Ferrovia Bra – Ceva dopo 25 anni

di Thomas Antoniotto.

Nel novembre dell’anno scorso sono trascorsi 25 anni dall’alluvione del Tanaro del 1994. Questo evento disastroso ha causato 70 vittime e immensi danni nel basso Piemonte, tra cui la chiusura della ferrovia Bra – Bastia Mondovì – Ceva...


STORIA DELLA LINEA
Lunga 50 km, questa ferrovia venne inaugurata nel 1874 come primo collegamento ferroviario diretto tra Torino e Savona. Il percorso originario partiva da Torino raggiungendo la città di Bra tramite la linea già esistente Torino - Cavallermaggiore - Bra, da qui proseguiva nella valle del Tanaro fino a Ceva, per poi raggiungere Savona valicando gli Appennini presso Ferrania. Il tracciato risultò estremamente tortuoso: in particolare tra Bra e Ceva la difficile orografia della vallata costrinse i progettisti a realizzare ben 13 ponti sul Tanaro e numerose gallerie nelle rocche a strapiombo sul fiume.

La prima parte della linea, tra Bra e Bastia Mondovì, serviva le stazioni di Cherasco, Narzole, Monchiero-Dogliani, Farigliano e Carrù-Clavesana. Nonostante i numerosi ponti il percorso era abbastanza rettilineo, e le stazioni servivano centri abitati piuttosto popolati e vicini alla linea ferroviaria. Da Bastia Mondovì a Ceva invece il percorso era molto più tortuoso, con numerose gallerie, e le stazioni servivano i piccoli paesi di Bastia Mondovì, Niella Tanaro, Roccacigliè e Castellino Tanaro,  i cui centri abitati sono distanti dalla ferrovia.

Fin dai primi anni di esercizio si cercarono delle soluzioni per rendere il viaggio più veloce: nel 1884 venne aperta la linea diretta Bra – Carmagnola per evitare il passaggio a Cavallermaggiore, mentre nel 1908 venne approvato il progetto per la realizzazione di una seconda linea di valico. Questa seconda linea venne aperta solamente nel 1954, e pur avendo la sede predisposta per il doppio binario è rimasta tutt’oggi a binario unico.
Nel 1888 venne inaugurata anche la linea Cuneo - Mondovì – Bastia Mondovì, che permise ai treni provenienti da Cuneo di raggiungere Savona via Mondovì e venne anche realizzato un breve raccordo per poter proseguire verso Bra senza dover effettuare il regresso a Bastia. La linea Mondovì – Bastia Mondovì venne chiusa nel 1985, mentre la restante tratta Mondovì – Cuneo è stata sospesa nel 2012.

Nel 1923 venne aperta una tranvia a scartamento ordinario che collegò la stazione di Monchiero con  la città di Dogliani. Purtroppo però la tranvia venne chiusa trent’anni dopo, e di conseguenza la stazione di Monchiero fu rinominata Monchiero-Dogliani.
La tratta Bra – Ceva perse la sua importanza il 28 ottobre 1933, giorno in cui fu inaugurata la linea diretta a doppio binario Fossano – Mondovì – Ceva. Da allora la linea originaria passante per Bra e Bastia Mondovì venne utilizzata per il traffico locale.
Elettrificata dal 1935, la linea continuò ad essere percorsa anche da alcuni treni diretti Torino – Bra – Savona fino al 1991, quando cominciarono alcuni lavori di ammodernamento e la linea venne sospesa. Non venne mai più riaperta, poiché il 6 ottobre 1994 la piena del fiume Tanaro travolse la linea danneggiandola gravemente: l’acqua distrusse alcuni ponti e fece franare le rocche all’interno delle quali si trovavano alcune gallerie.

SITUAZIONE ATTUALE
Nonostante dopo l’alluvione fossero stati stanziati dei fondi per ripristinare la ferrovia, non venne mai eseguito nessun lavoro. Anche il sevizio di autobus sostitutivi si è progressivamente ridotto, ed oggi il trasporto pubblico della zona non è molto competitivo. Venne invece ampliata la parallela strada provinciale, in alcuni punti utilizzando l’ex sedime ferroviario. La stessa strada provinciale oggi è molto trafficata e, dati i lunghi rettilinei e l’imprudenza degli automobilisti, interessata da numerosi incidenti stradali.
Al contrario di altre linee minori della provincia che furono dismesse decenni prima ma che ancora oggi risultano essere armate, la Bra – Ceva venne disarmata molto presto. Fa eccezione il tratto iniziale Bra – Narzole che viene ancora utilizzato, a trazione diesel, come raccordo per un’industria presso la stazione di Cherasco.

Da Narzole in poi la linea è in stato di totale abbandono. Il sedime non è quasi più riconoscibile, poiché dopo anni di incuria si è ridotto ad una lunga striscia di vegetazione incolta. Anche le stazioni versano in condizione di degrado: in alcuni casi viene almeno tolta la vegetazione infestante intorno all’edificio, mentre altre volte al posto dei binari cresce ormai un vero e proprio bosco. La situazione è ancora peggiore tra Bastia Mondovì e Ceva, poiché in alcuni tratti il sedime è stato utilizzato per migliorare la viabilità stradale. Presso la stazione di Niella Tanaro sull’ex sede ferroviaria è stata realizzata una nuova strada provinciale, mentre tra Roccacigliè e Ceva buona parte dell’ex sedime è diventato una strada locale, dovendo di conseguenza demolire il fabbricato viaggiatori di Roccacigliè.

PROGETTI FUTURI
Esistono da anni diversi progetti riguardo al futuro della linea. Da un lato si vorrebbe realizzare una pista ciclabile, dall’altro sarebbe auspicabile rimettere in funzione la linea tra Bra e Bastia Mondovì per poi proseguire verso Mondovì, anche se per ora non si sta facendo nulla a causa del costo elevato di entrambe le opzioni.

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