
In una scuola superiore di La Spezia un diciannovenne ha ferito a morte - con un coltello da cucina - un suo coetaneo e compagno di classe. Immediatamente il Governo e la sua maggioranza hanno iniziato a valutare la possibile approvazione di un provvedimento d'urgenza contro il possesso delle lame, peraltro già considerato nel cosiddetto "pacchetto sicurezza" e previsto in una specifica legge in corso di approvazione. Obiettivo: impedire che chiunque possa entrare armato di lama in una scuola...
Difficile non essere d'accordo: a scuola deve essere garantita la sicurezza.
E negli ospedali? Nei mercati? Nei bar? Nei campi sportivi?
E quindi sarà resa obbligatoria l'ispezione di chi entra in una scuola tramite metal detector, body scanner, raggi X?
Si vieteranno per sempre i coltelli da cucina, con un ritorno pieno all'utilizzo degli incisivi (una forma di ri-morso?) per la gioia dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri?
Sono domande epocali, lo so. Ma che è opportuno porsi, oggi. Prima che il cuore del problema resti fisso sul coltellaccio e sulla sede dell'Istruzione ormai profanata.
Anziché concentrarsi su temi banali come il disagio giovanile, i semi della violenza che ogni giorno attecchiscono ovunque (e dispensati a piene mani dai "potenti" del globo), l'incertezza del futuro, la fragilità.
Tutte "quisquiglie". Ovviamente...
P.S.: Nel "pacchetto sicurezza" in corso di approvazione sono previste diverse altre "quisquiglie" come, ad esempio, perquisizioni straordinarie e fermi di polizia - fino a dodici ore e senza il controllo dell’autorità giudiziaria - per persone semplicemente sospettate di costituire un pericolo per lo svolgersi di cortei, presidi e manifestazioni di protesta. Anche, ovviamente, giovani e studenti...
(Alessandro Mortarino)