Seggiolini antiabbandono: ora ci aspettiamo ben altre leggi...

di Alessandro Mortarino.

Da alcuni giorni giro e rigiro il web e la carta stampata per cercare certezze su una notizia che a me pare una autentica "bufala", ovvero l'approvazione di una legge dello Stato che rende obbligatoria l'installazione di seggiolini antiabbandono sulle autovetture per tutti i bambini fino a quattro anni. I dati ufficiali, infatti, ci dicono che nell'arco di 21 anni vi sono stati otto casi di bambini dimenticati in auto e tragicamente deceduti. In un Paese con 10 milioni di minori. Otto casi giustificano una legge così rigorosa? Se mi rispondete affermativamente, allora vi chiedo quanti bambini (e adulti) siano morti in incidenti stradali e come mai le auto non siano state ancora vietate. Ma, secondo me, la notizia è una "bufala"...

Infatti scopro che la legge avrebbe dovuto entrare in vigore il 6 marzo 2020 e che invece, per un’improvvisa decisione del ministero dell’Interno, è diventata legge il 7 novembre 2019.
E' una "bufala", evidente...

Non solo: i seggiolini antiabbandono sono obbligatori da subito e il nuovo articolo 172 del Codice della strada indica in 81 euro la multa che verrà comminata all'incauto genitore trovato sprovvisto, la decurtazione di cinque punti patente e, in caso di recidiva, la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.
E' una "bufala", evidente...

Come se non bastasse, il "mercato" non è pronto: i seggiolini attualmente disponibili non paiono conformi ai requisiti stabiliti dal Decreto ministeriale.
E' una "bufala", evidente...

E invece, no. Non è una "bufala": la norma dello Stato esiste davvero ed è un indice - secondo me - della follia dell'uomo moderno e di un Paese che affida alla tecnologia dei microchip la più elementare delle priorità di un genitore: la cura e l'attenzione verso il proprio figlio.
Contiene un messaggio inconscio gravissimo: tu non devi essere il compagno e la guida di una giovane esistenza, puoi delegare al "progresso tecnologico" il tuo ruolo. E se lo puoi fare con il tuo piccolo, lo potrai fare - via via - con tua madre, il tuo cane, un albero, un fiore, la comunità, il tuo paese, il pianeta. Te stesso.
Zero responsabilità, zero cura. Un mondo senza doveri, cioè senza amore.

E un mondo con altri sensori, avvinghiati ad un esile corpo; come se non bastassero i computer, gli smartphone, le onde elettromagnetiche a cui, in ogni secondo, siamo "modernamente" sottoposti. E in attesa che arrivi il 5G, la ciliegina sulla torta. (Qui una petizione on line che pone l'interrogativo sui rischi derivante dal sottoporre i bimbi all'inquinamento elettromagnetico: https://www.openpetition.de/petition/online/la-follia-della-legge-stop-antiabbandono-irrsinn-des-gesetzes ).

Ah, secondo l'Osservatorio ASAPS - solo nell'anno 2018 - gli incidenti sulle strade che hanno coinvolto bambini hanno provocato 49 morti (31 maschi e 18 femmine), 9 in più rispetto al 2017 (+22,5%), oltre a migliaia di feriti.
25 bambini erano trasportati in auto (51%), 1 sulle moto, 11 in bici e 12 a piedi. Da 0 a 5 anni la fascia più colpita con 22 vittime, 19 nella fascia da 6 a 10 anni, 8 decessi da 11 a 13 anni.
In Italia nascono mediamente circa 500.000 bambini all’anno e la legge sui seggiolini si riferisce ai minori di 4 anni: l’emergenza, dunque, è pari a un caso su 2 milioni di bambini.

Emergenza massima? Lascio a voi la risposta.

Ma, forse, l'emergenza vera dovrebbe essere quella di rendere più attrattivo l'essere genitore, assicurargli asili di prossimità, sostegno concreto, non farlo sentire persona/coppia solitaria in un mondo che gira il volto dall'altra parte perchè la "competitività" è la (unica) legge che governa il nostro oggi?

E fare come nel caso delle malattie e delle medicine, cioè non limitarsi a lenire gli effetti ma individuare la causa che produce il male. Nel nostro caso una vita (nel senso di modello di vita) stressante, improntata sulla rapidità, innaturale.

Seggiolini? Mah...

Commenti  

0 #1 BALDI PAOLO 2019-11-17 09:23
Caro Sandro, tu sai bene come le nostre sensibilità sono preda del mercato. Come dimostra la tua statistica le esigenze son ben altre. Si potrebbero poi pubblicare i dati, probabilmente non esaustivi, di quanti bambini muoiono a causa dell'inquinamento o hanno problemi di salute dovuti alla cattiva alimentazione, ma in questi casi non si fa nulla o poco per ovviare alla problematica.
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