E' l'ora della decisione per l'ospedale Cardinal Massaia



Annotatevi questa data: venerdì 29 aprile, ore 10 nella sala convegni della Provincia di Asti (piazza Alfieri 33): questo il momento in cui la Conferenza dei Servizi dovrà esprimere il suo parere autorizzativo per il progetto di ospitare allì'interno dell'area dell'ospedale di Asti l'ormai "famosa" centrale di trigenerazione proposta da Asti Energia e Calore SpA per teleriscaldare l'ospedale stesso e una ampia parte della città.
L'ultima seduta non ha sciolto i dubbi e lasciate intatte molte delle criticità segnalate da diversi Enti (in primisi l'Arpa) e questo dovrebbe portare alla decisione di NON autorizzare l'impianto. Per questo invitiamo tutti i cittadini astigiani a presenziare all'incontro e manifestare con la loro presenza il sostegno ad una decisione non facile ma, a nostro parere, a senso unico ...

Molti i motivi per dire NO al progetto, li riassumiamo attraverso questa "Lettera aperta alla Provincia e all'ASL di Asti" a cura di Paolo Montrucchio e oltre 3.300 Cittadini.

Gli Astigiani non sono mai stati consultati sul teleriscaldamento, non ne hanno mai manifestato l'esigenza, sono soddisfatti delle loro attuali, recenti  e più efficienti caldaie e relativi sistemi di riscaldamento; non sono disponibili a rottamarle ed a spendere altri soldi per passare al sistema di teleriscaldamento e, soprattutto, non lo vogliono, come lo attestano le oltre 3.300 firme raccolte finora.
Non lo vuole neppure l'Ospedale, come ripetutamente ha dichiarato l'ASL AT.
Perché mai un imprenditore, che investe soldi suoi, dovrebbe scommettere contro il mercato? I cittadini chiedono con fermezza che il progetto non sia approvato dalla Provincia ...

In sede della recente Conferenza dei servizi l'ARPA, in data 15 aprile scorso, ha già espresso giudizi molto negativi:

1. non è stata motivata la proposta di modifica  del P.R.G.C. (Piano di destinazione urbanistica), infatti AEC non gestirebbe attrezzature pubbliche e neppure di tipo direzionale, bensì un vero e proprio stabilimento industriale. L'esercizio di apparecchiature industriali si colloca solo in aree del P.R.G.C. a destinazione d'uso produttivo/artigianale;

2. l'ipotesi dell'allacciamento di 500 utenze private è infondata;

3. la documentazione di legge è carente per aspetti sostanziali:
- i dati ed i calcoli dimostrativi non sono mai stati presentati;
- manca la Relazione di Riferimento;
- manca il piano di dismissione delle attività;   

4. i livelli acustici non sono determinabili per carenza di documentazione, in particolare quelli notturni non possono superare 35 db, mentre il progetto ne prevede 50 per tutte le 24 ore.

5. L'ARPA ha sollevato seri dubbi sugli impianti, a causa del mancato deposito delle schede tecniche degli impianti e macchinari, evidenziando rischi inaccettabili. Infatti, in caso di sforamento dei livelli di inquinamento, dovrebbe essere intimato il fermo impianti, ma con quale effetto per l'Ospedale ed i suoi utenti? A parte il riscaldamento, fronteggiabile con gli attuali impianti in backup, sicuramente vi sarebbero altre conseguenze inaccettabili:  non si possono correre tali rischi in pregiudizio della salute.
Senza contare che anche tutte contemporaneamente le eventuali utenze private correrebbero il rischio di restare al freddo per tutto il tempo del fermo impianti.

Alla Provincia di Asti quindi i Cittadini rivolgono l'accorato appello di non autorizzare il progetto. Del resto l'autorizzazione unica non può essere deontologicamente concessa perché mancano i presupposti legali, tecnici e scientifici.

L'ASL AT ha già fatto importanti e costosi lavori di sostituzione ed efficientamento dei propri impianti. Il loro abbandono comporterebbe un enorme spreco di denaro pubblico.
I Cittadini preferiscono che l'ASL AT continui a concentrarsi sul perseguimento dei propri compiti istituzionali in campo sanitario, senza farsi carico di faccende ed affari di altri.

All'ASL AT i Cittadini chiedono di continuare a fare il loro eccellente lavoro e di preservare il terreno come bene pubblico,  di non permettere che vi venga costruito sopra un grosso ed inquinante impianto industriale privato di produzione di energia elettrica ed acqua calda per teleriscaldamento. I Cittadini preferiscono che tali terreni siano prudentemente tenuti a disposizione per fronteggiare in futuro accresciute esigenze sanitarie, attrezzandoli nel frattempo ad orto e giardino terapeutico.

All'ASL AT i Cittadini rivolgono l'accorato appello di non concedere la disponibilità  del  terreno.

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