
A cura di Greenpeace Italia.
Apri una bottiglia d’acqua. È limpida. È rassicurante.
Ma in quel gesto semplice può nascondersi qualcosa di pericoloso: potresti bere sostanze chimiche che non dovrebbero essere lì.
La nostra nuova indagine ha rivelato che 6 marche su 8 di acqua in bottiglia tra le più diffuse in Italia contengono PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni”, sostanze che non si degradano mai e che possono accumularsi nel corpo umano...
Abbiamo acquistato bottiglie appartenenti a marchi che tutti conosciamo. Le abbiamo inviate a due laboratori indipendenti – uno in Italia e uno in Germania – per verificare la presenza di PFAS.
Il risultato è allarmante: nelle bottiglie di Levissima, Panna, Rocchetta, San Pellegrino, Sant’Anna e Uliveto è stato rilevato il TFA (acido trifluoroacetico), il PFAS più diffuso al mondo, classificato in Germania come tossico per la riproduzione.
Abbiamo contattato tutte le aziende coinvolte per chiedere chiarimenti: nessuna ha voluto commentare.
Questi dati confermano che i PFAS non sono un problema confinato. Come abbiamo più volte documentato e denunciato, queste sostanze potenzialmente pericolose per la salute delle persone sono ovunque — nell’acqua che esce dai rubinetti, nelle falde, nelle bottiglie che pensavamo fossero sicure.
Perché è una minaccia che riguarda noi tutti?
I PFAS sono un gruppo molto numeroso di sostanze sintetiche di cui solo da poco tempo, e per alcune di esse, cominciamo a comprendere i rischi. Studi scientifici associano l’esposizione cronica ad alcune di queste sostanze a danni al fegato, disfunzioni endocrine, alterazioni del sistema immunitario, infertilità, principi tumorali ai reni e ai testicoli.
E non possiamo aspettare che il danno si manifesti. Ogni microgrammo che entra nel corpo oggi può fare la differenza domani. E non possiamo accettarlo.
Grazie al nostro lavoro, e al sostegno di persone come te, il governo italiano ha finalmente approvato un decreto che introduce limiti più severi ai PFAS nelle acque potabili. È una vittoria importante, ma non basta.
Questi nuovi valori sono ancora lontani da ciò che la scienza considera davvero sicuro. Finché i PFAS continueranno a scorrere nell’acqua, nei terreni e nei nostri corpi, la salute delle persone resterà a rischio.
Servono limiti più bassi, controlli severi, trasparenza e soprattutto lo stop definitivo alla produzione e all’uso di queste sostanze tossiche.
Non vogliamo solo ridurre i limiti: vogliamo che i PFAS non abbiano più diritto di esistere nelle nostre vite.
Di mezzo c’è il diritto delle persone a vivere in un ambiente sano, mentre la verità è che oggi la minaccia può provenire da un bicchiere d’acqua.
Greenpeace chiede a tutte e tutti un aiuto per sostenere le sue iniziative e, in particolare, per:
🔴 Aumentare il numero dei campioni da analizzare sul territorio italiano;
🔴 Diffondere mappe di contaminazione regione per regione;
🔴 Chiedere al Parlamento una legge “zero-PFAS”, che ne vieti produzione e uso;
🔴 Costringere le istituzioni a imporre sanzioni alle aziende inquinanti.
Qui trovate le indicazioni per contribuire alla campagna per mettere fine agli inquinanti eterni: https://donazione.greenpeace.it/pfas-sostienici/~mia-donazione

