CISTERNA D'ASTI: Vecchie e nuove R-Esistenze

Calendario
Altritasti
Data
17.09.2026 18:00 - 20:00
Autore
alessandro

Descrizione

Ripartono gli incontri per l'a.s. 2026/2027 del progetto “VECCHIE E NUOVE R-ESISTENZE – ART.3 UGUALI E DIVERSI: STRAPPI, CUCITURE, TESSITURE E RICAMI - 1” promossi da Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di San Damiano d’Asti, Museo Arti e Mestieri di un Tempo e Comune di Cisterna, Ass. Generali Italia spa di Canale (Cn), Agente Mario Cielo, Gruppo di Studi Ebraici di Torino (Gse), Israt, Anpi sez. di Asti, Comune di San Damiano d'Asti, Terre di Tartufi - Truffle Lands Associazione di Promozione sociale, Enoteca Regionale Colline Alfieri dell’Astigiano, Libreria "Il Pellicano" e Aimc di Asti. 

Tutti gli incontri sono gratuiti, aperti a tutte le persone interessate e validi per l'aggiornamento degli insegnanti di ogni ordine e grado. 

MERCOLEDÌ 2 SETTEMBRE 2026, ALLE 18 CASTELLO DI CISTERNA D’ASTI (IN PRESENZA)
GABRIELE SEGRE PRESENTA "LA FINE DELLA FINE DELLA STORIA. Abitare la scomodità del mondo” (BOLLATI BORINGHIERI).
L'AUTORE DIALOGA CON MARCO AIME.

Per trent’anni in Occidente ci siamo raccontati una storia rassicurante: la storia era finita. Dopo la caduta del Muro di Berlino, il futuro sembrava una strada in discesa verso democrazia, benessere e diritti per tutti. Bastava aspettare, aggiustare qualche dettaglio, correggere qualche ingiustizia, e il mondo intero ci avrebbe seguito. Poi la realtà si è fatta sentire: attentati, crisi economiche, pandemia, nuove guerre feroci, catastrofi ambientali, ondate d’odio. La parte maggioritaria del mondo ci ha detto, molto chiaramente, che quel sogno era solo nostro, la storia non era affatto finita, avevamo solo smesso di guardarla. Davanti a questa disillusione abbiamo scelto la rimozione. Invece di elaborare il lutto per un futuro che non potrà mai avvenire, oggi ci aggrappiamo alla normalità. Alla domanda «come stiamo?» ripetiamo automaticamente «va tutto bene», ma non è così. La politica si è ridotta ad amministrazione di emergenze, gestione del presente, manutenzione di algoritmi. Al posto delle visioni insegue i sondaggi, ossessionata dai dati in tempo reale. Il linguaggio politico – incapace di elaborare il trauma della fine delle certezze – si è ridotto a puro fatto tecnico. In queste pagine originali e acute, Gabriele Segre analizza il fallimento della politica senza cedere al catastrofismo. Non si tratta di piangere il mondo che avevamo immaginato e che non si realizzerà, ma di accettare che abitiamo un luogo scomodo, nel quale volenti o nolenti dovremo restare. Se la storia è ricominciata, non possiamo più chiederci «quando torneremo alla normalità», ma «come faremo ad abitare un tempo che non promette certezze».
È questo il compito della politica: recuperare la capacità di sentire, desiderare insieme, dare speranza, che è poi l’unico modo onesto di rispondere alla domanda più semplice e più spaventosa: «Come stai?».

GABRIELE SEGRE: direttore della Fondazione Vittorio Dan Segre, è esperto di temi di identità e convivenza. Specializzato in Politiche pubbliche e Leadership, ha studiato all’Università di Singapore, alla Columbia University di New York e all’Università Cattolica di Milano. Ha lavorato per anni per le Nazioni Unite occupandosi di temi di leadership e riforma dell’organizzazione. Collabora con diverse testate, tra cui «La Stampa» e «Il Sole 24 Ore», e tiene una rubrica settimanale su «Domani».  dottore di ricerca in scienze storiche e autore. È l’autore di “La cultura della convivenza. Di cosa parliamo quando parliamo di politica” (2024).

