Respinto per la seconda volta il progetto motocross di Castagnole Monferrato

“Soddisfazione per una battaglia vinta a tutela della natura”.

Il 31 gennaio è stato pubblicato sul sito della Provincia di Asti il provvedimento con il quale si annuncia il rigetto della richiesta proposta (per la seconda volta in sette anni) dalla Società Monferrato che intendeva realizzare un crossodromo in località Valenzani a Castagnole Monferrato.
Il  progetto, a forte impatto ambientale, è stato archiviato per “difetti di presupposti rilevanti per l’autorizzazione”. Le motivazioni del rigetto si fondano sinteticamente su due aspetti: si è rilevato che manca la piena disponibilità delle aree e dell'esecuzione delle “verifiche dell'impatto acustico sui recettori individuati”...

Il parere negativo si è basato su articolate e puntuali motivazioni (ben 26 pagine) che hanno determinato l’impossibilità da parte del Settore Ambiente della Provincia al rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale.

Grande soddisfazione per la decisione la esprime Claudio Vella, presidente del Comitato Vigilanza Motocross che, fin dal 2016, si è opposto al progetto. “La soddisfazione è doppia: prima perché rileviamo che le motivazioni del rigetto riprendono una parte delle numerose osservazioni che nel corso di questi anni abbiamo presentato nelle varie Conferenze dei Servizi, la seconda perché contrastavamo una “potenza di fuoco” di oltre 15 tecnici messi in campo dalla Monferrato srl con l’appoggio di un rinomato studio legale e il supporto incondizionato del sindaco di Castagnole, che ha cercato in tutti i modi di spianare, fino agli ultimi istanti, la strada al progetto.

Prosegue Vella: “Ci auguriamo che la Monferrato srl e i suoi sostenitori facciano una profonda riflessione sull’opportunità di ripresentare la pratica. In primis perché sarà difficile che riescano a soddisfare quei requisiti che da sette anni cercano invano di superare; in secondo luogo perché ormai il progetto risulta oggi ancor di più anacronistico e privo di sostenibilità economica in un quadro normativo che sempre di più tutela l’Ambiente. Come faranno a rispettare le nuove indicazioni sancite dagli articoli 9 e 41 della Costituzione che richiamano rispettivamente alla tutela dell'Ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali e sanciscono che la salute e l'Ambiente sono paradigmi da tutelare da parte dell'economia?".

Da ultimo, Vella propone una riflessione come privato cittadino e commenta: “Sette anni di procedimenti che hanno visto impegnati numerosi addetti comunali, provinciali e regionali quanto sono costati alla collettività nel suo complesso?”...

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