Le tre medaglie del presidente Cirio, che non sono d'oro...

di Alessandro Mortarino.

Era atteso da tempo e ora è ufficiale: da settembre del prossimo anno i treni torneranno a percorrere la linea ferroviaria Asti-Alba, ogni giorno. L'annuncio è dell'albese Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, che in una video-intervista a Gazzetta d'Alba non riesce a trattenere enfatica soddisfazione per questo prezioso successo della sua amministrazione, che rappresenta – a suo dire - il coronamento dei tre principali obiettivi definiti e perseguiti per lo specifico territorio: ospedale di Verduno, autostrada Asti-Cuneo e, appunto, ferrovia. Anche le Associazioni e i comitati del territorio sono soddisfatti dell'annuncio, ma con diverse perplessità; e si domandano se il gongolante presidente sia lo stesso Alberto Cirio che per un decennio si era prodigato (come assessore regionale, parlamentare europeo e infine Governatore del Piemonte) nell'affermare che la tratta Asti-Alba era inutile e troppo costosa: meglio trasformarla in una ciclovia (finanziandone la progettazione con contributi pubblici)...

Anche Marco Gabusi, ex sindaco di Canelli e ora assessore regionale ai trasporti, si era sempre arroccato sulle medesime visioni del suo presidente e le odierne soddisfazioni della coppia di amministratori lascia intuire che una virata così netta e repentina debba, per forza, nascondere qualche misterioso arcano.
E così è, con molta probabilità. Sufficiente scoprire che l'impegno contrattuale siglato da Regione, Trenitalia e RFI prevederà sì la riapertura della tratta ma con “ben” 12 corse giornaliere.
Voi direte: 12 tragitti con partenza da Asti e altrettanti da Alba, meglio che niente.
No, 12 in totale, sei coppie (e zero nei giorni festivi e nei weekend!).
Come dire: nulla per stimolare l'utilizzo di massa e legarlo a un progetto di restrizione del traffico veicolare privato nei contesti urbani (con Asti, lo ricordiamo, afflitta da una pluriennale grave emergenza da inquinamento atmosferico).

Ma allora se per Cirio-Gabusi non è cambiata la percezione dell'utilità del mezzo ferroviario, come mai l'annuncio della riapertura del servizio sospeso nel 2012?
Il motivo è semplice ed è il solito: rilanciare l'economia locale. Questa volta c'è sotto il bando nazionale per i fondi del Pnrr che puntano alla creazione di una Hydrogen Valley: il Piemonte è una delle 5 regioni italiane ad esserselo aggiudicato e quindi ci saranno denari con cui incentivare in loco la produzione di idrogeno, creare centri di stoccaggio, rilanciare aree dismesse e creare nuova occupazione. Il treno, detto tra noi, è solo un piccolo dettaglio e di scarso interesse...

Delle altre due medaglie che Cirio si è auto-appuntato sulla giacca, che dire? Forse che sarebbe più consono ad un amministratore di lungo corso ricordare che l'opportunità di trovarsi al momento giusto per essere protagonista del mitico taglio del nastro dell'apertura dell'ospedale di Verduno deriva da anni di lavoro di giunte – di diverso colore – e di salvifici interventi di benefattori del territorio e non dall'unico exploit del presidente di turno. E che per l'infinita storia dell'autostrada Asti-Cuneo i “passi avanti” attuali derivano dalle decisioni del ministero. Con, ancora, altrettante “infinite” questioni tecniche e di compatibilità ambientale non risolte, che i lettori di Altritasti ben conoscono (e facilmente rintracciabili negli articoli e documenti pubblicati sul nostro sito web).

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