Evento alluvionale 2 ottobre 2020 in Piemonte: Geologi ed Enti insieme perché non si ripetano disastri

A cura del Consiglio dell’Ordine Regionale dei Geologi del Piemonte.

L’Ordine Regionale dei Geologi del Piemonte, nell’esprimere totale solidarietà ed estrema vicinanza alla popolazione colpita dai recentissimi eventi alluvionali che hanno interessato tutto il territorio regionale, non può che manifestare ancora una volta la forte preoccupazione per come continuano ad essere gestite concretamente le politiche territoriali nell’ambito dell’assetto geoidrologico...

Da parte di chi è per definizione in prima fila, sempre, per la tutela e salvaguardia dell’integrità geologica del territorio è diventato ormai inammissibile durante gli eventi alluvionali dover assistere ancora ad immagini di danni connessi, ad esempio, a crolli di edifici, talora anche recenti, situati a ridosso di sponde e di torrenti ovvero ad esondazioni in corrispondenza di ponti già interessati da analoghi eventi. Ed il quadro appare ancor più sconfortante se si considerano le ingenti risorse investite dalla Regione Piemonte dagli anni 2000 per fornire tutti i comuni di adeguati studi geologici finalizzati a indirizzare scelte urbanistiche che preservassero l’equilibrio geoidrologico da continui disastri, dei quali si fatica a tenere aggiornata la contabilità (solo dal 2000 la sequenza è stata 2000, 2002, 2008, 2009, 2011, 2012, 2013, 2014, 2016, 2019 nelle varie zone del territorio piemontese).

Al tempo stesso e di fronte a tali scenari sempre più frequenti, fa letteralmente rabbrividire il solo immaginare cosa potrebbe accadere in un prossimo futuro, quando saranno a regime le recenti normative regionali che consentono, se non addirittura incentivano, in nome della tanto decantata semplificazione, interventi che vanno in direzione opposta a quella che dovrebbe garantire la salvaguardia dei territori e la sicurezza delle popolazioni. Ci si riferisce ad esempio al recente decreto “Riparti Piemonte” (L.R. 13/2020 del 29/5/2020) laddove, accanto a misure apprezzabili finalizzate alla riduzione dei tempi di approvazione dei PRGC, propone misure oggettivamente pericolose, quali l’art. 75, che consente di fatto una riduzione delle fasce di rispetto da fiumi e torrenti o gli artt. 60, 62 e 63, che inficiano l’efficacia degli studi geologici di corredo alla pianificazione urbanistica. Da una parte quindi si interviene, come è corretto, per tamponare le emergenze, dall’altra si (ri)creano le condizioni perché queste emergenze si ripetano nel tempo.

In questa situazione non si può che ribadire, una volta ancora, la piena disponibilità e collaborazione dell’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte ad un confronto costante e (si è sicuri) costruttivo con tutti gli Enti preposti, finalizzato a concordare strumenti giuridici adeguati, propedeutici a (nuove) politiche territoriali anche di “decostruzione più consone alla mitigazione del rischio, che consentano un equilibrato sviluppo urbanistico e una corretta tutela del suolo, preservando l’equilibrio idrogeologico del territorio.

Il Consiglio dell’Ordine Regionale dei Geologi del Piemonte

Tratto da: https://www.geologipiemonte.it/l-ordine/attivit-del-consiglio/articolo/evento-alluvionale-2-ottobre-2020-in-piemonte?fbclid=IwAR0tfDecXEbYhuV54OL_1epBEfdH0WJv24W_USGoqV-bJ5YwL8z18Lltj7w

 

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