Castagnole Monferrato tra progetti impattanti e greenwashing

di Claudio Vella, presidente Comitato Vigilanza Motocross.

Greenwashing è un termine che è entrato ormai nel nostro lessico quotidiano, spesso utilizzato dalla stampa. Il termine inglese significa (da Treccani on line): “Strategia di comunicazione o di marketing perseguita da aziende, istituzioni, enti che presentano come ecosostenibili le proprie attività, cercando di occultarne l’impatto ambientale negativo”.
Riteniamo che questa espressione si possa applicare con ragione a quanto si rileva nelle azioni dell’Amministrazione comunale di Castagnole Monferrato...

Infatti dalla stampa apprendiamo che domenica 21 Novembre nei giardini della piazza di Castagnole Monferrato, si è svolta la Festa degli Alberi, in collaborazione con l’Associazione Onlus L’Albero Gemello presieduta dal dott. Alberto Testa pediatra dell’ospedale Regina Margherita di Torino nonché promotore dell’iniziativa di mettere a dimora ogni anno durante la festa degli alberi, un albero per ogni nato dell’anno.

Ottima iniziativa, saremmo portati a pensare, ricordano anche il pensiero esternato alla stampa nell’aprile 2019 dal signor sindaco:  “Ho un altro sogno, che a poco a poco sta cominciando a prendere consapevolezza, è quello di vedere trasformato il territorio in qualcosa che sia appetibile dai turisti, enoappassionati, amanti dello sport, della natura ecc. il riconoscimento Unesco del Monferrato è un punto di orgoglio per tutti, questa secondo me è la strada giusta grazie in primis al vino Ruche’ locomotiva del territorio e anche alle Amministrazioni non solo di Castagnole che credono in un territorio bellissimo”.

Fantastico potrebbe dire qualcuno che leggesse queste due notizie: “Ma allora – direbbe costui - voi vivete in un paese in cui l’Amministrazione è ispirata da principi di sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente”.

Ma siamo costretti a smentirlo; gli ricordiamo che questa è la stessa Amministrazione che mentre pianta qualche alberello, è favorevole a disboscare 15 ettari di bosco per costruirvi un impianto da motocross; è la stessa Amministrazione che mentre ha “il sogno di trasformare il territorio in qualcosa di appetibile per i turisti”, vuole cancellare un tratto di sentiero escursionistico perché incompatibile con la costruzione del crossodromo e non si ferma neanche davanti alle osservazioni dell’ARPA che evidenzia nei suoi rapporti “che l'esposizione ad elevati livelli differenziali di immissione sonora (causata dalle moto NdR) sarà continua nel corso dell'anno e coinvolgerà una fetta significativa della popolazione, parte della quale potrà manifestare possibili alterazioni dello stato di salute”.

Tutto questo come altro chiamarlo se non “Greenwashing ”?...

Nota della Redazione: Il procedimento autorizzativo per questo "sciagurato" progetto legato alla pista da motocross di Castagnole Monferrato è in corso e spetterà ora agli Enti coordinati dalla Provincia di Asti decidere se si tratta di una iniziativa degna di essere approvata o se le criticità (abbondantemente evidenziate in fase istruttoria anche dal Comitato di Vigilanza Motocross e dal Forum Salviamo il Paesaggio) sono tali e tante da suggerire un diniego. Criticità che riguardano diversi aspetti: paesaggistico, forestale, urbanistico, acustico, sulla viabilità...
E sul buon senso. Ci auguriamo che il diniego arrivi. E presto.

(Qui potete leggere e scaricare tutti i documenti di "osservazioni" presentati dalle realtà ambientaliste).

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