Annullata l'ordinanza contro i migranti, la battaglia continua


a cura del comitato per la salvaguardia della linea Cuneo-Nizza.

Certamente l’annullamento della delibera del Comune di Ventimiglia che vietava la distribuzione di cibo ai migranti è una grande vittoria. Si tratta però di una vittoria temporanea in quanto la nuova ordinanza varrà solo fino a quando il Campo della Croce Rossa Italiana non sarà di nuovo ben funzionante. La delibera non era che un esempio negativo di una politica repressiva verso i migranti e verso chi li aiuta e riguardava azioni di fermo e accuse di minor rilievo contro chi distribuiva cibo. Il problema vero è il blocco totale delle frontiere (come minacciato da Marie Le Pen e già in gran parte realizzato oggi) ...

Il problema vero sono le chiamate in giudizio, talora con pesanti richieste di pena, di Felix Croft, Francesca Peirotti, Renè Dahon e altri per il trasporto oltre frontiera dei disperati, che spesso desiderano solamente riunirsi alle proprie famiglie. Il problema vero sono i decreti Minniti-Orlando di criminalizzazione della povertà.
Il problema vero è l’ondata di razzismo che le forze politiche stanno evocando per raccattare voti, facendo scivolare su posizioni sempre più repressive l’intero arco delle forze politiche.
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E quindi siamo tutti tenuti a continuare: anzi, a fare di Ventimiglia il punto di partenza di una rivolta nazionale e internazionale contro questa ondata di barbarie che, negando i diritti della Carta europea, potrebbe distruggere, assieme a fondamentali principi umanitari di accoglienza, l'idea stessa di un'Europa civile, di un'Europa democratica dei popoli. 

E allora tutti alla Stazione di Cuneo alle 7,45 del 30 Aprile per prendere i treno che ci consentirà di essere alle ore 12 davanti alla Stazione di Ventimiglia per la manifestazione promossa da tanti uomini di pace a partire da Don Ciotti, René Dahon, Livio Pepino, Cedric Herrou.

Noi intendiamo utilizzare il treno Cuneo-Ventimiglia, che conosce un destino stentato a causa delle miopi logiche aziendalistiche delle ferrovie italiane e francesi. Con questa azione vogliamo dimostrare che non esiste solo l’esigenza della libertà di spostamento delle merci, ma in primo luogo quella degli “umani”, che da secoli hanno usato ogni mezzo per affermare il loro diritto di spostarsi secondo le loro inclinazioni e le loro necessità vitali. Insomma la ferrovia Cuneo-Ventomiglia-Nizza deve diventare “Il Treno della Liberta’ e della Speranza”come nel dopoguerra il passaggio del nostri confini a piedi attraverso il valico della Maddalena ha rappresentato “Il Cammino della Speranza” per tanta parte della popolazione del Sud-Italia, che voleva emigrare in Francia, come magistralmente illustrato nel famoso film di Pietro Germi.

Con questo spirito cittadini “indomiti-insoumis” e associazioni dei territori cuneesi aderiscono all’appello “NOI SAREMO A VENTIMIGLIA”.

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