I Portavoce dei Comitati astigiani Art. 32 hanno trasmesso nei giorni scorsi un documento di richieste di informazioni e chiarimenti al Direttore Generale dell'Asl di Asti, dott. Giovanni Gorgoni, in merito ad alcune criticità che riguardano gli esami diagnostici e le quattro Case di comunità previste per Asti e provincia...

Questo il testo integrale del documento inviato e in attesa di risposte:

Oggetto: Richiesta di informazioni. (Legge 241/1990 diritto di accesso).

Prestazioni diagnostiche.
Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni, da parte di cittadini in merito alla prenotazione di alcuni esami diagnostici.
A fronte della presentazione allo sportello CUP dell’Ospedale Cardinal Massaia di una richiesta di RMN da parte di un cittadino l’operatore dello sportello ha affermato che la prestazione richiesta dal MMG non poteva essere evasa poiché l’agenda di prenotazione era chiusa. L’operatore proponeva al cittadino una prestazione intramoenia che poteva essere erogata il sabato mattina della stessa settimana.
In un altro caso la prestazione era una RM diencefalo e tronco encefalico e una ANGIO RM del distretto vascolare itracranico; anche in questo caso l’operatore allo sportello asseriva, a fronte della presentazione del cittadino di una richiesta del MMG, che la prestazione non poteva essere evasa poiché l’agenda di prenotazione era chiusa. Analogamente al caso precedente l’operatore proponeva una prestazione intramoenia che poteva essere svolta il sabato mattina della stessa settimana.
Evitando di polemizzare sul fatto che alla negazione totale di una prestazione legittimata da una richiesta del MMG si propone una prestazione a pagamento, i Comitati scriventi chiedono se sia legittimo chiudere totalmente le Agende di Prenotazione. Si evidenzia che in tal modo vengono di fatto resi non trasparenti i reali tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie.
Pare infatti evidente che tale comportamento nasconde l’incapacità della ASL e della Regione di fornire le prestazioni dovute ai cittadini nei tempi stabiliti dalle attuali normative e non evidenzia i reali tempi di attesa, in quanto non vengono registrate le prestazioni richieste.
Si invita la S.V., nella risposta, di evitare di affermare che il cittadino, a fronte di una prestazione di fatto non erogabile ad Asti, può attivare il cosiddetto “percorso di tutela” poiché tale percorso è nei fatti, salvo dimostrazione contraria suffragata da numeri prestazionali, difficilmente attivabile per la quasi totalità dei cittadini che sarebbero costretti a girovagare per la Regione per accedere alla prestazione.

Case di comunità.
Entro il 30 giugno, secondo quanto stabilito dal PNRR, dovrebbero entrare in funzione le 4 Case di comunità previste per Asti e provincia. Considerando che la Casa di comunità di Asti non sarà attivata i Comitati scriventi chiedono di sapere se le rimanenti  strutture di Canelli, Villafranca, Calliano e la struttura di Nizza che sostituisce Asti, siano dotate di tutto il personale infermieristico necessario per il loro funzionamento, se siano stati predisposti i turni di tale personale infermieristico che afferisce alle strutture e per quale periodo, se il personale infermieristico inserito nelle Case di comunità non sia stato sottratto ad altri importanti servizi quali ad esempio i servizi domiciliari.

In attesa di riscontro l’occasione è gradita per porgere distinti saluti.

I Portavoce dei Comitati Art. 32
Per Asti: Roberto Gerbi
Per la Valle Belbo: Maurizio Carcione
Per il Nord Astigiano: Irene Novarese

 

Questa la replica del direttore generale dell'Asl di Asti, Giovanni Gorgoni, in merito alla richiesta di informazioni dei Comitati art. 32:

"La richiesta di informazioni indirizzata a questa Direzione dai Comitati Articolo 32 di Asti, della Valle Belbo e del Nord Astigiano contiene affermazioni particolarmente gravi, rispetto alle quali è stato immediatamente avviato un percorso di verifica coinvolgendo tutti i servizi interessati.  

I dati in nostro possesso evidenziano che tutte le agende di prenotazione risultano attive e che le prestazioni vengono regolarmente garantite nel rispetto delle tutele previste dal Servizio Sanitario Nazionale. Questa condizione riguarda tutte le prestazioni, comprese la “RM di encefalo e tronco encefalico” e l’“Angio RM del distretto vascolare intracranico”, richiamate nel documento.  

