In piazza San Secondo: allora avevano ragione loro

di Paolo X Viarengo.

Venerdì scorso, come succede una volta al mese tutti i venerdì, il Friday For Future di Asti è sceso in piazza per manifestare. Assieme a loro circa 200 ragazzi delle superiori, nella centrale Piazza San Secondo, hanno chiesto agli organi competenti di dire la verità sulle attuali condizioni climatiche. Di destinare i fondi del Recovery Fund ad una reale trasformazione dell’economia attuale in economia compatibile con l’ambiente, nel rispetto dei diritti di tutti, in primis dei lavoratori. Ed hanno chiesto al Comune di Asti di proclamare lo stato di emergenza climatica...

No, non mi sono sbagliato. Non è un refuso. Il tutto si è svolto nella centralissima Piazza San Secondo. Ad Asti. Poteva sembrare un errore ma, per fortuna, non lo è. Per le ultime due manifestazioni, infatti, Piazza San Secondo era stata vietata ed erano state spostate nella defilata Piazza Statuto. Questo perché il Sindaco Maurizio Rasero aveva più volte espresso il desiderio che la piazza ove sorge il Municipio, la collegiata di San Secondo, nonché il suo ufficio, fosse destinata solo a manifestazioni “canoniche”.
Il canone lo avrebbe deciso lui, presentando una bozza agli enti competenti.

I ragazzi avevano risposto con la legge: a norma dell’art. 17 della Costituzione italiana possono essere vietate solo e soltanto per comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica. Bisogna darne preavviso al Questore almeno tre giorni prima, il quale le può a sua volta vietare per ragioni di ordine pubblico, moralità o di sanità pubblica.
Nessuno dei casi in cui rientravano le precedenti manifestazioni e nemmeno questa.

Quindi la manifestazione ha avuto luogo. Duecento ragazzi hanno espresso il loro pensiero riguardo al loro e al nostro futuro. Pacificamente, distanziati e con le mascherine indossate. Si può non essere d’accordo, ma non si può impedire loro di farlo. Con le Forze dell’Ordine schierate a protezione della città e dei manifestanti. Si, dei manifestanti. Come dovrebbe essere, perché la Polizia serve anche a questo: a garantire, a tutti, i diritti che la Costituzione prescrive. A difendere la Costituzione. A difendere i cittadini.

La presenza della Polizia dovrebbe essere sinonimo di sicurezza e legalità per tutti. E venerdì è stato così. Nessuno ha intimidito nessuno. Nessuno ha voluto schedare nessuno. Nessuno ha chiesto i documenti a nessuno. Tutti hanno svolto il loro ruolo come sempre dovrebbe accadere.
Io non so cosa sia successo prima, quando piazze venivano negate e studenti minorenni venivano fermati al termine di manifestazioni; e neanche voglio saperlo. So solo che, ora, se ragazzi, che invece di giocare con la playstation come da sempre noi genitori li accusiamo, decidono di esprimere le loro idee per un mondo migliore, possono farlo.

Possono farlo davanti alle finestre del Sindaco di Asti. Protetti per questo dalla Legge, dalla Costituzione e dalle Forze dell’Ordine che rappresentano entrambi.

Questo è successo venerdi. Ad Asti.
Ma non è così scontato.

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