Uniamoci contro l'odio in rete

 

 

di Maurizio Bongioanni.

L'altro giorno ho provato a rispondere singolarmente a ogni commento razzista comparso nei post pubblicati dalla Gazzetta d'Alba per quanto riguarda la marcia dei migranti che si è tenuta nella cittadina al fine di far conoscere al Prefetto le condizioni di vita precarie in cui si ritrovano gli immigrati ospiti delle comunità dei centri di accoglienza di Roddi e La Morra. Non sono riuscito ad arrivare alla fine, tanti ce n'erano ...

Inutile dilungarsi su quanta xenofobia e razzismo circolano in questo momento storico, in ogni luogo d'Italia. Ci tengo solo a precisare che il diritto d'asilo è un diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione (che arriva pure laddove non arriva la solidarietà umana), per cui chi è contro l'asilo è contro la Costituzione, lo stesso documento che consegna a chi forse non la merita la libertà di scrivere ciò che passa per la testa su Facebook.

Ma la mia riflessione è anche un'altra: capisco quanto la Gazzetta sia contenta delle migliaia di commenti e condivisioni che si sono generati a partire da quei post (i click sono ormai diventati uno strumento per misurare il successo o l'insuccesso del giornalismo) ma io invito tutte le testate che pubblicano articoli o resoconti di questo genere a rispondere, a prendere una posizione contro quei commenti, perché qui signori, si assiste a un dilagare incessante di odio in rete. E chi ha potere di parola (politici, giornali, istituzioni) è ora che si dia da fare.

Un sogno pragmatico (perché i sogni non sono solo ideali!) è quello di far nascere un movimento, una community, di "risponditori" sul web, gente che si prende la briga di spiegare - dati e ragionamenti alla mano - ai leoni da tastiera che cosa significa l'accoglienza, in modo da arginare la valanga di forconi che si stanno muovendo contro l'immigrato. 

Partiamo da un gruppo su Facebook, ovvero laddove l'hater si alimenta, si nutre di odio. Proviamo a cambiarlo a partire proprio da quella piattaforma, sperando che possa nascere qualche buon sentimento anche nella realtà fisica di tutti i giorni. Il gruppo non c'è ancora: sto pensando a come chiamarlo, a un nome a effetto. Quindi se qualcuno volesse partecipare qui nei commenti invitando qualche suggerimento, sarebbe un gran bel inizio!

Commenti  

+1 #1 Alessandro Mortarino 2018-01-17 20:45
Sante parole ! Il gruppo FB lo chiamerei: "La Ragione anzichè la pancia" ....
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+1 #2 paolo dalmasso 2018-01-18 07:30
che bello sentire questa bella energia e parole! Io non sono su fb, ma se questo è il fine, lo spiegare ai razzisti che è possibile pensare che siamo tutti uguali e soprattutto che un'ingiustizia (malfunzionamento di una struttura) è uguale per tutti, allora mi iscriverò per farne parte! Buona giornata a tutti
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0 #3 NATASCIA SANNA 2018-01-18 08:40
grazie di esserci e di avere il fegato di guardare i commenti..io non ce la faccio mi prende lo sconforto...ho notato che questi giornaletti locali sono pessimi..corriere di Bra tempo fa ha pubblicato un articolo terroristico e fazioso nonchè falso,abbiamo fatto presente alla redazione che non ci si informa sui social ma facendo informazione vera come deve essere il mestiere del giornalista.Sono davvero sgomenta....
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0 #4 Claudia 2018-01-18 09:06
Complimenti per l'idea, ma proprio non potrei pensare di rispondere a queste persone, anzi spesso mi trattengo dal farlo per non alimentare polemiche che mi fanno poi solo stare male. Io credo che il male si possa annullare solo con il bene, quindi preferirei un gruppo che faccia vedere casi positivi, interviste, episodi virtuosi....che ne dite? Per il nome "Fa più rumore una foresta che cresce..." ...la butto lì!
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0 #5 maurizio b 2018-01-22 06:59
L'idea di Claudia è molto valida. Terrei attive le due attività: da una parte smontare i pregiudizi negativi, dall'altra esempi di casi positivi. Perché i secondi da soli non bastano, secondo me... Grazie!
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