Vite preziose: mostra ad Albugnano

Viaggio artistico tra le creature brutte, insignificanti, microscopiche o pericolose nell'immaginario di Homo sapiens; indispensabili per gli equilibri naturali e la sua stessa sopravvivenza.

L’idea della mostra nasce dallo stimolo suscitato dall’opera meritoria di acquisto di lembi pregiati di territorio astigiano, come l’Alneto impaludato di Santonco (Oasi di Lago Freddo, Piovà Massaia) e i boschi limitrofi, messa in atto da Franco Correggia e dalla sua associazione “Terra, Boschi, Gente e
Memorie” al fine di preservarne l’integrità biologica.
Preservare per le future generazioni luoghi come questi è una strada da percorrere per consentire la conservazione della varietà biologica locale e anche per attirare l’attenzione del pubblico sugli organismi che li popolano e che spesso risultano brutti, fastidiosi o pericolosi nell’immaginario
collettivo.

Far cambiare il punto di vista è possibile fornendo indicazioni scientifiche sul ruolo ecologico fondamentale di queste specie e passando il messaggio “chiave” che ogni vita è saldamente collegata a tutte le altre presenti in un ecosistema come quello boschivo, al quale si riferisce l’iniziativa.
La rete di intricati scambi energetici e cicli biochimici tra gli organismi è alla base non solo della buona salute di un bosco, ma anche della sua resilienza, ossia la sua capacità di resistere e reagire a cambiamenti improvvisi e sfavorevoli.

La formazione scolastica italiana è generalmente carente di contenuti ecologici e biologici, il che comporta una comprensione insufficiente delle trame viventi che ci circondano e dei loro processi funzionali, perdendo così quanto esse siano strabilianti per complessità, bellezza e importanza.
Nel complesso periodo storico che stiamo attraversando, sarebbe utile che l’informazione mediatica, anziché concentrare lo sguardo sulla nostra specie, evidenziandone peraltro i limiti nella cooperazione, volgesse l’interesse anche alla vita che ci circonda con una nuova consapevolezza.

La nostra esistenza su questo pianeta dipende totalmente dalla disponibilità di ricchezze naturali gratuite come acqua e aria pulite, suoli fertili, e clima favorevole che esistono e continueranno ad esistere solo se si tutelerà la diversità biologica dei viventi e le loro incredibili interazioni.
Da sempre poco inclini ad attivarci per il bene comune, potremmo invece scendere dal nostro piedistallo, credendoci superiori a tutte le altre specie, e iniziare un nuovo percorso di comprensione e rispetto. Potremmo capire che è ora di mettere fine al tempo di ignorare, soggiogare o addirittura annientare chi è ritenuto inutile ai nostri occhi poiché non porta denaro. Se vorremo davvero cambiare direzione, evitando il baratro sempre più prossimo, la parola d’ordine sarà il rispetto degli “altri”.

Con questa iniziativa artistica, vorremmo fornire spunti interessanti sulle creature presentate affinché le si osservi con maggior attenzione, dando loro un nome poiché il rispetto inizia laddove vi è consapevolezza. Ogni organismo sarà “vestito” del proprio epiteto comune e scientifico per apparire con la giusta importanza e dignità che merita. Chiamarci per nome, ci aiuta a empatizzare meglio con gli altri, nutrendo così un minore distacco e lo stesso discorso vale nei confronti delle specie che ci vivono intorno. Inoltre, la conoscenza delle caratteristiche biologiche ed ecologiche di una specie, ci
mette al riparo da fraintendimenti, racconti o storie inventate che gettano cattiva luce su di essa,oscurando la realtà. Impariamo a riconoscere le creature che abitano gli ambienti circostanti e a ricordare i loro nomi, con riguardo, e forse avremo compiuto un primo vero riavvicinamento con la
Natura.

“Vite Preziose”, ideata dagli illustratori naturalisti, Federica Caprioglio e Marco Demaria, insieme all’apporto di Franco Correggia, naturalista ed esperto in biodiversità e dinamiche degli ecosistemi, è stata prodotta grazie alla sentita partecipazione di persone amanti della “vita di Gaia” che si sono
prodigate fornendo il loro apporto con fotografie, opere pittoriche, didascalie descrittive, poesie e pillole di storia naturale; il tutto condito da sincero entusiasmo e voglia di esprimere colori dai toni accesi in un’epoca tanto grigia.

La mostra segue le orme di “Brucio Anch’io dal dolore al pensiero che la mia sia l’unica specie che dà fuoco alle altre”, collettiva inaugurata nel 2017, che denuncia la gravità degli incendi boschivi scatenati da cause non naturali. L’iniziativa, che vede la partecipazione di molti artisti, è stata patrocinata dalla Regione Piemonte e dal Corpo AIB (Corpo Volontari Antincendi Boschivi del
Piemonte) ed è stata itinerante sul territorio piemontese per tre anni durante i quali, oltre ai visitatori, sono state accompagnate decine di scolaresche in visita allo scopo di sensibilizzare su questa tematica.

Hanno fornito il loro prezioso contributo all’evento: Andrea BERETTA, Federica CAPRIOGLIO, Rita CONTI, Franco CORREGGIA, Rosanna DE FALCO, Marco DEMARIA, Irene DRAGO, Liliana DURANDO, Roberto FARACI, Alessandra FENOGLIO, Ezio FERRERO, Elena FONTI, Enrica GONELLA, Claudia MANINI, Massimo MARTELLI, Fabrizio PENSATI, Elena POMA, Claudia RASETTI, Valentina REGANO, Claudia ROSSATO e Maria Cristina SIDONI.

La mostra sarà inaugurata domenica 4 settembre alle ore 15 presso gli spazi espositivi della Canonica di Santa Maria di Vezzolano nel comune di Albugnano ( AT) e sarà visitabile il sabato e la domenica con orario 10-18 per terminare nella serata di sabato 24 settembre.

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