Chi ha paura del lupo?

di Daniela Boglione.

Le Alpi Marittime sono il primo settore delle Alpi in cui il lupo ha fatto ritorno, forse perchè si trovano in un punto strategico per l'arrivo naturale dei lupi provenienti dagli Appennini, o forse perchè sono un luogo di eccezionale ricchezza ambientale, in grado di ospitare il grande predatore. Affinché il lupo possa ritornare naturalmente in un'area, infatti, è necessario che l'ecosistema sia in grado di supportarne la presenza, e le prime aree scelte dalla specie corrispondono in genere a zone ricche di ungulati e foreste su larga scala. Il suo ritorno su un'area ne certifica l'alta qualità ambientale...

Per naturale espansione della popolazione appenninica attraverso il corridoio ecologico rappresentato dall'Appennino ligure, i lupi sono dunque arrivati sul territorio alpino, dove i primi branchi riproduttivi si sono insediati in modo stabile sulle Alpi Marittime. Il territorio italo-francese di questo settore delle Alpi è stato non solo il primo areale di presenza stabile del lupo, ma anche la prima zona in cui sono sorti problemi di convivenza con la pastorizia. Con il ritorno del lupo sulle Alpi, infatti, torna anche l'atavico conflitto tra il predatore e le attività umane; un conflitto che è solo in parte risolvibile prevedendo appositi rimborsi, ed è complicato dal fatto che sono spesso coinvolte la sfera emotiva e le attuali pratiche di pastorizia, sulle quali è necessario intervenire con parziali modifiche per implementare in modo adeguato  sistemi di prevenzione efficaci.

Data la complessità dell'evento e le sue implicazioni gestionali, il processo di ricolonizzazione naturale delle Alpi Marittime, che ora coinvolge anche il territorio dell'Alta Langa e di altre porzioni boschive di alcune province piemontesi, è stato seguito da vicino fin dall'inizio, per avere dati oggettivi sulla presenza del predatore e mettere in atto soluzioni che favoriscano la coesistenza di uomo e lupo. Consapevoli dell'importanza della conservazione delle specie ed in particolare dei grandi carnivori, fondamentali da preservare per gli equilibri dell'ecosistema e come valore estetico ed etico per le generazioni future, gli enti locali e nazionali (governativi e non) e la Commissione Europea sono da sempre impegnati nell'attenuazione del conflitto tra le attività zootecniche ed il lupo, obiettivo primario per tutelare a lungo termine sia la specie sia la pastorizia montana.

La Regione Piemonte e la Commissione Europea hanno monitorato e gestito la situazione a partire dal 1999, prima nell'ambito del progetto "Lupo in Piemonte", poi in quello del progetto "LIFE WolfAlps", sotto il coordinamento del Centro Gestione e Conservazione Grandi Carnivori del Parco Naturale Alpi Marittime, con cui hanno collaborato ricercatori, veterinari, personale dei parchi naturali, del Corpo Forestale dello Stato e delle Province, in stretta collaborazione con i colleghi francesi dei parchi e dell'Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage (ONCFS). La popolazione transfrontaliera è stata seguita in modo approfondito: in questo modo sono state scoperte le storie dei singoli lupi e di interi branchi. A distanza di più di venti anni dal suo insediamento, le Alpi Marittime italo-francesi possono ormai considerarsi un luogo di presenza storica della specie ed il lupo non è più una novità, anche se continua ad occupare le pagine dei giornali locali spesso con titoli sensazionalistici.

In questo periodo i branchi riproduttivi delle Alpi Marittime hanno costituito le basi per la ricolonizzazione delle Alpi e alcuni lupi partiti in dispersione sono stati ritrovati sia sulle Alpi Occidentali sia su quelle Centro-orientali. Oggi il processo di ricolonizzazione naturale del lupo proveniente dagli Appennini interessa l'intero arco alpino, ma la conoscenza sull'animale rimane limitata e spesso fondata su credenze popolari.

Domenica 20 febbraio ci sarà un'escursione sul transetto T13-7, nel territorio dei comuni di Igliano e Torresina, in compagnia di un guardiaparco dell'Ente Aree Protette Alpi Marittime: una buona occasione per cercare i segni della presenza,  porgere domande sulla storia e sulle caratteristiche di questo animale e ragionare insieme su di una possibile convivenza. Ritrovo alle ore 10 nella piazza di Igliano, rientro alle 15,30. Itinerario di circa 14 km dal Rio Cusina alla Pedaggera. Prenotazione obbligatoria al 3395043348.

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