11) «l’esame del Trasporto Pubblico Locale di cui al punto c) NON è oggetto del presente aggiornamento del P.G.T.U.»: ci pare molto limitativo e foriero di possibili errori strategici (vedi punto b. delle nostre Osservazioni di carattere generale).

Osservazione n° 3
Se, come viene indicato nella premessa del Piano presentato, a proposito della prima fase di progetto, il “Documento di Piano” tiene conto sia dell’esame dello stato attuale del sistema dei trasporti urbani di Asti che delle linee di indirizzo sulle politiche della mobilità avanzate dall’Amministrazione Comunale sulla base delle quali è stato costruito il “progetto” del Piano stesso, va da sé che le indicazioni ricevute sono il seguito di una attenta analisi della popolazione e delle sue esigenze. A questo riguardo riteniamo necessario che nel documento in osservazione compaiano alcuni dati indispensabili per una corretta elaborazione, in assenza dei quali pare mancare la corretta "impalcatura" del Piano stesso:

Quante persone residenti in Asti e frazioni sono portatrici di disabilità motoria o intellettiva;

Quante persone residenti in Asti e frazioni hanno una età superiore ai 70 anni;

Quante persone usano mezzi pubblici per transitare in città o recarsi da o verso le frazioni; da o verso la stazione ferroviaria;

Quante persone di età scolare sono servite da mezzi pubblici per il tragitto casa/scuola;

Quanti sono gli abitanti della prevista nuova zona pedonale e ZTL, e quanti veicoli si prevede verranno autorizzati a transitare nelle previste zone pedonali e ZTL.

Osservazione n° 4
Un corretto Piano del Traffico dovrebbe porsi l'obiettivo di ridurre la circolazione dei veicoli privati (a parte biciclette e in generale i mezzi della mobilità attiva) e, dunque, favorire al massimo l'utilizzo dei mezzi pubblici (bus e treni). Nella città di Asti i livelli di inquinanti presenti in atmosfera - in particolare dal mese di ottobre a marzo – comportano un concreto rischio per la salute. Le condizioni monitorate dalle centraline del ARPA dimostrano che tutte le zone della città sono gravemente impattate, anche le periferie e i quartieri residenziali. Non solo vengono spesso superati i limiti di legge ma praticamente tutti i giorni superiamo i limiti considerati salubri dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dagli organi competenti europei nazionali e dall’ARPA regionale. Si torna alla normalità solo nei giorni con precipitazioni e quelli immediatamente successivi.
Nel piano non sono sufficientemente dettagliate le alternative da suggerire agli utilizzatori delle automobili private per raggiungere i principali punti di attrazione del traffico: le scuole nelle due fasce orarie mattutine, l’Ospedale, il Tribunale, gli uffici pubblici più richiesti. Non indicare le possibili alternative - ad esempio a chi oggi porta un figlio/figlia al Liceo Alfieri partendo da un qualsiasi Comune della provincia di Asti – costringerà ciascun automobilista a dover individualmente reinventare i tragitti ed i parcheggi, con la ovvia conseguenza dell’aumento di stress ed un vissuto iniziale altamente negativo del nuovo piano del traffico.

Osservazione n° 5
Nel Piano del Traffico proposto vengono presentati i dati rilevati in molti incroci e rotonde della città, e la suddivisione per direzione dei veicoli in uscita dal punto esaminato. Questo equivale a considerare ogni incrocio o rotonda come un microcosmo che viene esaminato nel dettaglio, non permettendo una analisi complessiva che risponda alla semplice domanda “dove vanno i veicoli considerati?”. La tecnologia attuale permette di rilevare con facilità le targhe dei veicoli in transito e quindi di eseguire un’analisi che compari i veicoli in entrata nella città con quelli che raggiungono un punto rilevante all’interno della stessa, e quindi di valutare con precisione come realmente si orientano le scelte degli automobilisti. Ad esempio, analizzare quante automobili entrano in città da Corso Savona e arrivano in un tempo ragionevole in Ospedale, e quante automobili entrano in città da Corso Torino e arrivano in un tempo ragionevole in Corso Savona permetterebbe di dimensionare correttamente la prevista tangenziale di sud-ovest. La stessa analisi dovrebbe essere effettuata per gli ingressi/uscite da Corso Alessandria e Corso Casale. L’analisi potrebbe essere eseguita dalla Polizia Locale per rispondere alle esigenze di privacy dell’utenza.
Sarebbe inoltre altamente consigliabile analizzare con la metodologia esposta i flussi di traffico per individuare il c.d. “traffico parassita” – il traffico delle automobili che si spostano per meno di 1500 metri senza trasportare passeggeri oltre il conducente.

Osservazione n° 6
Occorre aggiornare l'infrastruttura delle piste ciclabili esistenti secondo il progetto di miglioramento e ampliamento già presentato recentemente da FIAB Asti e - secondo quanto anticipatoci dall'Assessore Berzano – attualmente in fase di copertura finanziaria.
È inoltre indispensabile un vero parcheggio per biciclette nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria; dovrebbe essere coperto, direttamente connesso con la stazione, vigilato con numerose telecamere, equipaggiato con prese di corrente per la ricarica dei mezzi a pedalata assistita e dotato di uno spazio per piccole riparazioni; possibilmente associato ad uno spazio per l’affitto delle biciclette. Ribadiamo infine la necessità di fornire scuole, strutture sanitarie ed uffici e strutture sportive pubbliche di rastrelliere per le biciclette.

Osservazione n° 7
Nell’analisi del piano parcheggi non viene messa in luce la presenza importante di abbonamenti per le aree di sosta a pagamento. In particolare gli abbonamenti annuali sono disponibili ad Asti a costi molto ridotti rispetto a quanto previsto in altre città piemontesi; un’analisi da noi eseguita in Piazza Alfieri in epoca pre-Covid ha evidenziato che una frazione molto importante dei veicoli parcheggiati in un giorno lavorativo in Piazza Alfieri è dotata di abbonamento. Riteniamo opportuno, per raggiungere gli obiettivi esposti nel Piano, impedire la sosta in Piazza Alfieri ai veicoli degli abbonati, essendo disponibile a poche decine di metri l’area del Campo del Palio. Inoltre riteniamo debbano essere resi pubblici i numeri dei permessi attualmente in possesso degli automobilisti.

Osservazione n° 8
La proposta di trasformare il parcheggio di Piazza Campo del Palio da gratuito a sosta a pagamento orario, ancorché fortemente discutibile, deve comunque prevedere delle soluzioni a favore dei lavoratori pendolari già penalizzati da servizi pubblici poco/mal cadenzati, che potrebbero finire per preferire il mezzo privato (ad esempio un ipotetico lavoratore proveniente da Quarto che parcheggia in piazza del Palio per prendere il treno locale per Villafranca, nel momento in cui dovesse anche pagare il parcheggio ad Asti potrebbe decidere di andare direttamente in auto da Quarto a Villafranca, anche attraversando la città due volte al giorno per spendere meno)

Con vive cordialità.

Rete Asti Cambia:

Altritasti,
Ananse,
Cittadinanzattiva,
Cooperativa della Rava e della Fava,
FIAB Asti,
Forum Salviamo il Paesaggio,
Fridays For Future Asti,
Genitorinsieme,
Legambiente Asti,
Legambiente Valtriversa,
Marabù ets aps - Il Posto Buono,
Movimento Stop al Consumo di Territorio Astigiano,
OSA - Osservatorio per la Sostenibilità dell’Astigiano,
e singoli cittadini.

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