di Pasquale Pugliese.

Note a margine dell’azione degli attivisti di Ultima generazione all’ingresso di Palazzo Madama.

Prima premessa: la dichiarazione di Ultima generazione, l’organizzazione che ha pittato l’ingresso di Palazzo Madama il 2 gennaio scorso è del tutto condivisibile tanto nelle motivazioni del gesto e quanto nella scelta di fondo della “disobbedienza civile nonviolenta”, dentro alla quale s’inquadra l’azione specifica: “Alla base del gesto, la disperazione che deriva dal susseguirsi di statistiche e dati sempre più allarmanti sul collasso eco-climatico, ormai già iniziato, e il disinteresse del mondo politico di fronte a quello che si prospetta come il più grande genocidio della storia dell’umanità”...

di Guido Viale.

Siamo ormai entrati in pieno in una crisi climatica e ambientale secolare, sicuramente per molti aspetti irreversibile. Pochi, soprattutto i giovani, si adoperano, spesso con tutte le loro forze, per rallentarne gli sviluppi: difendono il loro futuro, le loro vite. Molti la ignorano. Molti altri sanno benissimo che c’è, che è gravissima, ma fanno come se non esistesse e inseguono un presente destinato a lasciarsi dietro solo macerie: la “crescita”, la sovranità, il ponte sullo stretto, l’alta velocità, i gasdotti, il nucleare… Molti tra loro fanno tutto per accelerarla. Tra questi, i fautori della guerra, di sempre più guerra...

di Emanuele Bruzzone.

Ovvero dell’acqua santa e il diavolo.
Come fossero fotogrammi di un film, mi affiorano alla mente vicende argentine vissute da Papa Francesco presente il 20 novembre scorso nella Cattedrale di Asti. Durante il commento televisivo alla messa del Pontefice trasmessa in diretta TV, ad un certo punto don Maurizio Giaretti, astigiano di origine, presidente della FACI, rievoca la concelebrazione dell’Eucarestia, nel 1993, da parte di Giovanni Paolo II proprio in questo Duomo della nostra città. Cosa che avvenne in occasione della sua visita a Isola d’Asti, terra della famiglia Sodano del suo Segretario di Stato Angelo. Proseguendo, il suddetto prete commentatore tesse un elogio delle virtù diplomatiche del Cardinale Angelo Sodano anche come Nunzio apostolico in America del Sud. Senza specificare che, in tale veste, Sodano operò in Cile per 11 anni dal 1977 al 1988: anni nei quali magnificò quello Stato dove spadroneggiava, dopo il golpe del 1973 contro il legittimo Presidente Salvador Allende, il dittatore generale Augusto Pinochet...

La Fondazione Migrantes ha presentato il volume “Il diritto d’asilo. Report 2022. Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”.

Nasrin (nome di fantasia, ma solo quello) è iraniana. È arrivata in Italia nel 2013 con un visto per motivi di studio. Fino al 2020 riesce a dare nove esami ad Economia e statistica, anche perché sin dall’inizio, per mantenersi, oltre a studiare lavora: commessa in un negozio di un importante marchio di moda. Si vede affidare responsabilità crescenti e ottiene un contratto a tempo indeterminato. Prende in affitto un appartamento dove accoglie la sorella, che l’ha raggiunta a Milano per studiare architettura. La Questura non rinnova a Nasrin il permesso di soggiorno, perché non ha dato abbastanza esami ed è troppo fuori corso. Le due sorelle non hanno più legami stabili in Iran, perché nel frattempo hanno perso entrambi i genitori, ma Nasrin ha casa e un’occupazione stabile, e così decide di chiedere la protezione speciale introdotta dal DL 130/2020. Dopo molti tentativi e alcuni appuntamenti a vuoto, finalmente è riuscita a formalizzare la domanda, ottenendo un appuntamento fra alcuni mesi per la notifica dell’esito. Però, intanto, in azienda l’ufficio personale le chiede con insistenza copia del permesso di soggiorno aggiornato, in assenza del quale Nasrin deve essere licenziata...

A cura delle Donne in nero contro la guerra, gruppo di Alba.

Appello della Rete italiana delle Donne in Nero perché i Paesi dell’Unione Europea offrano accoglienza e protezione ai disertori e agli obiettori di coscienza di Russia, Bielorussia, Ucraina.
A dieci mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, mentre la devastazione del Paese non conosce tregua e decine di migliaia sono i morti tra la popolazione civile e tra i soldati arruolati nei due eserciti contrapposti, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani rivolgiamo un appello agli Stati dell’Unione Europea affinché offrano accoglienza e tutele giuridiche a tutti gli uomini e le donne che, chiamati a combattere, scelgono di non impugnare le armi e di non esercitare violenza sui propri simili...

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