Ricordiamo che TAC e Risonanza Magnetica possono essere prenotate direttamente presso la Radiodiagnostica dell’Ospedale Cardinal Massaia (piano -1) e del presidio ospedaliero di Nizza Monferrato, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, presentando la prescrizione del medico di medicina generale e l’eventuale documentazione clinica correlata. È inoltre possibile inoltrare la richiesta via e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., indicando un recapito telefonico per essere successivamente contattati. I cittadini possono rivolgersi anche alle sedi territoriali, che provvedono a trasmettere la documentazione al reparto competente. La prenotazione viene quindi definita attraverso un successivo contatto telefonico con l’utente.  

Qualora l’esame non sia disponibile nelle strutture aziendali, la prestazione viene comunque garantita, alle medesime condizioni previste dal SSN, presso strutture private accreditate o altre aziende del sistema sanitario piemontese.  

La segreteria della Radiodiagnostica è stata recentemente potenziata con una figura dedicata che, attraverso attività di back office, si occupa di individuare una soluzione all’interno del Servizio Sanitario Nazionale per conto dell’utente. Il personale medico della struttura di Radiologia ha inoltre il compito di verificare l’appropriatezza della prescrizione formulata dal medico di medicina generale o dallo specialista richiedente.  

Nessun operatore indirizza i cittadini verso la Libera Professione. Su questo aspetto il regolamento aziendale è estremamente chiaro e la prassi consolidata. A conferma di ciò, si evidenzia che l’attività svolta in regime di Libera Professione rappresenta appena l’1,2% del totale delle prestazioni erogate dal personale aziendale.  

Siccome siamo certi dell’ottima fede di chi ha riportato l’accaduto chiediamo ai cittadini che si sono rivolti ai Comitati Articolo 32 di fornirci le indicazioni circostanziate sugli eventuali episodi menzionati e sui dipendenti coinvolti. L’Azienda è pronta ad avviare ulteriori approfondimenti e, qualora emergano riscontri puntuali, adotterà senza esitazione i provvedimenti disciplinari eventualmente necessari.

Il tema delle liste di attesa rappresenta una priorità sia a livello nazionale sia regionale e la nostra Azienda, come tutte le altre realtà del Servizio sanitario, è impegnata quotidianamente per ridurre i tempi di accesso alle prestazioni.  

I volumi di attività testimoniano uno sforzo significativo: oggi siamo al 95% dei livelli produttivi del 2019, nonostante una dotazione organica sensibilmente inferiore rispetto al periodo pre-pandemico. Grazie alla campagna di assunzioni realizzata nel 2025, sono stati registrati importanti incrementi in diverse specialità: Dermatologia ha raggiunto il 147% delle prime visite rispetto al 2019, Gastroenterologia il 154% ed Endocrinologia il 240%.  

Da gennaio a maggio sono state effettuate 2.887 prestazioni aggiuntive, di cui 1.108 nella sola Radiodiagnostica, struttura che continua a risentire in modo particolare della carenza di personale. I medici radiologi sono infatti passati dai 18 del periodo pre-Covid agli attuali 12. Nella giornata di mercoledì si è svolto l’ennesimo concorso pubblico: dei 23 candidati iscritti si sono presentati in 12, tra cui 2 specialisti e 10 medici specializzandi. In assenza di ulteriori risorse professionali, non è possibile chiedere ai dipendenti uno sforzo superiore a quello che già quotidianamente garantiscono.  

Per quanto riguarda le Case di Comunità di Canelli, Nizza Monferrato, Villafranca e Calliano, tutti i servizi previsti risultano attivi e il loro avvio è stato certificato nel mese di maggio dall’esperto indipendente incaricato della verifica.

In vista dell’apertura delle strutture, l’Asl AT ha avviato con largo anticipo il reclutamento degli Infermieri di Famiglia e di Comunità, raggiungendo una dotazione di 60 professionisti, cui si aggiungeranno ulteriori 5 assunzioni già programmate. Questo organico consente di garantire la copertura dei servizi sulle 12 ore, sette giorni su sette, senza sottrarre risorse all’assistenza domiciliare, che al contrario è stata ulteriormente potenziata e continua a rappresentare uno dei principali punti di forza della nostra Azienda.

I risultati confermano la bontà del percorso intrapreso: nei primi cinque mesi dell’anno il tasso di presa in carico domiciliare della popolazione over 65 ha già raggiunto il 9,6%.

Un dato che lascia prevedere un ulteriore miglioramento del già lusinghiero 17% raggiunto a fine 2025, nettamente superiore ai target regionale del 12% e nazionale del 10%".