Disastro di Tenda, ottobre 2020. Considerazioni di un geologo

di Giorgio Martinotti, geologo in pensione.

Questa breve presentazione ha lo scopo di divulgare gli effetti di quanto avvenuto, a seguito della precipitazione eccezionale del 3-4 ottobre 2020, nella zona del Col di Tenda, ed in particolare per quanto riguarda il Tunnel Stradale. E’ rivolta agli interessati della materia e spero ne venga fatto uso, come strumento divulgativo, anche da parte degli Insegnanti che hanno a cuore la trasmissione di una coscienza territoriale ai propri Allievi. Ho visitato i luoghi post-evento, luoghi che peraltro conoscevo in dettaglio, per cui sono stato in grado di fare osservazioni comparate...

I danni sono stati causati da due fattori principali:

  • Precipitazioni forti e molto concentrate: nello spazio di 24 ore è caduta tanta pioggia come in 6 mesi normali
  • L’incauta costruzione di opere non compatibili con il contesto ambientale.

Il caso dell’imbocco Sud della galleria stradale del Tenda è un esempio molto illuminante, che cercherò di spiegare di seguito.

Per la descrizione metereologica dell’evento eccezionale rimando al link: http://www.nimbus.it/eventi/2020/201005AlluvioneItaliaNW.htm che presenta una ricostruzione molto ben fatta e documentata, e da cui riprendo alcuni concetti salienti:

  • Il pluviografo di Limone-Pancani ha registrato 515 mm di pioggia in 12 ore. Un valore che rappresenta un nuovo record di intensità pluviometrica in 12 ore per qualunque stazione della rete ARPA Piemonte (prime installazioni, tra cui Limone-Pancani, nel 1988), superando il precedente massimo stabilito appena un anno fa (428 mm/12 h il 21 ottobre 2019 a Gavi, Alessandria).
  • A una prima e parziale analisi estesa più indietro nel tempo, solo un altro evento risulta superiore in Piemonte: il nubifragio che determinò la catastrofica alluvione dell'Orba del 13 agosto 1935, cui contribuì in gran parte il crollo della diga di Molare durante una precipitazione da 554 mm in 8 ore alla centrale idroelettrica di Lavagnina (AL). Si trattò della più violenta pioggia mai registrata in Piemonte comprendendo anche le serie pluviometriche storiche antecedenti l'introduzione delle recenti stazioni automatiche

I danni all’imbocco Sud sono stati causati da due rii, uno ad Est, denominato Vallon de Cannelle ed uno ad Ovest, denominato Vallon de la Ca. Il Rio delle Cannelle ha esercitato una azione prevalentemente erosiva, riprendendosi il suo alveo originario modificato dalle discariche del Tunnel storico, su cui poggiava il piazzale all’uscita del l’imbocco francese. Le foto degli anni ‘50, mostrano la situazione dell’alveo in cui venivano scaricate le acque torbide e ad alto contenuto in solfati uscenti dal Tunnel. Tale corso artificiale sospeso dava luogo ad una cascatella. Nelle foto odierne si vede quanto è rimasto di tale alveo artificiale, dopo la ripulitura del rio che ha asportato le discariche.

Insomma, il Rio delle Cannelle si è ripreso il suo alveo che era stato colmato dalle discariche del Tunnel e deviato in un alveo artificiale sospeso.

La mattina del 4 ottobre il Rio della Ca aveva terminato la sua opera, demolendo i due ponti, quello storico in pietra e quello nuovo, lasciando l’imbocco francese completamente isolato Vediamo di seguito le cause di questo disastro.

Il bacino del Rio della Ca, sebbene piccolo, è molto acclive e intaglia depositi incoerenti formatisi da rielaborazioni di precedenti fenomeni franosi. Se osserviamo un confronto tra una immagine recente (2018) ed una degli anni ‘50, vediamo come il Vallone della Ca sia stato già interessato da fenomeni di erosione accelerata, ben visibili nell’immagine vecchia, poi in seguito mascherati dalla crescita della vegetazione.

L’ANAS era ben a conoscenza di come il versante destro della valle, allo sbocco Sud del tunnel, sia soggetto a estesi fenomeni franosi, come ben documenta la carta geologica riportata a pag. 41 della Relazione Geologica del Progetto Definitivo

La vecchia strada a tornanti che sale al Colle di Tenda ha subito nel tempo numerose variazioni di tracciato a causa dei fenomeni franosi che interessano il versante.

In definitiva vediamo come si sia verificato un evento del tutto prevedibile: piogge concentrate eccezionali in un bacino ripido ed instabile, che hanno eroso a monte e depositato a valle, con meccanismi di tipo colate di fango e blocchi.

 

Il caso dell’imbocco italiano della galleria stradale del Tenda è decisamente più semplice, ed è riconducibile a fenomeni di erosione sull’asta del Vallone Cabanaira. Il livello dell’acqua è salito al punto da fluire all’interno del Tunnel storico, trascinando rami e tronchi. All’interno delle due gallerie, quella storica e quella in scavo, le venute d’acqua sono state notevolissime.

La galleria storica non ha mai mostrato portate rilevanti, finché non vi è stato lo scavo della galleria nuova a lato, che ormai è a circa 1500 m dall’imbocco, lato Italia.

  • La nuova galleria presenta difetti di esecuzione non sanabili, in quanto non sono state eseguite correttamente le impermeabilizzazioni.
  • Le acque si infiltrano, per sistemi micro-carsici, nei calcari presenti tra progressive 400 e 700 m circa.
  • Sono presenti anche infiltrazioni nella parte iniziale, in cui la galleria ha attraversato la morena.
  • Nel Tunnel storico si è avuto, in concomitanza con l’evento di ottobre 2020, un moderato sprofondamento del pavimento a progressiva 530 m circa

A questo punto proviamo a trarre alcune conclusioni:

  • Non è proponibile mantenere il tracciato attuale nel versante destro, lato Francia. I fenomeni di instabilità sono evidenti, come lo sono stati nel passato.
  • La galleria nuova presenta seri problemi di impermeabilizzazioni e di non conformità, difficilmente sanabili
  • Le esigenze di un tunnel a doppia canna sono sempre meno evidenti
  • Le proposte che stanno nascendo di un tracciato «basso», e che riprendono vecchi studi, sono interessanti, ma necessitano tempi lunghissimi e risorse finanziarie elevate

Penso vi possa essere una soluzione di compromesso, che sia compatibile con il cantiere attuale e con l’utilizzo, anche se non totale, di quanto già realizzato. Il che significa:

  • Imbocco Sud nuovo sul versante sinistro, a circa 25 -30m al di sotto di quello attuale
  • Sottopasso del Tunnel storico da parte del nuovo
  • Alesaggio a sezione doppia corsia della parte già scavata lato Italia, e prosecuzione per tutta la lunghezza
  • Abbandono del tratto già scavato dal lato Francia
  • Utilizzo del tunnel storico per soccorso e transito ciclo-pedonale, con esecuzione di una pista sul versante destro e costruzione di un ponte leggero ciclo-pedonabile
  • Collegamento del nuovo imbocco con la viabilità in sponda destra mediante nuovo viadotto

 

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