Dopo sette anni di battaglie legali, l'Olanda dovrà difendere il clima

Una sentenza della Corte suprema olandese obbligherà il governo ad adottare misure per ridurre le emissioni di gas serra al 2020 del 25% rispetto ai livelli del 1990. La decisione arriva dopo una battaglia legale durata sette anni e intrapresa nel 2012 dalla Fondazione Urgenda.
La fondazione aveva citato in giudizio con successo il governo nazionale per non aver fatto abbastanza per proteggere i cittadini dai cambiamenti climatici. Una prima vittoria era arrivata nel 2015, in un tribunale ordinario che aveva fissato l'obiettivo di riduzione al 25%. La nuova decisione conferma quella sentenza...

«Le emissioni nei Paesi Bassi erano inferiori solo del 15% rispetto ai livelli del 1990», spiegano dal Climate Action Network di Bruxelles, sottolineando che per colmare il divario nella riduzione di emissioni «probabilmente il governo dovrà chiudere le centrali elettriche a carbone aperte nel 2015 e 2016» (il carbone rappresenta circa il 12% del consumo energetico attuale del Paese).

La prima sentenza olandese aveva già ispirato molte cause dirette ad aumentare il protagonismo del governo locale in Belgio, Francia, Irlanda, Germania, Nuova Zelanda, Regno Unito, Svizzera, Norvegia e contro l'UE e la definitiva decisione della Corte Suprema ora costituirà sicuramente un riferimento decisivo da imitare.
Tanto che David R. Boyd, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani e l'ambiente, ha subito definita la sentenza come  «la decisione giudiziaria più importante al mondo per il cambiamento climatico finora sancita, confermando che i diritti umani sono messi a repentaglio dall'emergenza climatica e che le nazioni ricche sono legalmente obbligate a conseguire riduzioni delle emissioni: rapide e sostanziali».

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