Ristrutturiamo l'ex manicomio di Racconigi


di Adriana Elena My, presidente Consiglio Regionale Piemonte Italia Nostra.


Se l'ex manicomio di Racconigi dovesse crollare o essere abbattuto (v. art. Stampa 5 genn. 2017) sarebbe un pezzo di storia della città e della regione e del paese tutto che scomparirebbe con esso. Gli enormi edifici che costituiscono il complesso, chiuso da 30 anni e lasciato dai proprietari (ASL CN1e quindi Regione Piemonte) da tempo privo di manutenzione, necessitano di essere messi in sicurezza al più presto...
{jcomments on} Nato nel XVIII secolo per volontà di Vittorio Amedeo II di Savoia, che voleva risolvere il problema del ricovero dei mendicanti e dei “mentecatti”, gli edifici originari vennero prima usati come Ospedale di Carità e Opera Pia e divennero manicomio solo nel 1871.
Negli anni passati furono spesi molti denari pubblici per progetti e studi di fattibilità allo scopo di individuare le possibili destinazioni d’uso degli edifici dopo un opportuno recupero, ma nulla fu poi attuato. Oggi è soprattutto il Padiglione Chiarugi (dal nome di un famoso psichiatra toscano del 700) costruito nel XVIII secolo (1786-1829) di grande pregio storico e architettonico, tre piani e una superficie coperta di circa 10.000 mq, che necessita di interventi urgenti perché a rischio crollo.
Oltre al Chiarugi l’ospedale comprendeva altri padiglioni adibiti a mansioni diverse più una colonia agricola “terapeutica”, vari laboratori, una sala operatoria, cucine, lavanderie, la casa delle suore...vari edifici immersi in un bellissimo parco, ora per motivi di sicurezza, anch'esso inagibile.

Tra gli anni '60 e '70 i pazienti ospiti della struttura arrivarono fino a 1400. Con la Legge 180 del 13 maggio 1978 (Legge Basaglia) iniziò la graduale dimissione dei ricoverati che furono ospitati in comunità-alloggi in città.
L’ASL CN1 stanziò 534.000 euro nel 2013 per provvedimenti emergenziali che non furono però risolutivi. Nel 2014 la ciminiera della centrale termica venne abbattuta, ed oggi le strade adiacenti gli edifici, Via Ormesano, Priotti e Lobello, sono chiuse per sicurezza.

Molti gli edifici simili a questi in Italia: Imola, Belluno, Trieste... ma anche in Piemonte, vedi Collegno ad esempio. Tutti questi sono stati già recuperati con ottime opere di ristrutturazione che li hanno valorizzati e hanno dato loro altre funzioni ed altra vita. A dimostrazione che, quando si vuole salvare storici edifici dalla distruzione, si può.
Al fine di focalizzare l’attenzione sul problema di Racconigi e sollecitare azioni positive Italia Nostra ha indirizzato alle istituzioni di competenza una lettera.

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