Considerazioni sulle varianti generali dei piani regolatori di Villafranca d’Asti e Capriglio

A cura di Legambiente Valtriversa.

Nelle ultime settimane il nostro Circolo Legambiente Valtriversa con sede a Villafranca d’Asti si è cimentato sulle prime osservazioni alle varianti del piano regolatore comunale di Villafranca d’Asti e di Capriglio, due comuni dell’astigiano con diverse storie e condizioni, accomunati dalla necessità di adeguare gli strumenti urbanistici al nuovo Piano Paesaggistico Regionale e alle altre regolamentazioni intervenute negli ultimi anni...

Non abbiamo tra i nostri soci un esperto della materia, sebbene un grande aiuto ci è arrivato dall’arch. Flavia Bianchi di Torino; abbiamo ancora molto da imparare e quindi qualcuna delle osservazioni che abbiamo presentato potrebbe essere banale o addirittura sbagliata.

L’iter di approvazione è appena iniziato e durerà presumibilmente un anno; nel caso di Villafranca d’Asti siamo stati invitati dal Comune alla prima conferenza di copianificazione (dove non avremo diritto di voto), mentre per Capriglio siamo venuti a conoscenza della variante per puro caso.

I documenti di Villafranca sono pubblicati sul sito: https://trasparenza.apkappa.it/villafrancadasti/index.php?option=com_content&view=article&id=100&Itemid=27
mentre quelli di Capriglio sono stati pubblicati sul sito per il periodo delle osservazioni e non sono più accedibili, li abbiamo salvati e sono comunque a disposizione di quanti ce ne faranno richiesta.
            
La lettura dei documenti - centinaia di pagine e decine di tavole non sempre facilmente comprensibili per i non addetti ai lavori – ci porta ad alcune prime considerazioni, generali e specifiche.
 
Considerazioni generali:

Partecipazione: Il piano regolatore è lo strumento fondamentale per il governo del territorio. Riteniamo che la popolazione dovrebbe essere informata e partecipare al processo decisionale. Ambedue i Comuni hanno formalmente ottemperato all’obbligo di legge sulla pubblicità del processo di approvazione, ma (anche a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia) di fatto questa informazione non è arrivata a tutti. Noi non siamo favorevoli allo spreco di carta, ma in questo caso sarebbe opportuno scrivere a tutti una lettera, dopo aver utilizzato i canali noti (sito del comune, giornali, canali social, app) e convocare alcuni incontri pubblici anche in videoconferenza oppure in uno spazio aperto. Nel caso di Villafranca d’Asti, Legambiente è stata formalmente invitata a partecipare al processo decisionale sulla variante, fatto molto raro di cui ringraziamo vivamente l’Amministrazione comunale; faremo del nostro meglio per chiarire e migliorare i punti a nostro avviso problematici del PRGC.
Per Capriglio alla conferenza di copianificazione non sono stati invitati neanche i sindaci dei comuni confinanti: non è obbligatorio ma sarebbe secondo noi un segnale importante di partecipazione alle scelte locali.

Popolazione: ambedue i paesi non sono in crescita della popolazione; anzi, Villafranca è da poco passata sotto la soglia dei 3000 residenti (dati ISTAT di fine 2019); considerata la distribuzione della popolazione per fasce di età, è facilmente prevedibile una progressiva diminuzione nei prossimi anni. Riteniamo che dovrebbe essere fatta una riflessione profonda sul futuro prossimo ed a medio termine dei nostri paesi, e trarne le conseguenze anche pianificatorie. Sarebbe anche opportuno un impegno legislativo per superare la logica del CIRT (Capacità Insediativa Residenziale Teorica) che per Villafranca supera già i 4000 abitanti (2975 residenti ad oggi) e per Capriglio supera gli 800 abitanti a fronte dei 300 residenti ad oggi.  
La sentenza n. 951/2011 del T.A.R. Lombardia-sezione di Brescia, delinea uno scenario importante che è bene venga conosciuto in ogni Comune italiano: un nuovo Piano di Gestione del Territorio (o Piano Regolatore) non può basarsi su previsioni di sviluppo demografico non giustificate.

