Da molti anni le ferree leggi nazionali sanciscono la fine di un'abituale prassi contadina che vedeva non soltanto i parenti ma anche i vicini di casa e gli amici intimi dediti all'aiuto spontaneo e gratuito durante le fasi di raccolta della frutta e delle uve. In Piemonte, ad esempio, questa bella consuetudine è concessa solo ai parenti fino al sesto grado e se tu sei "semplicemente" un amico, un fidanzato, un convivente, un parente acquisito (figurarsi un dirimpettaio) l'aiuto solidale non lo puoi offrire, a meno di farti assumere come lavoratore stagionale. In Trentino ora si può: la Ganzega (cioè l’aiuto spontaneo, occasionale e gratuito) è nuovamente ammesso. Ma "i furbi" riusciranno a rovinare tutto?...

La Ganzega (o regalia) in Trentino è un'usanza radicata e storica tra le piccole aziende agricole e le comunità locali e rappresenta il momento conclusivo di una forma di aiuto spontaneo e gratuito tra amici, parenti, vicini e conoscenti che collaborano durante i periodi di maggiore intensità del lavoro agricolo. Non è previsto alcun compenso economico: al limite il ringraziamento si manifesta nella condivisione di un momento conviviale, espressione di reciprocità, amicizia e appartenenza alla comunità. 

Una pratica "sana" che a noi è sempre piaciuta perchè rende concreta la condivisione solidale e tiene lontano l'utilizzo del denaro come merce di scambio: io ti aiuto e tu mi paghi, domani tu mi aiuterai e io ti pagherò... Un concetto a cui non dovremmo mai abituarci.

Bravi i trentini, dunque, ad avere "sdoganato" questa antica pratica che prova a scalfire il passaggio (purtroppo già avvenuto) da un'agricoltura di vicinato a un modello industriale e capitalistico privo di reti di mutuo aiuto. Ma... 
Ma, ovviamente, il pericolo che qualcuno voglia o possa sfruttare l'opportunità per avvalersi di lavoratori "in nero" (lavoro irregolare senza tutele), è facilmente intuibile. 

La CIA trentina ritiene che il riconoscimento formale fosse pienamente necessario. Ora, però, occorre fare chiarezza sulle modalità con cui queste consuetudini potranno essere utilizzate, affinché la loro applicazione rimanga genuina e coerente con lo spirito originario, evitando impieghi impropri o distorti. 

Secondo alcuni consulenti del lavoro, le imprese e le persone coinvolte in questo scambio solidale - per evitare sorprese in caso di controlli - dovrebbero mettere nero su bianco le loro firme in un documento che - prima dell'inizio delle attività di raccolta - indichi la natura dell'aiuto: cioè gratuito, occasionale e senza obblighi.
Burocrazia aggiuntiva? Non più di tanto. Ma forse utile per mostrare a chiunque la spontaneità della collaborazione.

Sarà sufficiente? O, come troppo spesso capita, i "soliti" saranno già alla ricerca di soluzioni discutibili tanto da trasformare la loro furbizia istintiva in diabolica astuzia meditata?...