Cuneo dice no alla nuova discarica di Salmour

Era stato presentato a febbraio 2018 il progetto per l’apertura di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Pernis Gaia, Salmour. Dopo mesi, la Provincia di Cuneo ha detto no al sito che avrebbe dovuto sorgere sopra quella per rifiuti solidi urbani esaurita da 27 anni. La motivazione? Su un sito inquinato non è possibile costruire nulla di nuovo...

Quindi se da una parte la buona notizia è quella che la Provincia di Cuneo ha rigettato la domanda di costruzione presentata dalla GEA Spa, dall'altra il sito rimane sotto osservazione, area per la quale il comitato di salute pubblica Sarmore - che ha contribuito in questi mesi a tenere alta l’attenzione del pubblico, dei media e delle istituzioni sulla vicenda - spera in una messa in sicurezza. “La Provincia ha rigettato l’istanza per la realizzazione di una nuova discarica. Di fatto è giunta alle nostre stesse conclusioni. Ne siamo felici, ma non è tutto. Il prossimo passo riguarda direttamente noi: affideremo l’incarico a un professionista per valutare l’entità dell’inquinamento e valutare i costi della bonifica – ha detto Roberto Salvatore, portavoce del comitato -. Sappiamo che saranno tempi lunghi e dovremo cercare sostegno economico a livelli superiori per affrontarne i costi. Secondo l’Arpa non ci sono problemi per la salute, ma faremo comunque tutte le verifiche del caso”.

Dopo la presentazione della domanda, infatti, l'Arpa andò a monitorare i piezometri sulla discarica precedente (in gestione post mortem da parte di Aimeri) e riscontrò una contaminazione da cromo esavalente proprio sul piezometro a monte, nel sito interessato dal progetto della nuova discarica. Analisi confermate da ulteriori indagini commissionate da Comune e Provincia, sempre a mezzo Arpa.

L'invito di Salvatore, come riportato da TargatoCn, va ai proprietari del terreno, l’Aimeri S.p.A. in liquidazione: “Siamo e resteremo sempre contrari a una nuova discarica. Ci rendiamo conto che la proprietà abbia delle spese da affrontare. Ci sono ad esempio finanziamenti per il fotovoltaico a terra. Sarebbe una soluzione che ci vedrebbe favorevoli. Nel frattempo bisognerebbe pensare a una messa in sicurezza del terreno che ora è concavo rispetto a prima. Ristabilire il terrapieno come in passato ci sarebbe meno percolato e conseguentemente sarebbero inferiori i costi per i proprietari”.

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