MARCO AIME: ha insegnato Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Genova, occupandosi del rapporto fra identità culturale e contemporaneità. Ha condotto ricerche sul campo in Benin, Burkina Faso e Mali, oltre che sulle Alpi italiane. È autore di numerosi saggi antropologici.


GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026, ALLE 18 CASTELLO DI CISTERNA D’ASTI (IN PRESENZA) 
CAROLA BENEDETTO E LUCIANA CILIENTO PRESENTANO "MIO PADRE, TUO PADRE. Due uomini contro l'odio del conflitto israelopalestinese” (DE AGOSTINI).         
LE AUTRICI DIALOGANO CON ALESSANDRO CERRATO. 

Due padri. Due figlie. Un solo dolore. 

MIO PADRE, Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, vivono sui due lati opposti di un confine, divisi da lingue, religioni, storie, bandiere. Ma un giorno, qualcosa spezza le loro vite: Smadar e Abir, le loro figlie, vengono uccise. Una da un soldato dell’IDF, l’Esercito di Difesa Israeliano, appena fuori da scuola. L’altra da un attentato palestinese in pieno centro a Gerusalemme. Potrebbero odiarsi. Potrebbero decidere di imbracciare le armi e cercare vendetta. E invece decidono di parlarsi, di ascoltarsi, di lottare insieme perché nessun altro debba soffrire come loro. Decidono di spezzare il ciclo dell’odio: un meccanismo che porta a rispondere a ogni azione violenta con altra violenza, innescando una catena senza fine, inutile, perché non riporterà indietro chi non c’è più. In questo racconto le voci di Abir e Smadar si alternano a quelle della narrazione, risuonando tra le pagine con forza e dolcezza, e ricordandoci che la pace non è un sogno lontano, ma una scelta da fare ogni giorno.

Un libro che parla di guerra e di lutto, ma anche di coraggio, memoria e dialogo.
Perché costruire la pace è la missione più difficile e più urgente – che ci sia.

CAROLA BENEDETTO: indologa, giornalista pubblicista, autrice e regista. Con Igor Piumetti, è regista del documentario Pierre Rabhi. Il mio corpo è la mia terra. Come consulente scientifica è, insieme a Luciana Ciliento, ospite del programma Overland su Rai Uno.

LUCIANA CILIENTO: è traduttrice e interprete. Ha tradotto in inglese italiano il documentario Pierre Rabhi. Il mio corpo è la mia terra curandone anche la produzione editoriale e presentandolo in tutta Italia. Con Carola Benedetto ha scritto per De Agostini Storie per ragazze e ragazzi che vogliono salvare il mondo.

ALESSANDRO CERRATO: consigliere Israt, già docente di Lettere negli istituti superiori di Asti, è stato curatore dell’edizione del libro di  memorie “I banditi di Cisterna” (ed. Israt) ed autore del libro “San Vincenzo martire e Santa Maria Nuova”.

 
GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE 2026, ALLE 18 CASTELLO DI CISTERNA D’ASTI (IN PRESENZA) 
SARA RATTARO PRESENTA "IL VESTITO DI MIA MADRE. Storia di Teresa Mattei, antifascista” (PIEMME).         
L' AUTRICE DIALOGA CON NICOLETTA FASANO.

Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando, tra i banchi di scuola, si alza in piedi per contraddire un professore che difende le leggi razziali.
In un'Italia che pretende silenzio, la sua voce è troppo libera per restare muta. Il prezzo è l'espulsione da tutti gli istituti del Regno. Ma Teresa non ha mai saputo piegarsi. Cresciuta accanto a un padre apertamente antifascista, in una famiglia già impegnata nella militanza, sceglie presto la lotta clandestina. Nella Resistenza diventa "Chicchi": staffetta ribelle tra viaggi in treno, documenti nascosti nell'orlo della gonna e notti passate a stampare volantini proibiti.
È così che scopre che la libertà non si eredita: si conquista.
Dopo la Liberazione sarà la più giovane eletta all'Assemblea Costituente, e porterà nella nuova Italia la voce delle donne e di una generazione che ha scelto di non restare in silenzio. Una storia di coraggio, dissenso e fedeltà alle proprie idee senza compromessi.
Con una scrittura calda e coinvolgente, Sara Rattaro ripercorre la vita di Teresa Mattei dall'infanzia al fuoco dei primi anni dell'età adulta, restituendo con sensibilità e attenzione il ritratto di una donna straordinaria e trasformando la sua esistenza in un grande romanzo.

