Acqua pubblica a Cuneo: la Regione Piemonte coinvolge solo i comuni d'accordo con la gestione privata

Il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune ha inviato a dicembre una lettera firmata al presidente della provincia di Cuneo Federico Borgna. Al presidente, il comitato ha chiesto di prendere ufficialmente e pubblicamente posizione contro l'ipotesi di smembramento dell’Ambito Idrico Ottimale Cuneese (Ato4) in due sub-ambiti gestionali di cui uno a gestione mista privata/pubblica...

Scrive il comitato nella stessa lettera: "dalle dichiarazioni rilasciate dall’assessore all’ambiente della Regione Piemonte, in risposta ad apposita interrogazione presentata al question-time dello scorso 10 dicembre, risulta che l’assessore alla sanità Icardi, già sindaco di Santo Stefano Belbo e strenuo oppositore della gestione pubblica, intenda arrogarsi, come egli stesso ha confermato in successive dichiarazioni alla stampa, il diritto a sovvertire il voto democraticamente espresso dalla grande maggioranza dei sindaci della provincia"

A questo punto a Borgna viene chiesto di dissociarsi dalle intenzioni dell'ex-sindaco Icardi. "Non compete assolutamente alla Regione, men che meno al suo assessore alla sanità, scegliere la forma gestionale da applicare alla provincia di Cuneo. Se lo facesse violerebbe gravemente le prerogative degli amministratori locali. [...] Obbligherebbe inoltre con un atto di imperio inaudito intere Aree Omogenee ad aderire ad una forma gestionale diversa da quella scelta". Tra l'altro la stessa proposta di legge è già stata respinta dalla Corte Costituzionale nella regione Liguria, che tendeva a istituire più ambiti nella provincia di Savona.

LA LETTERA DI SIBILLE

Il fatto che la Regione Piemonte abbia allo studio una revisione dell'organizzazione delle ATO che cambierebbe totalmente il quadro normativo ha stupito anche Bruna Sibille, già sindaco di Bra e componente dell'Egato4. "Per avvalorare questa revisione allo studio, non è stato prodotto nemmeno uno straccio di documento, di bozza, di verbale, di dichiarazione ufficiale: avrebbero dovuto far fede una serie di indiscrezioni giornalistiche e nulla più. Il giudice si è riservato di rispondere sull'accoglimento del rinvio" ha scritto Sibille in una lettera.

Nei sei mesi interocorsi dall'insediamento della giunta Cirio, spiega nella lettera l'ex-sindaco di Bra, è stata fatta una sola riunione, presieduta dall'assessore Icardi, "cui sono stati invitati un certo numero di Comuni delle aree che hanno avversato le deliberazioni maggioritarie dell'ATO4".

"Su questa riunione le domande si sprecano: a che titolo se ne è occupato Icardi, che non ha alcuna competenza in materia di acqua, che ricade invece sull'assessore all'Ambiente? Con che criterio sono stati invitati questi Comuni, visto che uno fra i maggiori delle aree di Langa e Roero (Bra) è stato tenuto fuori dalla porta? Erano presenti alla riunione altri 'portatori di interesse' del Sistema idrico provinciale estranei alla Pubblica amministrazione?" si chiede Sibille.

Continua: "Si è trattato quindi di una riunione fuori da qualunque prassi istituzionale. I sindaci mandato avevano ricevuto dai rispettivi Comuni per essere presenti? Ancora una volta, come accaduto negli ultimi anni, hanno scelto una via tutta politica e per nulla amministrativa, che poi per puro caso viene a combaciare esattamente con le volontà espresse dai privati (le cui concessioni sono scadute un anno fa), relativamente al ribaltare le decisioni prese negli ambiti istituzionali".

"E' dunque ora che tutti si faccia chiarezza e si riporti la legittima discussione sul futuro del Sistema idrico provinciale nelle sedi e con le competenze appropriate. Detto esplicitamente come sono solita fare, vogliamo sentire in futuro la voce dell'assessore all'Ambiente Marnati, e vogliamo che siano invece rappresentati TUTTI i Comuni interessati e l'ATO4 stessa" conclude Sibille nella sua lettera.

LA RISPOSTA DI BORGNA

Intanto nei giorni scorsi è arrivato la risposta di Borgna in merito. Prima difende la linearità della provincia, comprovata dalla "scelta di un Assessorato all’acqua pubblica maturata nell’attuale tornata amministrativa" e che la stessa provincia, pur non avendo competenze dirette in risorse idriche si è "sempre collocata a favore della gestione pubblica del servizio idrico".

"Ora" prosegue la lettera "in una parte della provincia, si sta parlando di proporre due ambiti gestionali. Da quanto ne so, non si sta discutendo di un ambito gestito da società pubbliche e di un secondo affidato a privati. Il dibattito, per ora quasi carbonaro, è principalmente incentrato sulla difficoltà di far coincidere interessi e bisogni che oggettivamente sono contrastanti tra aree geografiche differenti e situazioni socio-economiche con dinamiche diverse. Sarebbe del tutto ingiusto e fuorviante porre oggi sul tavolo un confronto tra gestione pubblica e privata. Non credo che questo sia un argomento trattabile in questo contesto e in questo momento. Sarebbero fuorvianti forzature in una direzione o nell’opposta.  Ritengo legittimo, in democrazia, che si metta in discussione da parte di Amministratori pubblici una scelta politica, ma questo va fatto nelle sedi adeguate e con forme istituzionalmente corrette". 

"La gestione del servizio idrico" continua Borgna "è un fatto prettamente industriale che richiede certezze e prospettive temporali di lungo periodo, perché vive di finanziamenti per la realizzazione delle opere e per la manutenzione di reti ed impianti che richiedono ingenti investimenti. Non può essere sottoposta a rallentamenti o incertezze. Ed allora, affiancandomi alla richiesta di franchezza nei comportamenti che proviene dal Comitato Cuneese Acqua Bene Comune, faccio anche io una richiesta. La Regione, che è l'Ente competente nella definizione degli ambiti territoriali, affronti nel breve periodo la questione. Gli eventuali proponenti affinino una proposta concreta sulla quale misurarsi democraticamente e negli ambiti previsti dalle leggi".

La lettera intera di Borgna si può leggere qui: http://www.targatocn.it/2020/01/09/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/due-ambiti-gestionali-in-provincia-di-cuneo-borgna-risponde-al-comitato-cuneese-acqua-bene-comune.html

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