Consumo di suolo: è sempre più chiara ed evidente l’esigenza di fermare ovunque il consumo di suolo, evitando nuovo cemento e asfalto nelle zone che si sono fortunatamente salvate finora, privilegiando il recupero dell’esistente. Per ottenere questo risultato è necessario conoscere la situazione attuale di ogni comune – in particolare del patrimonio edilizio residenziale, produttivo e commerciale-espositivo, eseguendo analisi basate non necessariamente sul rilevamento puntuale andando a bussare a tutte le case e capannoni ma, ad esempio, incrociando i dati sulle utenze (acqua, luce, gas). In sede pianificatoria è opportuno limitare il più possibile il consumo di nuovo suolo, promuovendo al suo posto il riuso e la ristrutturazione in edilizia (si può parlare di economia circolare anche nell’edilizia), privilegiando inoltre le aree verdi al posto dei parcheggi inutili.

Considerazioni specifiche su alcuni punti:

Villafranca: a parte alcune informazioni datate sul paese riportate nella relazione illustrativa, rileviamo la volontà politica di non valutare nel piano regolatore le nuove esigenze emerse negli ultimi 10 anni, ma solo di allineare il piano al PPR (Piano Paesaggistico Regionale) ed al PAI (Piano di assetto idrogeologico), inserendo ad esempio le fasce di rispetto cimiteriale, le fasce di rispetto lungo i torrenti, etc. L’esame di tutte le eventuali richieste di modifica del PRGC pervenute in 10 anni da parte dei cittadini ed imprese vengono rinviate a dopo l’approvazione della variante generale, di fatto sottraendole all’esame degli organi regionali ed aumentando i costi per la collettività (per inserire nuove modifiche sarà necessaria una variante parziale al PRGC).

Aree pubbliche: per ottemperare agli obblighi di legge sono state inserite o modificate aree gioco e parcheggi in zone poco adatte o addirittura inutili.

Consumo di suolo: i calcoli riportati sono contradditori: vi è sicuramente una piccola riduzione per l’edilizia residenziale (ma senza considerare le nuove richieste rimandate ad una successiva variante), mentre per le aree produttive ed espositive viene dichiarato un aumento di circa 5000 m2, mentre dai calcoli risulterebbe un risparmio almeno doppio.

Capriglio: in questo caso sono state aggiunte due aree fabbricabili residenziali, in zone accettabili in quanto circondate da altre costruzioni, ma purtroppo è emersa la volontà di creare una nuova zona produttiva in una vallata molto visibile e finora libera da qualsiasi costruzione. Esistono a meno di due chilometri (poche centinaia di metri in linea d’aria) alcuni capannoni mai utilizzati, inoltre la nuova area sarebbe visibile in primo piano da uno dei più bei belvederi individuato sul sagrato della chiesa, e non potrebbe essere mascherata da alberi o siepi alte perché troppo vicina alla strada ed ai coltivi. Quindi una scelta francamente da rivedere sia dal punto di vista del consumo di suolo che dal punto di vista paesaggistico.
Infine una nota sulla qualità dell’aria: per i due Comuni viene utilizzato lo stesso rapporto dell’ARPA del 2016 relativo a San Damiano, quando almeno per Villafranca è disponibile il rapporto ARPA del 2014. Le motivazioni “per collocazione territoriale e densità abitativa è prossima a Villafranca d’Asti” e “comune decisamente più grande e quindi con maggior traffico (di Capriglio)” ci sembrano non condivisibili (la qualità dell’aria a Villafranca dipende ad esempio dalla presenza dell’autostrada A21), come pure le conclusioni: sia il rapporto su Villafranca d’Asti che San Damiano paragonano i livelli di PM10 alle stazioni di traffico di Asti (in pratica i livelli sono simili a quelli della rotonda della Saclà ad Asti), mentre la conclusione della relazione è “possiamo ritenere buono e pienamente soddisfacente lo stato della qualità dell’aria”.

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