SARA RATTARO: laureata in Biologia e in Scienze della comunicazione, è autrice di molti romanzi di successo, tradotti in nove lingue: Sulla sedia sbagliata, Niente è come te (Premio Bancarella 2015), Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016)  e di libri per ragazzi per Mondadori. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato L’amore addosso (Premio Letteraria 2018), Uomini che restano (Premio Cimitile 2018), Andiamo a vedere il giorno, La giusta distanza, Una felicità semplice, Un uso qualunque di te, Non volare via (Premio Città di Rieti 2014), Io sono Marie Curie e Due cuori in tempesta.Dirige la collana di narrativa italiana di Morellini Editore.

NICOLETTA FASANO: storica, ricercatrice, autrice di numerosi saggi. È la direttrice dell’Israt.


MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 2026, ALLE 21 FORO BOARIO, PIAZZA 1275, SAN DAMIANO D'ASTI (IN PRESENZA) 
BRUNO MURIALDO PRESENTA IL DOCUMENTARIO "LA TERRA CHE CAMBIA - THE CHANGING LAND” , GIRATO E PRODOTTO DA BRUNO MURIALDO, CON LA SCENEGGIATURA DI JAMES DAVID SPILLMAN. 
         
Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

Nato da un’idea del giornalista americano James David Spellman, il docufilm “La terra che Cambia – The Changing Land” racconta il punto di vista di chi si trova a dover affrontare le problematiche dovute al cambiamento climatico.La produzione e la regia sono firmate da Bruno Murialdo. Le immagini sono di Daniele Ferrero, mentre i testi sono stati tradotti da Enrico Cagnasso, le fotografie sono di Bruno Murialdo e Sissi Muratore mentre la voce narrante è dell’attore e doppiatore Mario Brusa.

Dice James David Spellman: «Il documentario nasce come un campanello d’allarme: un racconto che mette lo spettatore di fronte alla responsabilità di essere un cittadino del mondo. Attraverso le testimonianze di esperti, climatologi e persone che ogni giorno subiscono, nel proprio lavoro e nella propria vita, le conseguenze del cambiamento climatico, il film vuole mostrare l’impatto concreto di una crisi che riguarda tutti noi.»

Il documentario fa parlare i protagonisti su come la crisi climatica stia impattando su diverse attività. Numerose le voci del territorio, tra le quali quelle di Luca Mercalli, Massimo Mathis, Fulvio Romano, Roberto Cavallo, Marco Giardino, Riccardo Molinero, Paolo Giraudo, Alessandro Masnaghetti, Carlotta Rinaldi, Alfio Cavallotto, Paolo Saracco, Alberto Chiarlo, Tino Colla, Piero e Rinaldo Rondolino, Ferdinando Marino, Marco Giordano, Igor Bianchi, Bruno Cingolani, Miranda Tomatis e Adriano D’Anna.

BRUNO MURIALDO: da anni svolge in campo fotografico un percorso di riscoperta che lo ha portato in non poche occasioni ad essere protagonista di eventi e manifestazioni culturali di alto profilo. Oltre che collaboratore assiduo di quotidiani, settimanali e riviste, ha legato il suo nome a mostre di successo, scrittori come Beppe Fenoglio, Pier Luigi Berbotto e Danilo Manera, «personaggi e luoghi» della Langa che tanto lo affascina. Né va sottaciuta una sua fortunata attività di fotografo di scena presso importanti produzioni televisive. Costante impegno posto da sempre, per sua stessa ammissione, alla base della sua attività artistica, è stato quello di «scrivere con le immagini». Uno scrivere che in diverse occasioni lo ha portato a incontrare le masche e a produrre smaglianti, fascinose prove della loro esistenza nell’immaginario collettivo di tante persone che, come lui, sanno vivere attraverso la fantasia, andando a cercare quello che esiste «al di là» della realtà grossolana più incombente.

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 0141979021.