A cura di Ambiente Asti.
La proposta e l’ipotesi di ricorrere alle pattuglie dell’Esercito per le strade di Asti non rappresentano una soluzione, ma la resa condizionata delle istituzioni politiche che hanno guidato la città e il Paese fino ad oggi. Schierare i militari nel contesto urbano civile è l’ennesima scorciatoia d’immagine: la certificazione visibile del fallimento di un modello di sicurezza basato sulla propaganda e privo di qualsiasi visione sociale, preventiva ed educativa...

Chi governa e propone oggi la militarizzazione del territorio è lo stesso ceto politico che per anni ha promesso ricette facili, tagliando contemporaneamente sui servizi fondamentali, sul presidio sociale nei quartieri e sulle risorse destinate al welfare di comunità. Ricorrere all’Esercito significa ammettere di non saper gestire le complessità urbane con gli strumenti propri di una società democratica e civile.
Come Ambiente Asti, ribadiamo con forza che la sicurezza di una comunità si costruisce con tutt’altre priorità:

- Inclusione e vivibilità urbana: Un territorio è sicuro quando è vissuto, illuminato, curato e dotato di spazi di aggregazione per giovani e famiglie. Abbandonare i quartieri al degrado per poi proporre i fucili d'assalto in strada è una risposta miope e distorta.

- Presidio sociale e prevenzione: La vera sicurezza si fa con gli educatori di strada, con la rete dei servizi sociali, con il sostegno alle fragilità, con la mediazione culturale e con politiche attive per la casa e il lavoro.

- Potenziamento ordinario e reale delle Forze dell’Ordine: Se mancano organici e risorse per la Polizia di Stato, i Carabinieri e la Polizia Locale — le sole forze dotate dell'addestramento e delle competenze specifiche per il controllo civile del territorio — la risposta della politica non può essere la delega alla Difesa, ma l'investimento serio nelle strutture ordinarie.
Militarizzare il centro e le periferie di Asti rischia solo di produrre un clima di perenne emergenza e allarme, dividendo la cittadinanza e nascondendo sotto il tappeto le reali cause del disagio sociale.

Asti ha diritto a politiche sociali e urbane all'altezza, non alla propaganda di chi, dopo aver fallito nell'amministrare e nel prevenire, offre ai cittadini la sola illusione della divisa militare nelle piazze.