di Emilia De Rienzo.

È nel riconoscimento della nostra debolezza, nell’incontro con le fragilità che può cominciare un cammino per costruire relazioni vere e un mondo diverso. Questo dovrebbero imparare i ragazzi a scuola, che essere fragili non vuol dire sentirsi inferiori, fragilità vuol dire guardare in faccia l’uomo così com’è e, se questa debolezza la riconosciamo in noi, sarà più facile riconoscerla nell’altro e imparare a prendersene cura. Invece molti, ancora troppi bambini e bambine a scuola sono come “esiliati”, senza appartenenze, senza riconoscimento, in balia di giudizi arbitrari quanto spesso infondati… A chi vuole che questi bambini “tolgano il disturbo”, dobbiamo opporre il nostro “No”, forte e chiaro...

Il Centro Studi Forme&Riforme ha condotto un'analisi sul comportamento dei candidati, mettendo in luce aspetti che sfuggono alla maggior parte degli elettori e dei media.
L’indagine evidenzia comportamenti diffusi tra cui la pratica di candidarsi in più circoscrizioni, il mantenimento di doppie cariche, le incompatibilità con il ruolo di deputato europeo ed il perpetuarsi di incarichi elettivi per le stesse persone: tutte pratiche che minano la rappresentatività e l’efficacia del processo elettorale e che alimentano la disaffezione al voto.
Il Centro Studi Forme&Riforme alla luce dell’indagine effettuata ha stilato delle pagelle e invita a non votare i candidati che si comportano nel modo patologico evidenziato: i partiti più compromessi sono Lega Salvini Premier, Fratelli d’Italia, Forza Italia – Noi moderati - PPE, Azione – Siamo Europei, Partito Democratico...

Makivoto e Tukivoti andarono sulla montagna a cercare il saggio Yosokivoto per farsi consigliare sulle imminenti elezioni nell’ingovernabile e selvaggia isola di Wotàmi.
Salendo la montagna incontrarono il dileggio degli Hionowoto, attraversarono la palude fetente dei Tappatilnasi, furono circondati da imbonitori, scambisti e stregoni, e udirono i canti di guerra dei feroci razzisti Iowototunò.
E ovunque si imbattevano nelle disperse tribù dei Quicerailpicì che si scannavano e litigavano...

di Marco Bersani, Attac Italia.

L’Europa è preoccupata? Se vinciamo noi è finita la pacchia!”. Così urlava Giorgia Meloni all’ultimo comizio elettorale del settembre 2022.
Siamo nell’aprile 2024, Meloni ha vinto e l’Unione Europea ha approvato il “nuovo” patto di stabilità dopo la sospensione triennale post pandemia. Guardando le misure introdotte, si può dire che Meloni avesse ragione dal punto di vista letterale, ma avendo invertito soggetti attivi e soggetti passivi dell’affermazione.
Perché la pacchia -peraltro mai pervenuta dalle parti delle fasce deboli e medie della popolazione- è davvero finita e ritorna in grande stile la gabbia del debito e delle politiche di austerità...

di Ascanio Celestini.

Il 25 Aprile non è gradito a quelli che parlano dell’occupazione tedesca, degli ebrei rastrellati e deportati in Germania, ma non riescono a condannare il fascismo senza tentennamenti.
Non è gradito a quelli che dicono «Mussolini ha fatto delle cose positive» poi fanno la lista: «strade, ponti, edifici, impianti sportivi…»...

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