Lettera della Sezione di Alba, Langhe e Roero di Italia Nostra trasmessa alla Regione Piemonte e alle amministrazioni comunali di Alba, Barbaresco, Castagnito e Neive.

Avendo appreso da organi d’informazione che, in base ad una legge regionale del 2023, la particolare area fluviale delle “Rocche di Barbaresco” è stata dichiarata “geosito della Regione Piemonte”, riteniamo utile integrare le relative rilevazioni. Innanzitutto, con espressa positività, si valuta tale attestazione, riscontrando che l’area, di circa 5 chilometri d’estensione, costituisce un particolare ambiente paesaggistico e naturalistico in un tratto del fiume Tanaro. Tale riconoscimento nel tempo va assegnato primariamente all’Associazione Italia Nostra...

Questa Sezione di Italia Nostra, come si può verificare nei documenti, già da oltre quarant’anni ha segnalato ed esplicato l’interesse di questa estensione fluviale. Dal 1978, com’è pubblicato in due opere editoriali (“1972-1982 Dieci anni di Italia Nostra nell’Albese”, 1982, “Progetto Tanaro un fiume per tutti”, 1983), la Sezione albese ha proposto agli Enti competenti la costituzione di un’“Oasi fluviale delle Rocche di Barbaresco”. L’estensione rilevata nel progetto dell’Associazione, lunga circa 4,5 chilometri, è compresa fra i territori dei Comuni di Alba, Barbaresco, Castagnito e Neive. E’ senz’altro caratterizzata da rilevanti peculiarità: valori paesaggistici (evidenti erosioni naturali, stagni ed ambienti umidi, macchie di vegetazione fluviale), valori naturalistici (flora, fauna), valori geologici. Tutto ciò è esplicato nei testi di Giorgio Aimassi, Gianfranco Carosso ed Alessandro Marengo che connotano la proposta di costituzione.

Quindi, già dai trascorsi anni ’70 la Sezione di Italia Nostra ha inteso contrastare i negativi effetti (interventi edilizi, discariche di rifiuti, diboscamento, cave estrattive) che possono intaccare questo habitat. Oltre al positivo riconoscimento quale “geosito” ed al presente effetto del vincolo idro-geologico nella zona, nonché della normativa della “Legge Galasso” del 1985, è necessario che, per quanto di rispettiva competenza, gli Enti locali si facciano carico della efficace salvaguardia ambientale.