A cura dell'Associazione Rinascita.
Cascina Graziella – La Casa delle Rose è il principale progetto dell’Associazione Rinascita: un bene confiscato alla mafia a Moncalvo d’Asti che, attraverso un percorso di recupero e restituzione alla collettività, è stato destinato a finalità sociali.
L’obiettivo è creare un luogo di accoglienza e sostegno per donne vittime di violenza e socialmente fragili, offrendo loro uno spazio sicuro da cui poter ripartire insieme ai propri bambini. Ma il progetto porta con sé anche un significato più ampio: dimostrare concretamente come un bene sottratto alla criminalità organizzata possa tornare a essere patrimonio della comunità e diventare uno strumento di legalità e di contrasto alla mafia...

Nel 2021, nel fienile della cascina, abbiamo realizzato un appartamento che può ospitare 4 donne vittime di violenza per un percorso di integrazione sociale, una piccola struttura che abbiamo chiamato “La casa delle rose”, attualmente gestita dalla Cooperativa sociale Jokko di Asti.
Per la riuscita del progetto la creazione di “una rete” di condivisione e sostegno è stata indispensabile. 

Per questo motivo l’Associazione ha posto in essere, attraverso incontri ed iniziative, una campagna permanente di sensibilizzazione che ha visto nascere e consolidare rapporti con persone e gruppi eterogenei con i quali abbiamo condiviso idealmente e fattivamente tutti gli aspetti del progetto: le tematiche femminili della violenza di genere, il valore della legge 109/96 che prevede l’utilizzo a scopi sociali dei beni confiscati, l’educazione alla legalità.

Ora questa rete si arricchisce di un nuovo legame: la collaborazione con “Se fossi filo”, che attraverso le arti tessili e le rose viola contribuisce a sensibilizzare sul tema della violenza di genere e raccogliere fondi a sostegno del progetto “La Casa delle Rose”. Luisa Redini, creatrice del progetto, ci dice: 

“Sono la creatrice di “Se fossi filo”, un progetto nato per intrecciare le arti tessili con creatività, persone, storie e comunità. Un filo che può diventare tante cose diverse: un gesto creativo, un incontro, una storia da raccontare o, quando serve, uno strumento di attivismo.
È così che ho deciso di aderire a Roses Against Violence, un movimento internazionale nato nel 2018 che trasforma l'uncinetto in un atto politico e collettivo.
L'idea è semplice e potente: creare rose viola fatte a mano e portarle nelle strade come segnale di presenza e resistenza. Dove c'è una rosa viola, c'è qualcuno che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Qualcuno che decide che la violenza di genere non è un atto privato, ma una responsabilità pubblica. 

Ho aderito al movimento portando le rose nelle strade di Asti e Torino. Ma distribuire rose e sensibilizzare sui social non mi bastava. Volevo trasformare ogni punto in qualcosa di concreto — un aiuto reale per chi quella violenza l'ha vissuta davvero.
Quando ho scoperto l'esistenza della Casa delle Rose — una struttura nata su un bene confiscato alla mafia, restituita alla collettività grazie a Libera e all'Associazione Rinascita, dedicata alle donne che stanno ricominciando a vivere — ho capito che non poteva essere un caso. Il mio filo doveva portarmi lì. Le offerte raccolte attraverso le rose viola vengono devolute a sostegno delle donne accolte dalla Casa delle Rose, per contribuire al loro percorso verso l'autonomia e la rinascita. 
È nata così la nostra collaborazione.”

La collaborazione con Luisa Redini rappresenta per l’Associazione un nuovo modo di ampliare e rafforzare la propria rete, coinvolgendo persone che potranno incontrarsi, esprimere la propria creatività e manualità e, allo stesso tempo, condividere le finalità del progetto.
L'idea è quella di creare una comunità di persone appassionate di uncinetto e arti tessili e organizzare incontri in cui realizzare insieme “le rose viola contro la violenza”, che saranno poi utilizzate come strumento di sensibilizzazione e raccolta fondi negli eventi pubblici.
Gli incontri  saranno aperti a tutti: non è richiesta alcuna esperienza, perché impareremo insieme, direttamente sul posto. Gli incontri vogliono essere prima di tutto occasioni per stare insieme, imparare, creare e condividere un impegno comune.

Nell’ambito degli incontri abbiamo intenzione di organizzare degli interventi informativi sul progetto e la violenza di genere: occorrono solo la voglia di fare qualcosa di concreto insieme e di approfondire le nostre conoscenze.
Gli incontri si terranno, a partire da giovedì 15 ottobre 2026, presso la sede dell’Associazione in Asti Via G. Carducci 23 (c/o ACLI) dalle ore 18,30 alle ore 20,00 con cadenza quindicinale nelle seguenti date: 29 ottobre – 12 novembre – 26 novembre e 10 dicembre.
Le date degli incontri del nuovo anno saranno comunicate successivamente.

Considerato il numero limitato di posti disponibili e per motivi organizzativi, chi fosse interessato a partecipare può rivolgersi ai canali social dell’Associazione Rinascita e di “Se fossi filo”.

Perché le rose nascono tra le spine.
E ogni rosa, una storia che può ricominciare.