Asp sta ad Asti come ...



di Alessandro Mortarino.


C'era una volta l'Azienda Servizi Pubblici, municipalizzata del Comune di Asti. Tanti e tanti anni fa. E' il 1° settembre del 1974 quando l'Amministrazione Comunale decide di creare un’azienda unica per la gestione del servizio di autobus urbano e la nettezza urbana. Nel 1995 viene trasformata in Azienda Speciale per gestire più servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale, acquisendo personalità giuridica e autonomia imprenditoriale e statutaria. Nel 1997 il Comune di Asti affida all’Asp anche la gestione del servizio acquedotto e dei servizi di rimozione forzata e parcheggi a pagamento e, due anni dopo, la gestione del servizio fognature e depurazione, che consente all’Asp di gestire il ciclo integrato delle acque. Il 1° aprile 2000 avviene la trasformazione dell’Asp in Società per Azioni: finisce un ciclo e l'azienda esce dal diritto pubblico per trasformarsi in un'azienda di diritto privato ...

Due anni dopo, nel 2002, il Comune di Asti cede, a seguito di asta pubblica, il 45% delle azioni di Asp alla Società Nos SpA (Nord Ovest Servizi) con sede in Torino, una "cordata privata" formata da:

IRIDE Spa 10% (ora Iren Spa, la multiutility quotata in Borsa nata dall'unione delle ex municipalizzate di Torino - cioè la stessa Smat - e di Genova, partecipata anche da molte altre ex municipalizzate del nord Italia);

SMAT Spa 10%;

AMIAT Spa 15% e GTT Spa 15% (ex municipalizzate torinesi specializzate, rispettivamente, nel settore della gestione dei rifiuti e del trasporto pubblico locale);

ASTA Spa 50% (in Asta confluiscono alcuni soci privati, tra cui costruttori e gestori di linee di trasporto pubblico quali Gavio, Ruscalla, Franchini ...).

Dal febbraio 2006 Asp é anche operatore qualificato dall'Autorità per l'Energia elettrica e il gas per la fornitura di energia al libero mercato.

Nelle ultime settimane Asp SpA è al centro di una sorta di vortice che la vede protagonista assoluta della scena economica e politica locale.
Viene innanzitutto "eletta" come soggetto di riferimento per il grande progetto legato al teleriscaldamento di un terzo della città di Asti. Ma l'attribuzione suona strana, perchè in realtà il teleriscaldamento sarà affidato non direttamente ad Asp SpA ma ad una nuova azienda la «Asti Energia e Calore SpA», il cui capitale iniziale vedrà Asp al 38%, Iren al 34% e Asta (società del gruppo «Cie»-Compagnia italiana energia, controllata dal Gruppo Gavio e socio privato di maggioranza in Asp, impegnata nel campo delle infrastrutture, delle costruzioni e della gestione delle concessioni) al 28%.
Asp metterà poi sul mercato il 28% della sua partecipazione a favore di un quarto socio privato che verrà individuato con gara pubblica.
Iren si occuperà della progettazione dell’intero intervento; Asta realizzerà gli impianti di rete e le costruzioni edili, Asp metterà a disposizione la sua conoscenza del territorio.

Poi accorre in soccorso della problematica gestione di Asti Musica: nel 2015 sarà infatti Asp ad organizzare la kermesse musicale in piazza Cattedrale, assumendosi tutti i rischi di impresa in questa iniziativa che il Comune di Asti non riesce a "far quadrare" sotto il profilo finanziario.

Infine, pochi giorni fa, ecco che la Giunta comunale prima e il Consiglio poi (con i soli voti dei consiglieri di maggioranza presenti in sala e il voto determinante del Sindaco Brignolo per assicurare i "numeri utili" ...) determina improvvisamente il prolungamento dell'affidamento dei servizi pubblici dal 2019 al 2028. Guarda caso, proprio per garantire la definizione di un nuovo Piano industriale che avrà al centro il progetto di teleriscaldamento.

Molto dei soggetti soci di Nos SpA (e, dunque, di Asp) sono anche attori primari del progetto di teleriscaldamento. E uno, in particolare - Iren SpA - potrebbe essere in pole position per acquisire anche il 45 % delle azioni di Gaia SpA, altro gioiello pubblico astigiano. Una situazione davvero circolare, che desta qualche perplessità e molto stupore.

Perchè Asp la si vuole così centrale per il "sistema Asti" ?
E' tutto a vantaggio della cittadinanza ?
Ci piacerebbe capirlo ...

Nel frattempo il Movimento Stop al Consumo di Territorio attende risposte alle richieste formulate (per iscritto) al Sindaco a fine gennaio, per conoscere nei dettagli le caratteristiche tecniche del progetto di teleriscaldamento e il suo bilancio ambientale previsto.
Sono passati più di due mesi e queste risposte, apparentemente basilari, non sono pervenute.

Strano per un'amministrazione così rapida nel prolungare contratti e pattuirne di nuovi !

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