Teleriscaldamento: la Provincia di Asti non lo autorizza



A cura di Cittadinanzattiva, Legambiente, Osservatorio del Paesaggio, Salviamo il Paesaggio, Stop al Consumo di Territorio, Tempi di Fraternità, Tribunale per i Diritti del Malato, Paolo Montrucchio e oltre 3300 Cittadini.

La Provincia di Asti ha finalmente emesso il proprio verdetto in merito al progetto dell’impianto di cogenerazione e rete di teleriscaldamento proposta da Asti Energia e Calore SpA all’interno dell’Ospedale Cardinal Massaia. Questa la formula finale del pronunciamento: «Stante il permanere degli elementi ostativi sopra richiamati, il presente documento ha valore di “Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza” ai sensi dell’articolo 10bis della Legge 241/90. Come previsto dalla stessa Legge nei confronti di tale comunicazione il proponente potrà formulare – entro 10 giorni dalla data odierna – eventuali controdeduzioni anche corredate da ulteriori documenti» ...

In linguaggio tecnico-burocratico questa affermazione corrisponde alla dichiarazione di impossibilità da parte della Provincia ad accogliere la richiesta di autorizzazione, che appare come un “no” chiaro ed inequivocabile motivato da 4 elementi principali che riguardano l'assenza di titoli di disponibilità delle aree idonee alla costruzione dell'impianto e delle opere connesse, l'assenza delle soluzioni tecniche per la connessione relative alla rete elettrica e del gas, la mancata presentazione della deliberazione del Consiglio comunale di Asti e dell'effettiva volontà dell'Ente sotto il profilo urbanistico e della classificazione acustica, infine l'assenza delle documentazioni richieste da ARPA ai fini del rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Quest’ultimo punto, in particolare, ricordiamo essere stato dettato dalla carenza delle documentazioni fornite da AEC in merito ad elementi basilari quali i dati e i calcoli a supporto dei valori dimostranti le modalità di funzionamento dell’impianto ai fini della comparazione delle emissioni e le schede tecniche (ed effettivi rendimenti) dei macchinari previsti.

Crediamo quindi che il lavoro della Conferenza dei Servizi abbia messo in luce le criticità permanenti e per tale motivo dichiari l’impossibilità di offrire l’autorizzazione a procedere.

Ci stupisce, pertanto, che in queste ore Asti Energia e Calore SpA stia esprimendo la propria soddisfazione poiché «la Conferenza dei Servizi ha riconosciuto la piena compatibilità ambientale ed energetica del progetto di Teleriscaldamento di Asti» facendo intuire che, nonostante i tempi del procedimento siano conclusi, qualche “accordo all’ultimo minuto” sia ancora possibile, dimentichi del “macigno” persistente anche in tema energetico/ambientale e rappresentato dalla mancanza di dati indicata da ARPA e da un necessario principio di precauzione.

Per parte nostra attendiamo con serenità il trascorrere di questi prossimi 10 giorni, per poter finalmente archiviare un progetto incompatibile per un luogo pubblico che dovrebbe essere protetto e custodito come fondamentale “Bene Comune sensibile” per la nostra comunità tutta, dedicato istituzionalmente alla cura delle malattie e non certamente a farsi carico di interessi ed affari di altri.

Cittadinanzattiva, Legambiente, Osservatorio del Paesaggio, Salviamo il Paesaggio, Stop al Consumo di Territorio, Tempi di Fraternità, Tribunale per i Diritti del Malato, Paolo Montrucchio e oltre 3300 Cittadini.

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