Le Anime di Gianfranco Miroglio

di Paolo X Viarengo.

E' difficile schiacciare le lettere giuste per comporre i propri sentimenti sullo schermo. Perchè, in realta, è questo ciò che succede quando si scrive. Che si scriva un articolo. Che si scriva un brano musicale. Che si scriva un romanzo. Si cercano nel profondo della tastiera gli accordi, i caratteri, che possano sposarsi meglio con quelli che non vediamo ma sappiamo esserci. Dentro di noi. E' da lì che cerchiamo di farli uscire: ma è difficile...

E' difficile coordinare il nostro io profondo con la nostra tastiera e il nostro schermo. Con le nostre corde. Con il nostro archetto. Sono due linguaggi diversi: il primo è fatto di profumi, di sensazioni, di ricordi. Il secondo è fatto di caratteri. Di segni convenzionali. Eppure qual'è quello vero? Eppure è vero il linguaggio della fiaba che abbiamo dentro di noi o è vero il linguaggio in cui lo traduciamo per trasmetterlo agli altri?

Quando, poi, hai la fortuna di leggere un libro in cui la fiaba ed il sogno si intersecano con le mille vite reali che raccontano i profumi e i ricordi di una vita, scopri che entrambi sono veri. Scopri che i sogni sono veri. Scopri che le fiabe sono vere. Scopri che la vita è vera. E scopri che il linguaggio usato per raccontare tutte queste cose è vero, perchè è vero l'autore. La sua vita. Il suo linguaggio. I suoi sogni. Le sue mille fiabe che si attorcigliano attorno ai personaggi creati dal suo sogno, e per questo veri anch'essi.
Anche loro con un'anima, con mille anime. Create dalla crudeltà della vita, del tempo, del mondo e messa su carta dall'ingegno dell'uomo.

Mille anime in un solo titolo "Anime", l'ultimo libro di Gianfranco Miroglio. Da poco in libreria, ho avuto la fortuna di leggerlo. Ho avuto la fortuna di sentire il profumo del turbinio di sapori e di odori delle mille storie che come un cerchio senza fine si rincorrono senza incontrarsi mai. Come in un otto o in una spirale. Simboli dell'infinito e della vita stessa che, in quanto tale, muore per rinascere. E ho letto dei tanti personaggi veri nascosti dietro un'ombra di reale fantasia. Come il gemello bello e forte che non c'e', pur essendoci. Come Matisse. Come la piccola Shakira che ricompare dopo essere svanita nel nulla. Dopo aver cercato di morire per raggiungere le mani della mamma morta in chissà quale mare. Ed è dolore che pugnala. Feroce.

Come in un sogno. Come in una fiaba. Come nella vita. Come in una lotta che non può finire. Una lotta per questo mondo. Per questi personaggi. Per queste persone.

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